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         <title>eventi - Progetto Agata Smeralda</title>
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         <description>Le ultime notizie da Progetto Agata Smeralda.</description>
         <language>it</language>
         <lastBuildDate>Fri, 13 Aug 2010 12:43:48 +0200</lastBuildDate>
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         <managingEditor>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</managingEditor>
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            <title>eventi - Progetto Agata Smeralda</title>
            <description>Progetto Agata Smeralda</description>
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            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Fri, 06 Aug 2010 10:00:00 +0200</pubDate>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <title><![CDATA[Eritrea, un container per la vita]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Un paese martoriato dalla siccit&#224; e dalla carestia. Una mortalit&#224; infantile tra le pi&#249; alte al mondo. Famiglie divise a causa di una leva militare obbligatoria che impedisce a tutti gli uomini ogni forma di sviluppo intellettuale e lavorativo. Donne che devono sopperire da sole ai bisogni dei figli. Decine di migliaia di giovani che, disertando, affrontano un viaggio pericolosissimo attraverso il deserto per fuggire da una vita senza speranza e provare ad avere un futuro, altrove.  Una Chiesa locale che cerca di servire i sofferenti e i pi&#249; poveri tra i poveri, con mille difficolt&#224; dovute all'entit&#224; dei bisogni e agli ostacoli posti dalle autorit&#224; locali.  <br />
E' questa la situazione dell'Eritrea, come l'ha ricordata e descritta il Vescovo di Prato, Sua Eccellenza Monsignor Gastone Simoni, presenziando, lo scorso 30 Aprile, alla chiusura di un container che il Progetto Agata Smeralda Onlus di Firenze ha finanziato e organizzato con la collaborazione dell'Associazione Gruppo Missionario Shaleku Onlus di Prato. <br />
Monsignor Simoni, che ha avuto occasione, negli anni scorsi, di visitare personalmente l'Eritrea, e in particolare la Diocesi di Keren, ha levato la sua invocazione per questo popolo assetato, d'acqua e di giustizia, benedicendo i generi alimentari acquistati e spediti per alleviare un po' di quelle sofferenze e per sostenere le opere di promozione umana promosse dalla Caritas della Diocesi di Keren (scuole, cliniche, orfanotrofi).</p>
<p>Il progetto &#8220;Un container per la vita&#8221;, che vede la spedizione del secondo container di generi alimentari nell'arco di un anno, nasce in seguito all'incontro, nel Settembre del 2008, tra il Presidente del Progetto Agata Smeralda, Prof. Mauro Barsi, e il Vescovo della diocesi eritrea di Keren, Monsignor Kidane, ospite per qualche giorno della Diocesi di Prato, che da anni ha instaurato un rapporto di amicizia e di cooperazione con la Chiesa Eritrea. <br />
Una delle associazioni che portano avanti concretamente quest'azione, l'Associazione Shaleku, ha curato l'allestimento e l'organizzazione logistica del container, per il resto totalmente finanziato dal Progetto Agata Smeralda Onlus. <br />
Il progetto &#8220;Un container per la vita&#8221; prevede il mantenimento di un canale duraturo di aiuti, con l'invio di generi alimentari che sarebbe impossibile acquistare in loco, vista la situazione di emergenza e i costi altissimi dei beni di prima necessit&#224;.</p>
<p>Il container, partito il 4 Maggio dal porto di Livorno, contiene dieci tonnellate di farina, tre di pasta, quattro di fagioli, una di zucchero e ottocento litri di olio extravergine di oliva.</p>
<p>Alla breve cerimonia di benedizione del container sono intervenuti, oltre a Monsignor Gastone Simoni, anche il Prof. Mauro Barsi e Stefano Lenzi, in rappresentanza dell'Associazione Shaleku, alla presenza di amici e sostenitori delle due associazioni e dei titolari della ditta Albini&#38;Pitigliani, presso i cui magazzini il container &#232; stato allestito.<br />
Stefano Lenzi ha ringraziato il Progetto Agata Smeralda, nella persona del suo presidente, a nome dei soci del Gruppo Shaleku e, soprattutto, delle persone che, in Eritrea, collaborano con l'Associazione, sottolineando come &#8220;l'attuale situazione socio-politica del paese impedisce la realizzazione di progetti di sviluppo strutturati. L'invio dei generi alimentari &#232; davvero l'ultima sponda per mantenere un rapporto con quella realt&#224; e non lasciare solo chi, sul posto, si prodiga con tanta dedizione ai bisogni dei poveri. &#8220;</p>
<p>Il Prof. Mauro Barsi ha illustrato le motivazioni di una scelta, l'invio dei container e pi&#249; in generale il sostegno ai poveri dell'Eritrea tramite la Caritas locale. Scelta che &#232; &#8220;in linea con lo spirito e lo stile del Progetto Agata Smeralda, che lavora sempre in sintonia e in comunione con la Chiesa per fare opera di promozione prima di tutto umana, perch&#233; solo quando sono garantite le istanze di una vita dignitosa e pienamente umana si possono realizzare una crescita e una formazione spirituale e autenticamente cristiana.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;">Francesco e Caterina Grazzini<br />
Prato</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/eritrea-un-container-per-la-vita_1_164_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
         </item>
   <item>
            <guid isPermaLink="true">http://www.agatasmeralda.org/news/scandicci-mostra-fotografica-sui-diritti-dei-bambini_1_162_0.html</guid>
            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Fri, 06 Aug 2010 09:50:00 +0200</pubDate>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <title><![CDATA[Scandicci: mostra fotografica sui diritti dei bambini]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Nell'ambito dei festeggiamenti patronali di San Zanobi, e per ricordare il Cinquantesimo anniversario della &#8220;Dichiarazione dei diritti del bambino&#8221;, nel mese di Maggio, nell'atrio del Palazzo Comunale di Scandicci, &#232; stata allestita la mostra fotografica &#8220;Bambini, patrimonio dell'umanit&#224;&#8221;, 50 scatti dal mondo di Gabriele Viviani, grande fotografo, molto conosciuto e apprezzato anche all'estero e grande amico di &#8220;Agata Smeralda&#8221;.</p>
<p>L'iniziativa, promossa dal Progetto Agata Smeralda, in collaborazione con il Comune di Scandicci, il Comitato Festeggiamenti S. Zanobi e l'Istituto Professionale  &#8220;Sassetti &#8211; Peruzzi&#8221;, &#232; stata inaugurata dal Sindaco di Scandicci Simone Gheri. &#8220;Lo scopo di questo evento &#8211;ha spiegato il Presidente di &#8220;Agata Smeralda&#8221; durante l'inaugurazione- &#232; quello di aiutare a riflettere sulla triste condizione dell'infanzia nel mondo, ma anche di sollecitare l'opinione pubblica ad un impegno urgente e concreto per sostenere, anche attraverso l'adozione a distanza, tanti bambini che in molte parti del mondo, vivono in situazioni di grave indigenza e pericolo&#8221;.</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/scandicci-mostra-fotografica-sui-diritti-dei-bambini_1_162_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
         </item>
   <item>
            <guid isPermaLink="true">http://www.agatasmeralda.org/news/attrezzature-sanitarie-importanti-donate-alla-missione-albania---in-ricordo-di-don-carlo-zaccaro_1_159_0.html</guid>
            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Tue, 29 Jun 2010 10:05:00 +0200</pubDate>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <title><![CDATA[Attrezzature sanitarie importanti donate alla "Missione Albania" - in ricordo di Don Carlo Zaccaro]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Per ricordare Don Carlo Zaccaro, sacerdote dell'Opera Madonnina del Grappa, recentemente scomparso, Gioved&#236; 1 Luglio in San Marco a Firenze - con inizio alle ore 16,45 - il Progetto Agata Smeralda doner&#224; a Suor Enza Ferrara, medico, delle Suore Francescane Missionarie di Ges&#249; Bambino, importanti apparecchiature sanitarie per la cura dei bambini cardiopatici. Tali strumenti sono stati acquistati da &#8220;Agata Smeralda&#8221; presso la Esaote di Firenze, per essere destinati al Presidio Sanitario della &#8220;Missione Albania &#8211; Opera Madonnina del Grappa&#8221; fondato da Don Carlo al servizio dei pi&#249; poveri e diretto da Suor Enza.</p>
<p>La cerimonia di donazione avr&#224; inizio alle ore 16,45 nella Basilica di San Marco con un momento di preghiera, presieduto da <strong>S.E. Mons. Claudio Maniago</strong>, Vescovo Ausiliare e Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Firenze, davanti alla tomba di Giorgio La Pira e proseguir&#224; nella &#8220;Sala Pietro Annigoni&#8221; del Convento di San Marco - Via Cavour, 56&#160; - alle ore 17,00.</p>
<p>Saranno presenti ed interverranno per ricordare Don Carlo, oltre al <strong>Vescovo Ausiliare, Mons. Corso Guicciardini,</strong> Presidente dell'Opera Madonnina del Grappa, l'<strong>On. Carlo Casini,</strong> Presidente della Commissione Diritti Costituzionali del Parlamento Europeo, <strong>Suor Enza Ferrara</strong> e la <strong>Dott.ssa Arketa Pllumi</strong>, medici del Presidio Sanitario di Scutari che giungeranno appositamente dall'Albania. Saranno presenti, inoltre, i giovani studenti ospiti della casa famiglia &#8220;Villa Guicciardini&#8221;, diretta da Don Carlo, con i quali aveva instaurato un forte legame.</p>
<p>Sempre in memoria di Don Zaccaro, nell'occasione, il Progetto Agata Smeralda consegner&#224; a Mons. Guicciardini una somma in denaro per il sostegno alle scuole professionali della &#8220;Missione Opera Madonnina del Grappa&#8221; a Jurema Guadalajara (Fortaleza)&#160; in Brasile.</p>
<p>Il Prof. Mauro Barsi, Presidente del Progetto Agata Smeralda, introdurr&#224; la cerimonia di donazione e ricorder&#224; la grande amicizia con Don Carlo, il suo impegno di evangelizzazione e promozione umana con &#8220;Agata Smeralda&#8221;. Infatti, si deve proprio al grande amore di questo sacerdote per l'Albania se il Progetto Agata Smeralda nel 2001 ha iniziato a Bajze, con le Suore Francescane Missionarie di Ges&#249; Bambino, il sostegno a distanza di bambini bisognosi della scuola materna ed elementare.</p>
<p><strong>Tutti sono invitati. </strong></p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/attrezzature-sanitarie-importanti-donate-alla-missione-albania---in-ricordo-di-don-carlo-zaccaro_1_159_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
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            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Tue, 30 Mar 2010 02:45:00 +0200</pubDate>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <title><![CDATA[Compleanno di Agata Smeralda: consegna del premio alla cittą di Locorotondo]]></title>
            <description><![CDATA[<p>La prima Domenica di Febbraio, alla presenza di tanta gente, la grande  famiglia di &#8220;Agata Smeralda&#8221; si &#232; ritrovata per fare festa e riflettere  insieme, come ormai da molti anni, nella Basilica della SS. Annunziata e  presso lo Spedale degli Innocenti a Firenze, dove nel 1445 la piccola  Agata Smeralda f&#249; abbandonata e poi accolta. In questa occasione &#232; stato  consegnato il premio &#34;Prima di tutto la vita&#34; alla citt&#224; di  Locorotondo.</p>
<p>Erano presenti S. E. Mons. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, il  Vescovo Ausiliare Mons. Claudio Maniago, il Sindaco di Firenze Matteo  Renzi e Mons. Rafael Biernaski, nominato nei giorni successivi Vescovo  Ausiliare di Curitiba in Brasile.</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/compleanno-di-agata-smeralda-consegna-del-premio-alla-citta-di-locorotondo_1_156_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
         </item>
   <item>
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            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Mon, 29 Mar 2010 02:45:00 +0200</pubDate>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <title><![CDATA[Compleanno di Agata Smeralda: la riflessione di S.E. Mons. Betori, arcivescovo di Firenze]]></title>
            <description><![CDATA[<p><strong>Il messaggio di &#8220;Agata Smeralda&#8221;: il valore della vita, nella sua interezza<br />
</strong></p>
<p>(&#8230;) Tra tutte le parole della Chiesa &#8211;e qui arrivo al tema della nostra Giornata- proprio l'annuncio che la Chiesa fa sulla dignit&#224;, sull'intangibilit&#224; e sulla preziosit&#224; della vita umana &#232; forse quello pi&#249; attaccato oggi dalla cultura contemporanea. Oggi come oggi &#232; soprattutto l'annuncio della vita, il Vangelo della vita quello che d&#224; pi&#249; fastidio all'uomo contemporaneo, perch&#233; lo vede come un'antitesi a quella utilizzazione della vita, che egli invece ha introdotto nella cultura diffusa. La vita umana &#232; diventata uno strumento, non pi&#249; un fine. E in questa maniera serve a seconda dei padroni del momento. Cos&#236; ci piace in questo nostro mondo, ahim&#232;...</p>
<p>Ecco allora che il Vangelo della vita, che &#232; il Vangelo di una dignit&#224; che sta in ogni essere umano, dal momento del concepimento fino alla sua fine, &#232; quanto di pi&#249; antitetico ci sia alla cultura di oggi, che &#232; invece una cultura utilitaristica. Tutta la vita, perch&#233; come abbiamo ascoltato dal messaggio dei Vescovi, ci&#242; che la Chiesa difende non &#232; soltanto la vita all'inizio e alla fine, ma il valore della vita in tutta la sua interezza. Tant'&#232; che al centro della riflessione  del Messaggio della Giornata per la Vita c'&#232; una considerazione sul contesto di crisi economica  nel quale tante persone si trovano in questo momento,  per cui la Chiesa ci richiama a una responsabilit&#224; anche nei confronti della &#8220;parte centrale&#8221; della vita. Mi piace pensare alla vita come a un ponte. La Chiesa non guarda solo all'una o all'altra sponda del ponte, dove stanno i pilastri che lo reggono.  Guarda a tutto il ponte, a questo arco temporale che la vita dell'uomo attraversa. Oggi colpito, al centro, dalla crisi economica, dalla mancanza di lavoro.</p>
<p>Che cosa &#232; entrato in crisi? E' entrato in crisi un modello economico che ha pensato di fare dell'uomo uno strumento e non il fine. Il fine &#232; il profitto, il fine sono le gestioni finanziarie e cos&#236; ne &#232; andato di mezzo sia il valore del lavoro che il valore della persona umana. Questa &#232; la grande crisi economica che stiamo attraversando. Il denaro ha preso il posto della produzione. E il profitto ha preso il posto del lavoro e dell'uomo stesso. Ecco allora che dobbiamo rivedere il nostro progetto di sviluppo, e i Vescovi ci hanno richiamato a un duplice riferimento: a una vita pi&#249; sobria, quindi a un'economia pi&#249; reale, meno fittizia, ed anche ad una vita pi&#249; solidale, cio&#232; meno attenta a quelli che possono essere i vantaggi miei, senza limiti, ma pi&#249; attenti alla condivisione.  Direi che qui il messaggio di &#8220;Agata Smeralda&#8221; &#232; esemplare da questo punto di vista. Proprio nella ricerca della sobriet&#224;. Fin dalle piccole cose, come si diceva prima, anche da un caff&#232; in meno si comincia a capire il valore delle cose essenziali rispetto a quelle superflue, fino alla condivisione: essere consapevoli che non esistono solo i nostri bambini, pur preziosi e belli, cuore di ogni famiglia, ma esistono i bambini del mondo, tutti uguali di fronte allo sguardo di Dio, e dunque tutti bisognosi del nostro amore e della nostra attenzione. Tutto questo richiede un cambiamento del modello di vita pi&#249; sobrio e pi&#249; solidale, per farci attenti a questa preoccupazione, per la bont&#224; della vita di tutti.</p>
<p>Ma questo non ci deve far dimenticare che se il ponte si tiene, si tiene perch&#233; c'&#232; un ancoraggio all'inizio e alla fine. Per cui il richiamo al valore della vita fin dal concepimento, rifiutando l'aborto, rifiutando che l'aborto sia un diritto, riconoscendo invece  che l'aborto &#232; una tragedia e che quindi va combattuto; e rifiutando ogni ipotesi pi&#249; o meno larvata di eutanasia, di autodeterminazione dell'uomo intorno alla sua fine, significa ancorare bene il ponte. Il ponte non si regge senza i due ancoraggi, l'inizio e la fine. Per questo tanta insistenza della Chiesa sull'inizio e sulla fine della vita, perch&#233; se noi mettiamo in crisi l'ancoraggio, il ponte crolla, tutto diventa fragile, tutta la vita diventa fragile e non a caso &#232; difficile far penetrare l'idea della dignit&#224; della vita umana nel momento in cui le societ&#224; accettano l'ineluttabilit&#224; dell'aborto e l'ineluttabilit&#224; dell'eutanasia. Colpire i due ancoraggi significa colpire tutto il ponte, tutta l'immagine della vita dell'uomo.</p>
<p>Sentiamoci dunque impegnati anche in questa giornata che &#232; una giornata di festa per &#8220;Agata Smeralda&#8221;, per i cittadini di Locorotondo e per tutto quello che si fa a favore dei bambini del mondo, ma sentiamoci responsabilizzati nel riaffermare l'importanza della vita, nell'ascolto della Parola e della fede nella Chiesa.</p>
<p>Mons. Giuseppe Betori<br />
Arcivescovo di Firenze</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/compleanno-di-agata-smeralda-la-riflessione-di-se-mons-betori-arcivescovo-di-firenze_1_155_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
         </item>
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            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Sat, 27 Mar 2010 06:55:00 +0100</pubDate>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <title><![CDATA[Compleanno di Agata Smeralda: intervento del presidente Mauro Barsi]]></title>
            <description><![CDATA[<p><strong>Impariamo dal Buon Samaritano</strong></p>
<p>Vorrei iniziare questo mio breve intervento con una parola di profonda gratitudine all'Arcivescovo di Firenze. Per la sua presenza qui tra noi e per la sua attenzione. Questa per noi &#232; una cosa importante: se per accompagnare un numero sempre maggiore di bambini sulla strada della speranza, se per farlo sempre meglio intessiamo rapporti e collaborazioni con tutti, e se quando cerchiamo di dare una mano a una creatura o a una famiglia non chiediamo mai n&#233; il certificato di cittadinanza o quello di battesimo, una cosa &#232; certa: il Progetto &#232; nato in questa Chiesa locale, e ha iniziato la sua attivit&#224; insieme ai missionari inviati dalla Chiesa fiorentina nelle favelas di Salvador Bahia, in Brasile. Un progetto di evangelizzazione e di promozione umana. Sono radici che non solo non dimentichiamo, ma che abbiamo fortemente a cuore. Perch&#233; non &#232; per filantropia o carit&#224; pelosa che &#8220;Agata Smeralda&#8221; &#232; nata e cresciuta in questi diciotto anni di attivit&#224;. Ma perch&#233; crede nel comandamento divino dell'amore scambievole, perch&#233; ci &#232; stato insegnato che Dio si manifesta nell'amore.<br />
Un grazie cordiale e affettuoso voglio poi rivolgere all'amico carissimo Mons. Rafael Biernaski, capo-ufficio della Congregazione dei Vescovi, per la sua presenza, anche come rappresentante dell'Arcivescovo di Salvador Bahia, che di recente ci ha onorati di una sua visita qui a Firenze. La Citt&#224; che in questi due giorni &#232; stata colorata e riempita dal calore e dal grande cuore di tanti cari amici venuti dalla Puglia. Saluto con affetto e riconoscenza gli amici di Locorotondo, che per questa festa sono giunti davvero in massa, con ben cinque pullman e che tra breve riceveranno il premio &#8220;Prima di tutto la Vita&#8221;. Anche loro, nella quotidianit&#224;, sono esempio di quanto bene si possa fare con l'impegno e la dedizione costante.<br />
Infine un grazie caloroso a tutti i presenti e alle autorit&#224;: ricevano qui, nella Santissima Annunziata, l'abbraccio e il saluto di tutta la grande famiglia di &#8220;Agata Smeralda&#8221; che &#232; presente in Italia e nel mondo.</p>
<p>Parlare di &#8220;grande famiglia&#8221;, devo dire, non &#232; una figura retorica, ma la realt&#224;. Io quella di &#8220;Agata Smeralda&#8221; la sento come una grande storia d'amore. S&#236;, perch&#233; oltre diecimila bambini adottati a distanza, la grande maggioranza in Brasile, ma anche in Costa d'Avorio, Sri Lanka, India, a Gerusalemme, in Albania, in Congo e in Nigeria, significano altrettanti &#8220;adottanti&#8221;, persone singole, famiglie, gruppi e parrocchie. Diecimila realt&#224; unite ad altrettanti bambini, e con loro, a tante famiglie bisognose. Capirete che non &#232; certo uno scherzo portare avanti questo impegno ogni giorno, tenere unita ed alimentare questa grande rete di solidariet&#224;. Specialmente in tempi particolarmente difficili come quelli che stiamo attraversando. Con la stessa forza vi devo dire che nei momenti difficili, e non mancano, abbiamo sempre potuto toccare con mano la presenza della Provvidenza di Dio. E questo &#232; bello e incoraggiante. E' una realt&#224; che ci indica la strada da percorrere ed anche lo stile del nostro povero camminare&#8230;<br />
Di fronte poi alla terribile tragedia che ha colpito recentemente i nostri fratelli di Haiti abbiamo sentito il dovere di rimboccarci ancora una volta le maniche e di metterci a disposizione. Abbiamo preso subito contatto con i Padri Gesuiti presenti sull'isola, mettendo le basi per adottare quanto prima a distanza un certo numero di bambini rimasti orfani.</p>
<p>Quello a cui vorremmo attenerci &#232; lo stile e l'atteggiamento del Samaritano. Una parabola evangelica di grande forza. Lo diceva Don Primo Mazzolari: &#8220;Il Samaritano &#232; l'unica soluzione del problema sociale, il crocevia di ogni religiosit&#224; come di ogni umanit&#224;. Vale di pi&#249; la Parabola del Samaritano che tutti gli innumerevoli e contrastanti programmi sociali&#8221;. Io poi la porto nel cuore con particolare commozione perch&#233; ricordo che in uno degli ultimi incontri che ebbi con il Card. Neves, con il quale avviammo il Progetto Agata Smeralda, Dom Lucas, ormai prossimo alla morte, volle soffermarsi con me su questo episodio del Vangelo, &#8220;E' stata la scommessa della mia vita &#8211;mi confid&#242;- essere buon Samaritano, essere persona che non passa oltre, ma che si prende cura del fratello&#8221;. Ed io aggiungo: che trovano il tempo di fermarsi, che si frugano in tasca, che soccorrono, aiutano, stanno vicini a chi soffre. Che dicono con Don Lorenzo Milani, &#8220;I care&#8221;, &#8220;Mi interessa&#8221;, &#8220;Mi sta a cuore&#8221;. Quant'&#232; importante nella societ&#224; di oggi riscoprire questa figura, la figura del Samaritano!</p>
<p>E l'incontro con la realt&#224; dei Paesi poveri pu&#242; aiutarci a sentire la bellezza, il fascino, la necessit&#224; di essere samaritani gli uni per gli altri. Ce lo dobbiamo ripetere, lo dobbiamo dire ai giovani. E' per questo, ad esempio, che abbiamo promosso recentemente un'importante mostra fotografica, presso la Scuola Sassetti, dal titolo &#8220;Bambini, patrimonio dell'umanit&#224;&#8221;. E' per questo che negli ultimi tempi abbiamo programmato incontri, abbiamo portato gruppi di giovani nel Consiglio Regionale cos&#236; come nel Municipio di Scandicci per parlare loro del valore della vita e della dignit&#224; della persona umana. Senza tacere l'importanza della straordinaria presenza della Chiesa, attraverso i missionari, in mezzo ai poveri. Abbiamo parlato loro, approfittando del cinquantesimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo, di quello che nel preambolo della stessa Dichiarazione solennemente viene messo in evidenza:&#8221;L'umanit&#224; ha il dovere di dare al bambino il meglio di se stessa&#8221;. Quanto siamo distanti da questo impegno! Il meglio di se stessa&#8230; Ma per far questo c'&#232; bisogno di conversione dei cuori e delle menti. Una conversione che non resti privata e isolata, ma sappia far germinare il cambiamento anche a livello sociale e politico. Una societ&#224; chiusa, che ha paura del diverso, non d&#224; il meglio di se stessa. E non solo ai bambini, ma a tutti. Perch&#233; si rinsecchisce nell'odio e nell'indifferenza. Ecco, io credo che esperienze come quella proposta da &#8220;Agata Smeralda&#8221; &#8211;e grazie a Dio tante altre ce ne sono, in Italia e nel mondo- siano un pur piccolo contributo a tenere aperto il cuore, una sorta di antidoto ai veleni dell'egoismo e dell'individualismo, dell'odio e della violenza. Negli ormai tanti viaggi fatti a Salvador da parte di adottanti che desiderano toccare con mano le attivit&#224; del Progetto, questo emerge in maniera netta: &#232; stata costruita una rete di solidariet&#224; concreta, dove si contribuisce a fare un tessuto sociale nuovo, pi&#249; fraterno e umano, basato sul riconoscimento del valore assoluto della persona umana e della sua dignit&#224;. E' questo il motore di tutto: l'amore per la persona, riconosciuta come creatura, figlia di Dio.</p>
<p>Certo, il contrasto talvolta &#232; violentissimo. Desideriamo e lavoriamo per difendere e promuovere  la dignit&#224; della persona, e ci troviamo di fronte quotidianamente a bambini senza scuola e senza cure, ci imbattiamo nei turpi fenomeni della pedofilia e del turismo sessuale, incontriamo bambine costrette a prostituirsi, o piccoli minacciati dal traffico di organi. Troviamo una violenza crescente nelle strade, il dilagante diffondersi della droga, ragazzine divenute madri a 12-13 anni.<br />
Ma scoraggiarsi, pensare che non c'&#232; niente da fare, tirare diritto piuttosto che fermarsi come fece il Samaritano, sarebbe abbandonare questi bambini al loro destino. Non &#232; possibile, non ci &#232; consentito. Piuttosto dobbiamo continuare, senza stancarci, a rimboccarci le maniche, ognuno secondo i propri carismi, e a dare concretezza a una cultura della vita.<br />
Anche perch&#233;, lo dice benissimo Benedetto XVI nella sua ultima enciclica: &#8220;L'apertura alla vita &#232; al centro del vero sviluppo. Quando una societ&#224; s'avvia verso la negazione e la soppressione della vita, finisce per non trovare pi&#249; le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi al servizio del vero bene dell'uomo. Se si perde la sensibilit&#224; personale e sociale verso l'accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono. L'accoglienza della vita tempra le energie morali e rende capaci di aiuto reciproco. Coltivando l'apertura alla vita, i popoli ricchi possono comprendere meglio le necessit&#224; di quelli poveri, evitando di impiegare ingenti risorse economiche e intellettuali per soddisfare desideri egoistici tra i propri cittadini e promuovere, invece, azioni virtuose nella prospettiva di una produzione moralmente sana e solidale, nel rispetto del diritto fondamentale di ogni popolo e di ogni persona alla vita&#8221;.</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/compleanno-di-agata-smeralda-intervento-del-presidente-mauro-barsi_1_154_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
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            <guid isPermaLink="true">http://www.agatasmeralda.org/news/compleanno-di-agata-smeralda-lintervento-di-mons-rafael-biernaski_1_153_0.html</guid>
            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Sat, 27 Mar 2010 06:35:00 +0100</pubDate>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <title><![CDATA[Compleanno di Agata Smeralda: l'intervento di Mons. Rafael Biernaski]]></title>
            <description><![CDATA[<p><strong>Diciotto anni di &#8220;Agata Smeralda&#8221;, una storia importante.</strong><br />
<br />
Ho avuto il compito dal Card. Geraldo Majella Agnelo di portare qui a voi, carissimi amici, il pensiero e il saluto dell'Arcivescovo di Salvador Bahia. E stavolta non mi ha voluto consegnare una nota scritta, mi ha chiesto invece di interpretare e trasmettere il Suo pensiero. Gli ho domandato, preoccupato, come potr&#242; riportare fedelmente il Suo messaggio. Lui mi ha risposto di lasciare parlare soltanto il cuore. Di' anzitutto &#8211;mi ha suggerito- che &#8220;Agata Smeralda&#8221; ha ormai diciotto anni, e se ha diciotto anni ha anche una storia, se ha una storia, comincia ad avere una visibilit&#224; che esprime fede, esprime organizzazione, esprime il movimento di una grande realt&#224; sociale. Tutto nasce dal cuore di Dio, dall'amore di Dio. Dio per amare l'umanit&#224; s'incarna, vuole redimere e salvare ogni cuore e manifestare il Suo amore per  tutte le persone. Ogni persona &#232; chiamata a rispondere a questo amore. Una volta ricevuto, dobbiamo saperlo diffondere. Questa visibilit&#224; dell'amore di Dio ha un nome, deve esprimersi e lo fa attraverso l'ecclesialit&#224;, attraverso la Chiesa che &#232; in Firenze e attraverso le diverse Chiese locali. Non a caso il Progetto Agata Smeralda nasce da una visita del Santo Padre Giovanni Paolo II a Salvador de Bahia nel 1991. Il Papa visit&#242; la citt&#224; e vedendo i bambini piccoli e poveri disse: &#8220;Dobbiamo esprimere la nostra carit&#224;: che nessuno di questi piccoli resti senza essere amato&#8221;. Insieme al Card. Neves, da questa ispirazione, Mauro Barsi &#232; stato chiamato a dare vita e sviluppo ad &#8220;Agata Smeralda&#8221;.</p>
<p>Peraltro questo progetto di Dio ha oggi una visibilit&#224; significativa in Brasile. Di recente infatti vi sono stati anche importanti riconoscimenti da parte delle Istituzioni brasiliane, prima il Parlamento della Bahia e, ancor pi&#249; recentemente, il Municipio della citt&#224; di Salvador, che hanno consegnato la cittadinanza onoraria a Mauro Barsi. Il Prof. Barsi &#8211;ha sottolineato l'Arcivescovo- non &#232; soltanto un fedele missionario dell'amore di Dio, ma ha saputo convocare una grande rete di cuori, una grande solidariet&#224;  che si realizza nella gioia: e tutti qui a Salvador, comprese le Autorit&#224;, i Sindaci, le Istituzioni vedono gi&#224; il  risultato di questo progetto di fede e di amore. Sarebbe utile, e l'invito &#232; rivolto a tutti, venire a vedere, direttamente, quella che &#232; la situazione, e a constatare quanto bisogno c'&#232;, quante situazioni di povert&#224; e di difficolt&#224; permangono. Ma chi viene a visitarci, a vedere la realt&#224; di Salvador, si rende conto anche di un'altra cosa: vede e tocca con mano gli effetti positivi di tutta questa opera. Infatti, sono diecimila bambini, ce ne rendiamo conto! E accanto a loro una grande rete di persone che si adoperano senza soste per servire questi bambini. Tra questi diecimila bambini una parte gi&#224; li troviamo adolescenti o adulti: chi ha iniziato l'universit&#224;, chi si &#232; inserito nella societ&#224; civile, nelle realt&#224; politiche e sociali, e non pochi sono &#8220;gi&#224; protagonisti della storia del loro paese&#8221;. E siamo rassicurati dalle capacit&#224; dimostrate dal Progetto Agata Smeralda non solo di trasmettere il messaggio di amore di Dio, ma anche di organizzare in modo adeguato tutta questa complessa realt&#224;. Barsi, insieme a Padre Miguel Ramon, in Italia e in Brasile, grazie ai tanti missionari e collaboratori, seguono con molta dedizione tutta l'organizzazione, facendo in modo che la carit&#224;, che si concretizza in un grande risultato economico, sia efficacemente e scrupolosamente destinata ai pi&#249; poveri tra i poveri. Il nostro cuore, su questo, non abbia dubbi dice il Cardinale. E del Cardinale ora vi porto la benedizione.</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/compleanno-di-agata-smeralda-lintervento-di-mons-rafael-biernaski_1_153_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
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            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Sat, 27 Mar 2010 04:35:00 +0100</pubDate>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <title><![CDATA[Compleanno di Agata Smeralda: intervento del Sindaco di Firenze]]></title>
            <description><![CDATA[<p><strong>Fate un lavoro straordinario</strong><br />
<br />
Porto molto volentieri il saluto della Citt&#224;. Non &#232; la prima volta, caro Mauro, che ci incontriamo anche qui, in questa sede, ma &#232; la prima volta che sono qui con la fascia che rappresenta tutta Firenze. Se il Premio &#8220;Prima di tutto la Vita&#8221; &#232; intitolato a Fioretta Mazzei credo che questo simbolo della Citt&#224; e del Comune che l'ha vista protagonista della vita, non soltanto spirituale e religiosa ma anche politica e culturale, richieda la presenza del Sindaco e il saluto di tutta la Citt&#224;.<br />
Dall'altro lato devo fare una considerazione legata alle parole di Mauro dette prima e relativa alla parabola del Buon Samaritano.<br />
Il Card. Martini ricordava in uno dei momenti di formazione politica che l'esperienza del Buon Samaritano &#232; una delle pagine pi&#249; belle anche per chi si avvicina alla politica. Ma lo diceva in un modo in qualche misura provocatorio. Perch&#233; diceva: &#8220;S&#236;, &#232; giusto che in qualche modo vi sia chi si fa incontro al viandante ferito, chi si prende cura delle sofferenze, ma &#232; importante che la politica si ricordi sempre di aver bisogno di collaborare con coloro i quali vanno a curare le ferite; perch&#233; se la politica fa il suo mestiere per bene allora &#232; pi&#249; facile anche il lavoro dei volontari, dei buoni samaritani&#8221;. Credo allora che il lavoro di &#8220;Agata Smeralda&#8221; sia un lavoro straordinario, e di cui Firenze &#232; orgogliosa. E' orgogliosa al punto che prima che Mauro Barsi diventasse Cittadino onorario di Salvador Bahia, Firenze e Salvador si sono gemellate, e questo gemellaggio dovr&#224; essere in qualche modo ulteriormente arricchito nei prossimi anni, e avremo tanto bisogno di collaborare insieme per farlo. Credo che sia molto importante e significativo per tutti noi riuscire a vivere questo rapporto e questa presenza come una grande e straordinaria opportunit&#224; per fare ciascuno del nostro meglio. <br />
Sono arrivato un po' in ritardo perch&#233; vengo dal funerale di un fiorentino, Guido Galli, un ragazzo di 43 anni che ha dedicato la sua vita alle Nazioni Unite e che &#232; morto nel terremoto di Haiti, abbiamo celebrato il funerale proprio qualche ora fa. Mi piace pensare che il nuovo impegno di &#8220;Agata Smeralda&#8221;, accanto a quello tradizionale che avete da sempre da diciotto anni dimostrato, riguardi proprio Haiti, che sia quasi una sorta di passaggio di testimone, perch&#233; l'attenzione che la Citt&#224; di Firenze esprime verso il dolore degli ultimi continui ad essere forte e continui in qualche modo a mostrare s&#236; il volto della bellezza di questa Citt&#224;, sapendo per&#242; che la bellezza pi&#249; grande &#232; la bellezza delle persone che ascoltano il dolore degli altri, che in qualche modo si mettono in gioco. Per tutti questi motivi porgo con grande gioia il ringraziamento e il saluto di Firenze ad &#8220;Agata Smeralda&#8221;.<br />
<br />
Matteo Renzi<br />
Sindaco di Firenze</p>
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