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         <title>notizie - Progetto Agata Smeralda</title>
         <link>http://www.agatasmeralda.org/news/notizie/notizie_3_2.html</link>
         <description>Le ultime notizie da Progetto Agata Smeralda.</description>
         <language>it</language>
         <lastBuildDate>Tue, 24 Jan 2012 20:10:21 +0100</lastBuildDate>
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         <managingEditor>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</managingEditor>
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            <title>notizie - Progetto Agata Smeralda</title>
            <description>Progetto Agata Smeralda</description>
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            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:45:00 +0100</pubDate>
            <category><![CDATA[notizie]]></category>
            <title><![CDATA[Il Premio "Prima di tutto la Vita" 2012]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Il Premio annuale &#8220;Prima di tutto la Vita&#8221;, giunto alla sua quindicesima edizione, &#232; stato ideato dal Progetto Agata Smeralda alla memoria di Fioretta Mazzei, stretta collaboratrice di Giorgio La Pira, per ricordare e segnalare l'opera di persone e gruppi che si sono distinti nell'impegno in nome della vita e della dignit&#224; umana. Consiste nella somma di Euro 5.200,00 e nella riproduzione di una ceramica invetriata robbiana che rappresenta un bambino abbandonato in fasce.</p>
<p>Quest'anno il Direttivo dell'Associazione ha stabilito di assegnare il Premio alla <strong>Fraternita di Misericordia di Vaglia</strong>, con la seguente motivazione:</p>
<p style="margin-left: 40px;"><em>&#8220;Misericordia &#232; una delle grandi parole dell'universo cristiano. Misericordia &#232; anche il nome di una delle pi&#249; grandi e significative associazioni caritative nate a Firenze, che da secoli si china, come il Buon Samaritano, sulle necessit&#224; dei fratelli, condividendo e alleviando sofferenze e bisogni. Il Premio &#8220;Prima di tutto la Vita&#8221; quest'anno viene assegnato dalla nostra Associazione alla Fraternita di Misericordia di Vaglia, che da lungo tempo &#232; legata ed &#232; partecipe alle iniziative di carit&#224; del Progetto Agata Smeralda. Attraverso questa Fraternita, il Premio viene idealmente affidato a tutte le Misericordie d'Italia, per sottolineare cos&#236; il grande valore dell'azione di volontariato e lo spirito di gratuit&#224;, originati dalla carit&#224; cristiana che vede in ogni Sorella e Fratello in difficolt&#224; il Volto del Signore Ges&#249;&#8221;.</em></p>
<p>La somma di Euro 5.200,00 del Premio &#8220;Prima di tutto la Vita&#8221; sar&#224; destinata ai bambini orfani di Haiti, seguiti da Suor Marcella Catozza, per l'acquisto di latte in polvere.</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/il-premio-prima-di-tutto-la-vita-2012_1_197_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
         </item>
   <item>
            <guid isPermaLink="true">http://www.agatasmeralda.org/news/agata-smeralda-un-impegno-per-la-pace_1_195_0.html</guid>
            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:25:00 +0100</pubDate>
            <category><![CDATA[notizie]]></category>
            <title><![CDATA[Agata Smeralda: un impegno per la pace]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Il Progetto Agata Smeralda nasce anche per ribadire con forza il  concetto di dignit&#224; della persona umana, di ogni persona umana, come  molto bene &#232; espresso nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo. In  occasione della recente Giornata per la Pace ha realizzato questo  manifesto in collaborazione con il settimanale delle Diocesi della  Toscana, &#8220;Toscana Oggi&#8221;, utilizzando una frase significativa di Papa  Benedetto XVI. Ancora una volta si ribadisce l'impegno dei cristiani  contro ogni forma di razzismo per una convivenza civile nel reciproco  rispetto.</p>]]></description>
         </item>
   <item>
            <guid isPermaLink="true">http://www.agatasmeralda.org/news/il-compleanno-festeggiato-in-piazza-ss-annunziata-a-firenze_1_189_0.html</guid>
            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Wed, 20 Apr 2011 12:05:00 +0200</pubDate>
            <category><![CDATA[notizie]]></category>
            <title><![CDATA[Il compleanno festeggiato in Piazza SS. Annunziata a Firenze]]></title>
            <description><![CDATA[<p>&#200; iniziata in un clima davvero brasiliano, la domenica di festa di Agata Smeralda. In piazza Santissima Annunziata a Firenze le percussioni e i movimenti della &#8220;capoeira&#8221;, accoglievano le persone dirette all'appuntamento con &#8220;Agata Smeralda&#8221;. Poi tutti insieme, scout lombardi, amici pugliesi di Locorotondo, bolognesi, pisani, veronesi e tanti altri amici di Agata Smeralda, insieme all'Arcivescovo di Firenze Mons. Giuseppe Betori, anche quest'anno presente all'iniziativa, si sono recati nella chiesa di Santa Maria degli Innocenti, dove si &#232; rinnovato il segno, commovente, dell'omaggio floreale, in ricordo di Agata Smeralda, la prima bambina abbandonata e poi accolta nello Spedale degli Innocenti. E un gruppo di bambini &#8211;in rappresentanza dei diecimila piccoli adottati a distanza dal Progetto- hanno portato all'altare un grande mazzo di fiori.</p>
<p>Cos&#236;, come di consueto, ci si &#232; infine trasferiti nella Basilica della Santissima Annunziata, per un incontro che &#232; terminato con la Celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo e concelebrata da numerosi sacerdoti, un incontro ricco di interventi, tutti nel segno della testimonianza e della gratitudine.</p>
<p>Gratitudine espressa prima di tutto dal Presidente del Progetto Mauro Barsi: &#8220;Dobbiamo dire un grande grazie &#8211;ha esordito- prima di tutto alla Provvidenza di Dio, del Dio della vita, perch&#233; senza di Lui davvero non potremmo far nulla. E grazie alla grande famiglia di &#8220;Agata Smeralda&#8221;, grazie a voi che siete qui anche quest'anno. Un saluto particolare voglio rivolgere a Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Betori. E' bello e incoraggiante avere, come &#8220;Agata Smeralda&#8221; ha, la stima e l'amicizia del Pastore della Chiesa fiorentina. Gliene siamo grati, davvero! Cos&#236; come siamo grati a tutti i missionari, a quelli qui presenti e a tutti quelli che sono tra ad operare in mezzo ai pi&#249; poveri tra i poveri, a testimoniare il Vangelo di Ges&#249; con la loro vita e la loro testimonianza&#8221;.</p>
<p>Poi Barsi si &#232; rivolto agli Scout dell'Agesci lombarda, alla quale &#232; stato attribuito quest'anno il Premio Prima di tutto la vita: &#8220;E' una presenza, la loro, che saluto con gioia. Una presenza che oggi &#232; qui, in questa Basilica, in questo giorno di festa, ma che da anni sperimentiamo anche nelle favelas di Salvador, dove ogni anno alcune decine di giovani scout operano al fianco di &#8220;Agata Smeralda&#8221;. Abbiamo bisogno &#8211;ha aggiunto- dello spirito che caratterizza l'esperienza dello scautismo. E abbiamo bisogno della loro giovent&#249;, di una giovent&#249; d'animo che sa ancora dare il primato alle cose che davvero hanno valore. Il servizio ai fratelli, il senso di responsabilit&#224;, il valore della gratuit&#224;, l'amore cristiano sono ingredienti che mantengono giovane il cuore e il volto sorridente e sereno. Quel sorriso e quella serenit&#224; che tante volte ho visto nelle ragazze e nei ragazzi che, venuti a Salvador per dare una mano, l'hanno data con grande impegno e maturit&#224;&#8221;.</p>
<p>Poi il Presidente Barsi si &#232; soffermato sul tema della Giornata per la Vita: &#8220;E' un tema &#8211;ha detto- particolarmente significativo: ci invita a educare alla pienezza della vita. E solo un cuore che sa rimanere cuore di fanciullo, solo un cuore giovane &#232; un cuore che pu&#242; raggiungere la pienezza della vita.</p>
<p>Purtroppo oggi sono tanti gli ostacoli e le insidie che minacciano questa pienezza: rapporti superficiali ed egoistici, ma anche una svalutazione del valore grande della vita, una svalutazione che troviamo confermata in tante cose che caratterizzano la nostra vita quotidiana, dal disprezzo verso il diverso, dall'abbandono di chi, anziano o handicappato, &#232; considerato improduttivo, fino alle tante vittime di incidenti sul lavoro e sulla strada, spesso originati da comportamenti irresponsabili. Per questo bisogna educare alla pienezza della vita: e vi confesso che non posso non pensare a tanti episodi di cui sono stato testimone a Salvador, nei centri e nelle scuoline sostenute dal Progetto Agata Smeralda. Perch&#233; per migliaia di bambini, minacciati da una vita vuota, vuota di speranza, vuota di affetti, vuota di prospettive, &#232; stata donata una vita buona, una vita piena, una pienezza di vita, con la possibilit&#224; di studiare, di essere curati, di socializzare e di essere amati. Nello stesso tempo penso che &#8220;Agata Smeralda&#8221;, cos&#236; come tutte le altre attivit&#224; di volontariato, di impegno per gli altri, dia un importante contributo ad educare ciascuno di noi alla pienezza della vita: perch&#233; una vita piena, &#232; una vita che sa amare e accogliere, che sa donare e aprirsi agli altri&#8221;.</p>
<p>Infine, Barsi ha ribadito i fondamenti di &#8220;Agata Smeralda&#8221;: &#8220;Crediamo fermamente nella dignit&#224; della persona umana, di ogni persona umana. Crediamo nel diritto alla vita, dal concepimento &#8211;Agata Smeralda in Brasile &#232; un grande Centro di Aiuto alla Vita: quanti bambini sono nati nei nostri centri, quante madri sono state aiutate ad accogliere il loro piccolo!-, dal concepimento, dicevo, alla morte naturale. Crediamo nell'urgenza di diffondere una cultura per la vita in una societ&#224; dove troppo spesso prevale una cultura di morte. E crediamo che i bambini di oggi rappresentino il futuro, e su di loro &#232; urgente investire. Crediamo fermamente, come si legge nel Preambolo della &#8220;Dichiarazione dei diritti del fanciullo&#8221;, che &#8220;l'umanit&#224; ha il dovere di dare al bambino il meglio di se stessa&#8221;. Con questo spirito oggi facciamo festa e ringraziamo il Signore. ChiedendoGli forza e perseveranza per continuare questa grande, bella storia d'amore, che vede pi&#249; di 10 mila bambini sostenuti a distanza, 10 mila bambini ai quali &#232; donato davvero un futuro&#8221;.</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/il-compleanno-festeggiato-in-piazza-ss-annunziata-a-firenze_1_189_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
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   <item>
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            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Tue, 19 Apr 2011 15:20:00 +0200</pubDate>
            <category><![CDATA[notizie]]></category>
            <title><![CDATA[Vi scrivo dalle favelas di Salvador Bahia]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Non potr&#242; essere presente a Firenze alla grande festa di compleanno di Agata Smeralda come avrei tanto desiderato, ma lo faccio con questa lettera e unito a voi in preghiera. A nome di tutti i missionari e responsabili dei 160 gruppi e dei 10.000 bambini sostenuti con amore dal Progetto Agata Smeralda qui in Brasile, voglio unirmi a voi in questa giornata di lode al Dio della Vita, per ringraziare del bene che &#232; stato possibile realizzare insieme nel Suo Nome per promuovere l'umanit&#224; e la dignit&#224; di migliaia di persone.</p>
<p>Stiamo vivendo un momento difficile e le conseguenze della crisi economica si fanno sentire ovunque. Sappiamo che anche per molti di voi le difficolt&#224; sono aumentate con il persistere di questa crisi. Oltre a ci&#242;, &#232; presente una tendenza generalizzata nel mondo a chiudere le frontiere e, purtroppo, anche il cuore. Il Brasile appare nello scenario mondiale come una delle grandi potenze emergenti. Davvero questo Paese ha bisogno ancora di aiuto? Non possiamo negare che vi &#232; stato un progresso notevole negli ultimi dieci anni. Ma molte e molte persone ancora vivono in una grande miseria e per loro sono poche le possibilit&#224; di diventare da sole protagoniste di un futuro migliore.</p>
<p>Per noi che lavoriamo nelle comunit&#224; pi&#249; povere dell'interno della Bahia e nelle favelas delle grandi citt&#224;, &#232; una fonte di incredibile allegria poter vedere crescere i bambini e gli adolescenti con uno sguardo trasformato e con un sorriso sulle labbra quando capiscono che anche loro possono far parte di una storia diversa. Non solo, ma anche migliorare le loro condizioni di vita e avere la possibilit&#224; di essere valorizzati come cittadini di questo grande paese. Nonostante l'incontestabile progresso, sono purtroppo ancora molti i bambini e gli adolescenti che vivono ai margini della strada, aspettando che qualcuno tenda loro una mano per rialzarsi e camminare con le proprie gambe. &#200; per loro che esiste il Progetto Agata Smeralda. Il Prof. Mauro Barsi, e tutti coloro che sono venuti a visitarci in Brasile, sono testimoni di questa presenza tra la popolazione meno fortunata e del cammino che stiamo facendo accanto a loro, con piccoli e grandi passi, in modo che si manifesti il Regno di Dio, un Regno di pace e di giustizia, ma anche di solidariet&#224; e di fraternit&#224;.</p>
<p>Siamo grati a tutti voi che continuate a sostenerci e che lasciate toccare i vostri cuori dall' Amore di Dio e li aprite per condividere questo amore con i nostri bambini, gli adolescenti ed i  giovani che molte volte dipendono solo dal vostro aiuto per rilanciare la loro vita. Continuiamo a contare su di voi a camminare insieme per seminare ancora tanto bene e tanta speranza.</p>
<p>Cordialmente, il nostro pi&#249; grande ringraziamento.</p>
<p style="text-align: right;">Padre Miguel Ramon - Responsabile del Progetto Agata Smeralda in Brasile<br />
Salvador Bahia, 6 Febbraio 2011<br />
&#160;</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/vi-scrivo-dalle-favelas-di-salvador-bahia_1_191_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
         </item>
   <item>
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            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Mon, 10 Jan 2011 18:15:00 +0100</pubDate>
            <category><![CDATA[notizie]]></category>
            <title><![CDATA[Haiti: lettera di Suor Marcella Catozza]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Carissimi amici, le notizie che leggete e sentite sono purtroppo vere.</p>
<p>Ad Haiti &#232; scoppiato il colera. Si era temuto nei mesi passati ed &#232; arrivato ora quando tanti stavano abbassando la guardia dentro la ripresa di una &#8220;normalit&#224;&#8221; di situazione di un popolo che ha ricominciato a vivere nel nuovo quadro post terremoto: tende, baracche, macerie ovunque&#8230;.</p>
<p>ed invece eccoci davanti ad una nuova emergenza. Forse il buon Dio vuole farci capire che di tempo in questi mesi se ne &#232; perso tanto visto che a nove mesi dal sisma nulla &#232; cambiato e che bisogna muoversi per aiutare questo popolo a risollevarsi o&#8230; non avremo nessun popolo da risollevare!</p>
<p>L'epidemia &#232; iniziata a San Marc, un paese del nord, a circa 100 kilometri da Port au Prince, ma gioved&#236; c'erano casi a Mirabelles, molto pi&#249; vicino e ieri il primo caso accertato qui, nella capitale.<br />
Si segnalano casi di morte in 24 ore. Quindi sembra essere una cosa incontenibile, quasi gi&#224; sfuggita al controllo prima ancora di essere scoperta&#8230; ci hanno messo troppi giorni a confermarla!!!</p>
<p>Medici senza Frontiere e Croce Rossa sono gi&#224; partiti con ospedali da campo da posizionare sulla strada che ci separa da San Marc. Portano anche acqua potabile e cloro per potabilizzarne altra.&#160;<br />
Nella scala di gravit&#224; che va da uno a sei ieri eravamo a cinque&#8230; non lasciano sperare in nulla di buono per il futuro immediato.<br />
I soldati brasiliani stanno preparandosi a schierarsi attorno alla capitale per impedire che si esca e che si entri. La strada verso il nord &#232; gi&#224; chiusa e temiamo che la via del mare diventi pericolosa, perch&#233; i disperati, che dalle campagne cercano di arrivare in citt&#224;, potrebbero sbarcare a Waf Jeremie dove c'&#232; il piccolo porto non controllato da nessuno.<br />
Parlano di chiudere le frontiere. Sicuramente quella via terra verso la Repubblica Domenicana, ma anche quella probabile via aria, chiudendo l'aeroporto. Per ora non &#232; stato fatto. Ne approfitto per far ripartire oggi Fran&#231;ois, il ragazzo francese che per tre mesi mi ha aiutato a Waf.</p>
<p>Noi non sappiamo cosa fare: a Waf non abbiamo acqua potabile, n&#232; latrine. Il che vuol dire che se qualcuno si infetta sar&#224; una strage, perch&#233; l'epidemia si propagher&#224; in poche ore.<br />
Oggi ho chiesto ai miei ragazzi di cominciare a girare tra la gente chiedendo se c'&#232; qualcuno che lamenta diarrea, vomito, crampi alle gambe... almeno per indirizzarli in un ospedale. Da luned&#236; cercher&#242; di capire come il nuovo ambulatorio potrebbe essere d'aiuto, essendo ancora tutto vuoto, magari mettendo brandine da campo e flebo a tutti quelli che hanno sintomi di questo tipo e segnalando la possibilit&#224; di questo luogo a Medici senza Frontiere.</p>
<p>Io sono bloccata negli spostamenti, perch&#233; la polizia non permette pi&#249; alle auto con targa domenicana di circolare. Io sono tra queste e sto aspettando la targa haitiana, ma non sappiamo quando arriver&#224;. Ho cercato di prendere una macchina qui&#8230; 150 U$ al giorno. Insostenibile! Quindi mi organizzer&#242; con qualche moto per cercare di raggiungere Waf e preparare la gente a prevenire l'epidemia ed a fronteggiarla, se ci arriveremo.<br />
Mi servir&#224; un medico e per ora invece sono sola con i miei ragazzi. Nel pomeriggio mi trover&#242; con loro per affrontare la questione e spiegare come muoversi in questa situazione. E' importante ora tenere la situazione sotto controllo, visitando le baracche della gente ed identificando i possibili ammalati per isolarli, curarli ed impedire il contagio che in un posto come Waf Jeremie significherebbe la catastrofe.<br />
Sali reidratanti ne ho molti, ma sono bustine da sciogliere in acqua e non ho acqua potabile, cos&#236; come non ho doxiciclina e zinco, farmaci di prima elezione nel colera.</p>
<p>Qui dicono che sar&#224; una strage e che perderemo molti, soprattutto molti bambini.</p>
<p>Affidiamo questo Paese alla Madonna perch&#233; lo protegga.<br />
Vi terr&#242; informati.</p>
<p>Suor Marcella - Port au Prince        </p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/haiti-lettera-di-suor-marcella-catozza_1_180_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
         </item>
   <item>
            <guid isPermaLink="true">http://www.agatasmeralda.org/news/a-proposito-di-sostituzioni_1_179_0.html</guid>
            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Mon, 10 Jan 2011 18:00:00 +0100</pubDate>
            <category><![CDATA[notizie]]></category>
            <title><![CDATA[A proposito di sostituzioni...]]></title>
            <description><![CDATA[<p><em>Preg.mo Prof. Barsi, ricevo la preg.ma sua del 25/10/10 nella quale mi informa dell'avvenuto cambio del bimbo adottato con il Progetto Agata Smeralda.<br />
Cio&#232; a distanza di solo un anno da un precedente ulteriore cambio. Tenevo a farle sapere che  questo fatto NON costituisce affatto per lo scrivente, che insieme a sua moglie Elisabetta ha aderito a questo progetto dal 1998,  motivo di disappunto. Da quando abbiamo insieme deciso di vivere questa esperienza abbiamo anche implicitamente delegato totalmente alla sua Associazione, verso cui riponiamo massima fiducia, ogni gestione tecnica dell'adozione.<br />
Per cui ben venga la foto della nostra nuova bimba Diana Dos Santos. Le comunichiamo che n&#233; Diana, n&#233; eventuali futuri bambini che dovessero succedersi saranno per noi fonte di rammarico. Anzi tutt'altro, sar&#224; come partecipare sempre alla festa di una nuova nascita...<br />
Pensiamo infine, concordando con quello da Lei stesso ribadito nella lettera, che ci&#242; non tolga nulla alla schiettezza, alla genuinit&#224;, alla spontaneit&#224; e soprattutto all'efficacia (che &#232; per noi la cosa pi&#249; importante) del gesto dell'adozione a distanza.<br />
Con i migliori auguri di buon lavoro.</em></p>
<p><em>Dott. Stelio Alvino<br />
Dott.ssa Elisabetta Venturi</em></p>
<p>Abbiamo voluto evidenziare questa lettera, perch&#233; non solo ci sembra molto bella, ma anche perch&#233; rispecchia lo spirito con cui &#232; giusto rapportarsi all'&#8221;adozione&#8221;. Non ci stancheremo di ripetere che sostenere a distanza un bambino non &#232;, prima di tutto &#8220;per noi&#8221;, per le nostre esigenze, ma &#232; un grande atto di amore e di generosit&#224; a favore di una creatura, fisicamente lontana, ma prossima a noi sul piano umano. I bambini adottati a distanza sono i pi&#249; poveri e vivono situazioni spesso molto difficili. Cos&#236; non mancano casi nei quali l'adozione a distanza non &#232; pi&#249;, per quel bambino, possibile od opportuna: quando la famiglia ad esempio, e sono tanti questi casi, si trasferisce lontano, per l'opportunit&#224; di un lavoro, oppure &#232; costretta a fuggire a causa delle violenze che si verificano nel quartiere, oppure quando la famiglia si divide; oppure, e qualche volta accade anche questo, quando le condizioni economiche e sociali migliorano e non &#232; quindi pi&#249; necessario un sostegno... I casi possono essere tanti e diversi. Noi vogliamo essere seri e preferiamo raccontare agli adottanti sempre e soltanto la verit&#224;. Se una situazione cambia, lo diciamo apertamente. Contiamo che la sostituzione proposta sia accolta senza drammi, ma in spirito di servizio e di condivisione.</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/a-proposito-di-sostituzioni_1_179_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
         </item>
   <item>
            <guid isPermaLink="true">http://www.agatasmeralda.org/news/il-sogno-di-don-luca-missionario-fiorentino-a-salvador-bahia_1_181_0.html</guid>
            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Mon, 10 Jan 2011 17:20:00 +0100</pubDate>
            <category><![CDATA[notizie]]></category>
            <title><![CDATA[Il sogno di Don Luca, missionario fiorentino a Salvador Bahia]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Don Luca Niccheri, missionario della Chiesa fiorentina, da tre anni &#232; parroco di &#8220;Nossa Senhora da Pietade&#8221; nel bairro di Ma&#231;aranduba.  Quartiere poverissimo e difficile, dove si spara con facilit&#224; e dove i problemi sociali, a cominciare dalla disoccupazione e dalla diffusione della droga, sono fortissimi.</p>
<p>Una presenza, quella di don Luca, (che ora verr&#224; affiancato da un altro sacerdote inviato dalla Diocesi di Firenze, don Paolo Sbolci), che si inserisce nell'ultradecennale presenza di sacerdoti fiorentini a Salvador. E don Luca ha un sogno che qui ci confida: &#8220;Il mio sogno? Prendere i ragazzi di due anni e accompagnarli fino ai diciotto per la banale ragione che molte famiglie non sono in grado di farlo. C'&#232; un grande analfabetismo. A tredici anni non sanno ancora leggere. Ci sono persone che non sanno che cos'&#232; una vocale. Ci&#242; dipende dalla debolezza del sistema scolastico e dalla indigenza delle famiglie. Quando in famiglia non c'&#232; una persona che segue lo studio dei ragazzi, soprattutto all'inizio, sono destinati a perdersi per la strada. Da s&#233; non ha mai imparato nessuno&#8230;<br />
L'ideale sarebbe avere famiglie, grazie a Dio ci sono, che seguono i loro ragazzi e i ragazzi imparano, sono brillanti. Ma tanti altri sono abbandonati a se stessi.</p>
<p>Chi non ha una famiglia alle spalle &#232; destinato a rimanere emarginato, peraltro in una societ&#224; in crescita economica consistente che ha sempre pi&#249; bisogno di persone qualificate da occupare. La situazione di questo Paese sta lentamente migliorando, si stanno aprendo nuovi sbocchi: l'economia brasiliana cresce e cresce in modo sostenuto. Fa ancora pi&#249; male, dunque, vedere questi ragazzi rimanere ai margini. Se non sai leggere e scrivere, a parte il manovale o il facchino, vai poco lontano&#8230; Oppure fai il  trafficante-spacciatore, di questa figura c'&#232; sempre una grande richiesta&#8221;.</p>
<p>Don Niccheri si interrompe un attimo e poi riprende: &#8220;Nella mia testa sto strutturando questo sogno in pi&#249; momenti.<br />
A iniziare dai bambini piccoli e quindi l'asilo, la fascia elementari-medie, il doposcuola, fascia delle superiori, corsi professionalizzanti e non solo, ma anche momenti che valorizzino questi ragazzi. In realt&#224; la grande battaglia &#232; quella contro un sistema che costantemente ricorda che loro non valgono  nulla. E questo non &#232; vero. Ma poi finiscono per crederci se continuamente arriva questo messaggio. Valorizzare le persone, mostrare che hanno talenti e capacit&#224;: questo rende possibile acquisire una fiducia in se stessi che poi porta a dei risultati importanti&#8221;.<br />
Quello di don Luca non &#232; solo un sogno: &#8220;Col primo stadio siamo a buon punto. L'asilo &#232; stato rinnovato nella gestione, per cui ci sono tutte le condizioni perch&#233; possa rafforzarsi, svilupparsi e dare buoni risultati. Anche il Progetto Agata Smeralda che ci sta accompagnando, e non solo dal punto di vista economico, bens&#236; per tutto ci&#242; che riguarda la gestione, la scelta e la formazione del personale (tra l'altro la coordinatrice di zona, Marzia, &#232; una giovane cresciuta nella parrocchia &#8220;fiorentina&#8221; di Nossa Senora de Guadalupe) riconosce la legittimit&#224; delle nostre speranze. Pare che arriver&#224; anche, seppur limitato, un finanziamento pubblico. E questo significa che ci hanno attestato la bont&#224; del lavoro fatto e che siamo tendenzialmente in regola con le normative&#8221;. <br />
&#8220;L'asilo della nostra parrocchia  attualmente &#232; al servizio di ottantasei bambini dai due ai cinque anni &#8211; alcuni adottati a distanza attraverso &#8220;Agata Smeralda&#8221; - che, spiega il parroco, &#8220;frequentano la struttura a tempo pieno. Arrivano alle 8.00, fanno colazione, pranzo, riposano, diamo loro una merenda rinforzata, perch&#233; spesso in famiglia non c'&#232; la cena, e tornano a casa verso le 17.30-18.00&#8221;.</p>
<p>E veniamo al secondo stadio del &#8220;sogno&#8221;: &#8220;il secondo stadio &#232; il progetto del doposcuola, che, detto cos&#236;, &#232; un po' limitativo. In questo momento i due gruppi formati (trenta ragazzi in tutto, quindici delle elementari, altrettanti delle medie) fanno effettivamente il doposcuola, ma abbiamo visto che replicare la scuola mattutina, fare altre ore che assomigliano alla scuola non funziona tanto. Meglio proporre cose diverse che sappiano valorizzare i ragazzi, dando loro delle opportunit&#224;. Del resto il nostro doposcuola non &#232; far fare i compiti, ma insegnare a leggere. Ai professori, che portano avanti uno specifico lavoro di alfabetizzazione, abbiamo chiesto di indicarci i bambini pi&#249; bisognosi. Questa attenzione si manterr&#224; nel tempo, perch&#233; il bisogno di alfabetizzazione ci sar&#224; sempre. Ma vogliamo anche introdurre momenti di attivit&#224; ricreativa e cose che li valorizzino e diano loro stimoli. Pensiamo ad esempio al teatro: ti valorizza, ti abitua a parlare in pubblico, trasforma la pagina scritta in un testo che ti d&#224; emozione e ti toglie le paure. Questo &#232; un progetto in cantiere. Stiamo visitando altri centri che gi&#224; operano cos&#236;: ad esempio la &#8220;Casa do Sol&#8221;, l'&#8221;Acopamec&#8221;, &#8220;l'Associazione delle comunit&#224; parrocchiali di Mata Escura&#8221;, perch&#233; non dobbiamo inventare niente. A Salvador ci sono gi&#224; esperienze consolidate dalle quali dobbiamo imparare. L'anno che si &#232; aperto sar&#224; di ulteriore sperimentazione, ma si pensa di strutturarlo in via quasi definitiva. Nel frattempo stiamo valutando gli spazi che saranno necessari. E' una questione che rimane ancora aperta&#8221;.<br />
&#8220;La terza parte, quella per i giovani pi&#249; grandi, &#232; ancora in gestazione. Si stanno raccogliendo sollecitazioni e idee, ma vogliamo fare un passo alla volta. Voglio che queste cose nascano dal basso, perch&#233; nella mia parrocchia a Salvador sono tutti prontissimi a dire &#8220;Padre, cosa dobbiamo fare?&#8221;. Ma questo porta  a poco, perch&#233; il giorno che vado via tutto  rischia di sbriciolarsi. Bisogna formare un gruppo consolidato che si prenda a cuore questa cosa, bisogna maturare tutti insieme il progetto anche in relazione a ci&#242; che ciascuno di noi ha da offrire. Non credo infatti che le persone siano interscambiabili: ognuno ha la sua storia, le sue capacit&#224;, la sua visione. Quindi ci&#242; che vuoi fare devi modellarlo sulle persone che lo fanno. Il progetto va immaginato e costruito insieme e per questo il cammino &#232; necessariamente lento.<br />
E l'unico modo in cui lo so fare ed &#232; il metodo per evitare che poi tutto crolli quando me ne andr&#242;&#8221;.</p>
<p>Poi don Luca si sofferma su una situazione che avrebbe bisogno di un intervento particolare anche sul piano finanziario.<br />
&#8220;Ci sono due accampamenti: uno in un cantiere navale dismesso ed un altro in un palazzo fatiscente, occupato e senza servizi. Le condizioni sono pessime. Si tratta, nel primo caso, di baracche costruite dentro il cantiere: una zona anche molto pericolosa, con un arco tutto crettato che rischia di venire gi&#249; da un momento all'altro. Cinquanta famiglie vivono di lavori molto saltuari. Alcuni sono anche dediti allo spaccio. Per fortuna abitano sul mare e cos&#236; i loro bisogni finiscono nell'acqua. Non c'&#232; infatti alcun servizio igienico.  Per l'acqua esiste una sola presa idrica che deve servire per tutti. Una situazione di miseria feroce. Ecco, nella nostra scuola vorremmo dare una priorit&#224; ai bambini ed alle loro famiglie che vivono in una situazione cos&#236; dura. Spero anche che con l'insediamento di un asilo ci si possa occupare non solo dei bambini, ma anche dei problemi pi&#249; semplici dei loro genitori e risolvere anche le cose pi&#249; banali come le vaccinazioni dei loro figli, la richiesta di sussidi e tante altre cose. Ho una grande preoccupazione per i tanti bambini che vivono l&#236;. Vogliamo accoglierli nel nostro asilo. Se poi, accanto a questo, riusciamo a fare qualcosa per le loro famiglie, ancora meglio&#8221;.</p>
<p>In questi tre anni il rapporto tra don Niccheri ed &#8220;Agata Smeralda&#8221; &#232; cambiato, &#232; divenuto pi&#249; stretto: &#8220;In realt&#224; da parte mia c'&#232; stata la scoperta di un lavoro importante svolto da &#8220;Agata Smeralda&#8221;, un prezioso lavoro di accompagnamento dei tanti bambini sostenuti a distanza&#8221;. &#8220;Agata Smeralda&#8221; organizza occasioni di formazione per gestori, per operatori, educatori e cuoche,  oltre ad altri stages, in modo da dare motivazioni, approfondimenti, scambio reciproco di esperienze. Ed &#232; questo un lavoro fatto parecchio bene: non si sostiene economicamente a scatola chiusa, ma si verifica e ci si impegna a qualificare sempre pi&#249; il lavoro che viene fatto. Del resto la maggior parte dei gruppi seguiti da &#8220;Agata Smeralda&#8221; sono di dimensioni piccole e medie. Alcuni sono in grado anche di essere autonomi. L' &#8220;Acopamec&#8221; e la &#8220;Casa do Sol&#8221;, ad esempio, hanno dimensioni, budget e progetti ampi. Ma il mio piccolo asilo, se non c'&#232; qualcuno che ci aiuta a riflettere, a stilare un programma, a organizzarci bene, tende a chiudersi su se stesso e a privilegiare la risoluzione del &#8220;problema quotidiano&#8221; rispetto ad una programmazione pi&#249; a lungo termine, che comporterebbe una formazione pi&#249; efficace. E proprio per raggiungere questi obiettivi che il prezioso servizio garantito da &#8220;Agata Smeralda&#8221; nella Bahia diventa fondamentale. Durante l'anno il Progetto offre anche momenti di formazione e di riflessione. Due anni fa, ad esempio, &#232; stato organizzato un percorso seminariale sulle motivazioni dell'educare, occasione importantissima che sta dando frutti molto significativi. Altre iniziative del genere sono in preparazione. C'&#232; poi l'accompagnamento da parte di &#8220;Agata Smeralda&#8221; alle singole realt&#224;, attraverso i responsabili di zona. I centri e le scuoline vengono costantemente monitorati e aiutati in relazione ai loro bisogni. Cos&#236; facciamo insieme la programmazione, si affrontano i problemi, vengono mediati eventuali conflitti e ci viene dato un sostegno davvero importante. Tale lavoro di equipe rafforza e qualifica l'operato di queste piccole realt&#224;. E' per noi un'azione preziosa, quasi pi&#249; importante delle adozioni stesse!&#8221;</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/il-sogno-di-don-luca-missionario-fiorentino-a-salvador-bahia_1_181_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
         </item>
   <item>
            <guid isPermaLink="true">http://www.agatasmeralda.org/news/presentazione-del-bilancio-sociale-2009_1_182_0.html</guid>
            <author>info@agatasmeralda.org (<![CDATA[Progetto Agata Smeralda]]>)</author>
            <pubDate>Mon, 10 Jan 2011 16:30:00 +0100</pubDate>
            <category><![CDATA[notizie]]></category>
            <title><![CDATA[Presentazione del bilancio sociale 2009]]></title>
            <description><![CDATA[<h2>Introduzione di Mauro Barsi</h2>
<p>Non &#232; un caso se abbiamo voluto presentare il &#8220;Bilancio Sociale 2009&#8221; del Progetto Agata Smeralda proprio agli inizi di questo mese di Ottobre: l'&#8221;Ottobre missionario&#8221; durante il quale la Chiesa ci invita ad una importante riflessione sul tema &#8220;Spezzare pane per tutti i popoli&#8221;.</p>
<p>Uno slogan molto bello, profondo e significativo perch&#233;, non solo ci richiama al grande dono dell'Eucarestia e al dovere di annunciare a tutti i popoli della terra la Resurrezione del Signore Ges&#249;, ma anche all'urgenza di rimboccarci le maniche dinanzi al grave problema della fame nel mondo che uccide ogni anno milioni di creature innocenti e ad aggiungere da subito un posto alla nostra tavola.<br />
Senza nessuna pretesa e con la consapevolezza di essere piccola cosa, anche noi di &#8220;Agata Smeralda&#8221;, grazie ai tanti missionari con cui lavoriamo ed ai loro non pochi sacrifici, ci adoperiamo da diciotto anni, giorno per giorno, per &#8220;spezzare il pane&#8221; nelle periferie povere di varie parti del mondo dove siamo presenti e ad &#8220;offrire segni di speranza&#8221;. Siamo impegnati, sempre con i nostri missionari, a &#8220;rendere il pianeta la casa di tutti i popoli&#8221;, come ci esorta a fare Benedetto XVI nel Suo messaggio per la prossima Giornata Missionaria Mondiale.</p>
<p>E non &#232; un caso se, ancora una volta, abbiamo scelto la sede di &#8220;Toscana Oggi&#8221; per presentare il nostro &#8220;Bilancio Sociale 2009&#8221;. Durante questi diciotto anni di servizio, le pagine del Settimanale cattolico hanno dato sempre un ampio spazio al cammino ed alle iniziative di &#8220;Agata Smeralda&#8221;, consentendoci cos&#236; di raggiungere in Toscana un numero elevato di adozioni a distanza e non poca visibilit&#224; sul territorio.</p>
<p>Tutto questo lo si deve anche e soprattutto all'indimenticabile amico Alberto Migone ed alla sua grande sensibilit&#224; umana e cristiana.<br />
Perch&#233; presentare un &#8220;Bilancio Sociale&#8221;? Non certo per dirci &#8220;bravi&#8221;. Ma per offrire una forma di rendicontazione, non obbligatoria e certamente faticosa, per un'esigenza di seriet&#224; e di verifica interna ed anche per la necessit&#224; di trasparenza e di chiarezza, dovuta nei confronti delle tante persone che ci hanno dato fiducia e che hanno scelto &#8220;Agata Smeralda&#8221; per dare una mano, per dare un futuro, a bambine e bambini che soffrono in molte parti del mondo.</p>
<p>Bambini... il patrimonio della nostra umanit&#224;! Prima dei monumenti, delle opere d'arte, dei centri storici delle citt&#224;, prima degli scavi archeologici e delle bellezze meravigliose che il nostro pianeta ci ha regalato, noi vogliamo proteggere loro come... patrimonio dell'umanit&#224;.</p>
<p>E' sicuramente significativo &#8211; e per noi importantissimo - che a presentare il Bilancio Sociale fossero con noi gli Arcivescovi delle due citt&#224;: Firenze e Salvador Bahia. Presenze delle quali siamo estremamente grati, che rinsaldano ulteriormente quel rapporto di gemellaggio tra le nostre citt&#224;, e che nel 1991 fu stipulato in Palazzo Vecchio, &#8220;in nome dei bambini&#8221;, dai Sindaci e dagli allora Arcivescovi di Firenze e di Salvador Bahia. Pensare che &#8220;Agata Smeralda&#8221; &#232; uno degli umili, concreti strumenti per rendere vivo, giorno dopo giorno, questo profondo legame che decenni fa ebbe inizio con la presenza di numerosi missionari, sacerdoti e suore inviati dalla Diocesi fiorentina, ci riempie il cuore di gioia, ma ci chiama anche ad una grande responsabilit&#224;. Quella di dare continuit&#224; e crescita a questo grande ponte di solidariet&#224; e di amore fraterno che ormai da diciotto anni offre a diecimila bambini e ragazzi, e a centinaia di comunit&#224;, una speranza viva di crescita e di futuro.</p>
<p>Non posso terminare questo mio intervento senza prima ringraziare il Centro Servizi Volontariato della Toscana, rappresentato dalla Dott.ssa Sandra Gallerini, il consulente Dott. Riccardo Bemi dell'Associazione Intesa e la nostra collaboratrice Paola Parisi, che con il loro apporto hanno consentito la realizzazione di questo Bilancio Sociale. Ringrazio anche &#8220;Toscana Oggi&#8221; per l'ospitalit&#224;.<br />
&#160;<br />
&#160;</p>
<h2>Intervento del Cardinale Geraldo Majella Agnelo</h2>
<p>Sono qui oggi pomeriggio per dare testimonianza di un legame fecondo che unisce due comunit&#224; geograficamente lontane, ma sorelle.</p>
<p>Perch&#233; &#232; uno speciale spirito di fraternit&#224; cristiana che porta una Diocesi, come quella fiorentina, ad essere presente nella mia citt&#224;, a Salvador Bahia, da oltre quaranta anni con tanti sacerdoti e suore missionarie inviate dalla Chiesa fiorentina che hanno operato e operano al servizio dei pi&#249; poveri.</p>
<p>Ed &#232; autentico spirito di fraternit&#224; quello che muove la meravigliosa azione del Progetto Agata Smeralda, l'associazione fiorentina presieduta dal professor Mauro Barsi,  che attraverso migliaia e migliaia di adozioni a distanza ha dato un contributo straordinario di promozione umana in Salvador ed in altri centri della Bahia. Ormai da diciotto anni &#8220;Agata Smeralda&#8221; sta offrendo a diecimila bambini della mia terra una prospettiva concreta di vita e di crescita umana. Diecimila bambine e bambini non soltanto strappati alle minacce della miseria e della violenza, ma accompagnati verso un importante inserimento sociale e lavorativo, dando un'attenzione particolare alla loro dignit&#224; di persone. In questi anni tanti  cittadini di Firenze e della Toscana, attraverso &#8220;Agata Smeralda&#8221;, hanno sostenuto e sostengono case di accoglienza per bambini disabili, case - famiglia per bambine strappate dal marciapiede e per ragazze, centri sociali e ambulatori medici.</p>
<p>Queste cose, di recente, le ho scritte al Sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Una lettera nella quale ho voluto ricordare il legame speciale che unisce le nostre due citt&#224;. Il prossimo anno ricorrer&#224; infatti un ventennale importante: quello del gemellaggio sottoscritto tra Firenze e Salvador-Bahia. Il 30 Maggio del 1991 a Firenze, nel Palazzo della Signoria, l'atto di gemellaggio fu sottoscritto dall'allora Arcivescovo di Firenze Card. Silvano Piovanelli e dal mio predecessore, il compianto Card. Lucas Moreira Neves, che tanto si adoper&#242; per questa iniziativa, e dai Sindaci delle due citt&#224; Dott. Giorgio Morales e Dott. Fernando Jos&#232; Rocha. Fu un gemellaggio siglato &#8220;in nome dei bambini&#8221;. E quale migliore gemellaggio pu&#242; esservi se non quello basato concretamente sulla fraternit&#224; e la solidariet&#224; umana?<br />
Per questo ho proposto al Sindaco di intraprendere un percorso comune mirato a fare del ventennale del gemellaggio, non una vuota ricorrenza, ma l'occasione &#8211; anche con apposite iniziative sia a Firenze che a Salvador - per scoprire e riscoprire la fecondit&#224; di questa idea e di questo rapporto, da rilanciare e da rafforzare ulteriormente. E l'ho invitato a Salvador (ho gi&#224; invitato caldamente anche S.E. Mons. Betori) una terra dove batte anche il cuore di Firenze e dove potr&#224; constatare quante necessit&#224; assillano ancora la gente che vive nei quartieri poveri, ma anche quanto bene &#232; stato fatto, grazie certo alla Provvidenza di Dio, ma pure all'impegno generoso di tante persone. Un aiuto ed un sostegno, che mi permetto di chiedere a tutti, che possa continuare ancora. Ne hanno bisogno i nostri bambini e le nostre comunit&#224;.<br />
&#160;</p>
<h2>Intervento dell'Arcivescoco di Firenze Giuseppe Betori</h2>
<p>Un breve intervento in cui vorrei sottolineare tre motivazioni per le quali  accolgo sempre volentieri gli inviti che il Prof. Barsi mi fa a presenziare a questa o all'altra occasione della vita del Progetto Agata Smeralda. Tre motivi: il primo dei quali &#232; pi&#249; ampio e anche forse il pi&#249; attuale. Perch&#233; questa mia attenzione al Progetto Agata Smeralda? Perch&#233; &#232; un Progetto che ha al suo cuore la vita umana. La vita umana colta nella sua fragilit&#224; e quindi bisognosa di essere difesa nella sua dignit&#224; e accompagnata nel suo sviluppo, nella sua crescita. E' un dovere questo di sempre, che appare particolarmente urgente oggi, in un contesto in cui al riguardo, diciamo, che c'&#232; almeno un po' di confusione. Non voglio andare oltre. Mi sembra che il nostro &#232; un andare nella direzione giusta della difesa e della promozione della vita.</p>
<p>Il secondo motivo che mi piace nel Progetto Agata Smeralda &#232; che questo viene attuato dando attualit&#224; e forma consona ai nostri tempi, sia nei modi con cui esso si esprime, sia nell'ampiezza di sguardo con cui abbraccia, non semplicemente il territorio attorno a noi, ma il mondo intero. Forma attuale, quindi, ma ha radici antiche. E a quanto pare, vista la convergenza di attenzioni e la sempre crescente adesione di persone che esso trova, radici antiche, ma ancora fortemente vive all'interno della comunit&#224; fiorentina. Questa modalit&#224; attuale &#8211; &#232; quella, appunto, che mi piace vedere - questa connessione per cui l'attenzione alla persona non diventa mai l'attenzione all'individuo; per cui l'attenzione al singolo pu&#242; anche prevedere il suo tirarlo fuori dal contesto sociale e curarlo a s&#233;. Ma si aiuta la persona all'interno dei legami sociali in cui essa si trova, &#232; nata, e dovr&#224; continuare a vivere. Per cui quelle discrasie spesso evidenti in tante nostre manifestazioni della cultura contemporanea tra individuo e societ&#224;, vengono invece qui ricomposte molto bene in un'attenzione non agli individui, ma alle persone, all'interno dei loro legami sociali senza infrangerli, ma rafforzandoli. Questo mi sembra un altro aspetto che, dando attualit&#224; a questa radice antica dell'attenzione all'uomo propria della vera cultura fiorentina, giustifica appunto il Progetto e l'attenzione che tutti noi gli diamo.</p>
<p>Il terzo aspetto che vedo importante per me e per la nostra realt&#224; fiorentina &#232; che &#232; un Progetto non della Chiesa fiorentina, ma del cattolicesimo fiorentino. Cio&#232; non &#232; che dall'Arcivescovado qualcuno ha deciso di far questo, neanche l'Ufficio missionario se lo &#232; inventato, ma dei cattolici fiorentini, un cattolico fiorentino in modo particolare, con altri cattolici fiorentini che lo attorniano e collaborano con lui. E' il cattolicesimo fiorentino che si esprime qui in una delle sue tante forme di originalit&#224; e di creativit&#224;  che hanno dato vita ad una storia significativa per il cattolicesimo italiano, in vari ambiti: questi della solidariet&#224; e della carit&#224;, altri della cultura, altri della politica. Per&#242; mi piace vedere che questa creativit&#224; del cattolicesimo fiorentino non &#232; morta, ma sa ancora esprimersi. Ma - e qui mi avvio alla conclusione - &#232; un modo di esprimersi del cattolicesimo fiorentino non in antitesi alla Chiesa per la sua dimensione istituzionale, ma in uno stretto legame e collaborazione con essa. Di qui il richiamo che faceva prima Mauro Barsi alla sua collocazione nell'Ufficio missionario all'origine di questa sua ripresa di &#8220;Agata Smeralda&#8221;. E non a caso lo stesso Mauro Barsi ha sottolineato come tutto questo &#232; possibile grazie ad una rete che collega insieme i laici-cattolici fiorentini, fedeli laici-cattolici fiorentini, insieme alle religiose, agli istituti religiosi, insieme ai nostri preti. E non a caso vedo qui tra noi Don Paolo Sbolci che alla fine di novembre partir&#224; a rafforzare la presenza dei preti nella parrocchia che attualmente &#232; in mano a Sua Eminenza e che ha affidato a Don Luca Niccheri. Questa idea di un presbiterio che &#232; sempre aperto alla missionariet&#224;, collegandosi insieme alla presenza delle religiose, all'aiuto del laicato, mi sembra una bella immagine di societ&#224; e di Chiesa fiorentina, di cattolicesimo e di istituzioni ecclesiali di Firenze che camminano insieme.</p>
<p>Ecco questi posso dire, Mauro, che sono i motivi per cui quando mi chiami vengo volentieri e porto questa testimonianza di lieta fiducia che la Chiesa ripone nel Progetto Agata Smeralda in questo collegamento di amicizia e fraterno gemellaggio cui prima Sua Eminenza ha dedicato opportune riflessioni e anche qualche attesa magari del mio viaggio a Salvador de Bahia.<br />
&#160;</p>
<h2>Intervento di Don Wieslaw Olfier</h2>
<p><em>Don Wieslaw Olfier, gi&#224; missionario a Salvador Bahia inviato dalla Chiesa fiorentina, oggi parroco di San Giovanni Evangelista ad Empoli, e vicepresidente del Progetto Agata Smeralda, durante la presentazione del &#8220;Bilancio Sociale 2009&#8221; ha portato la sua testimonianza. Ne pubblichiamo uno stralcio.</em></p>
<p>Baixao do Cacao &#232; una comunit&#224; che io ho assistito per cinque anni, ma che fa parte della parrocchia che &#232; stata accompagnata per 40 anni dai sacerdoti della Chiesa fiorentina ed attualmente &#232; nelle mani del clero brasiliano. Una di queste comunit&#224;, molto povera, forse una delle pi&#249; povere e difficili della zona &#232; Baixao do Cacao. Durante l'ultimo viaggio effettuato a Salvador Bahia insieme a Mauro, siamo andati in questo luogo e ci siamo resi conto che oggi c'&#232; una situazione veramente molto difficile, soprattutto per il problema della droga. In questo momento il Brasile sta crescendo moltissimo, ma le comunit&#224; povere restano sempre pi&#249; indietro e la disuguaglianza sociale &#232; sempre pi&#249; grande. Di recente, infatti, sul giornale brasiliano &#8220;A Tarde&#8221; &#232; stata riportata la notizia che il Brasile &#232; il terzo Paese nel mondo per la disuguaglianza sociale,  solo dopo Haiti e Bolivia. Baixao do Cacao &#8211; e qui c'&#232; anche Don Sergio Merlini che potrebbe raccontare tante storie di quella comunit&#224;, perch&#233; &#232; stato l&#224; per diversi anni - oggi &#232; una comunit&#224; molto in difficolt&#224; che svariate persone lasciano per ragioni di sicurezza. E' un luogo caratterizzato da situazioni drammatiche ma dove, insieme e grazie all'aiuto del Progetto Agata Smeralda, si porta avanti un discorso di educazione e di promozione umana anche attraverso le attivit&#224; scolastiche. Sono diversi anni che il Progetto &#232; presente in quel quartiere. Questo anno abbiamo avuto una grande soddisfazione, poich&#233; appena siamo arrivati ci hanno dato la bella notizia di un ragazzo, ora diciottenne, adottato a distanza quando aveva sette anni, che ha vinto il concorso per i Sottufficiali della Marina in Brasile. C'erano 750 posti per tutto il Nord-Est e lui si &#232; classificato al 64&#176; posto. Quindi con questo aiuto, con questa spinta educativa ha potuto realizzarsi, trovare un inserimento nella societ&#224;. Questo &#232; un caso un po' particolare, ma il lavoro davvero molto importante &#232; quello continuo, quello di tutti i giorni, con tanti ragazzi e bambini che veramente sono in difficolt&#224;. Volevo raccontare, inoltre, un altro episodio. Io e Mauro siamo stati sull'isola di Mar&#232; ad inaugurare una scuola molto semplice, povera, in un villaggio di pescatori. Un villaggio con gravi problemi, senza nessuna struttura, senza scuole n&#233; ospedali. Oltre alla scuola abbiamo inaugurato la biblioteca che &#232; stata realizzata anche grazie all'aiuto di non pochi amici della Parrocchia di San Donato in Polverosa. E' la prima biblioteca in quella zona. C'&#232; ancora da completarla, ma &#232; stato bello ed emozionante per le persone. I libri, i computers, per noi sono cose scontate e normali, ma l&#224; non ce n'&#232; neanche uno di computer, n&#233; tantomeno l'accesso ad internet. Erano felicissimi per questa prima e semplice biblioteca, con alcuni libri da poter consultare, leggere, avere in mano.<br />
Davvero ci sono tanti luoghi dove, con l'aiuto costante e con la presenza del Progetto Agata Smeralda, il Signore opera cose belle, portando veramente un aiuto concreto, un aiuto incessante a tanti bambini e  famiglie che sono accompagnati sia nella loro crescita che nella vita.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:right"><a href="http://www.agatasmeralda.org/it/news/presentazione-del-bilancio-sociale-2009_1_182_0.html">Leggi tutto l'articolo...</a></p>]]></description>
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