L'appello di Giovanni Paolo II
Miei cari fanciulli,
Quante volte nella mia vita ho letto e udito le parole di Nostro Signore che dicono: "se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli" (Mt 18,3), e "chi scandalizza anche uno solo di questi bambini, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina tirata da asino, e fosse gettato nel mare" (Mt 18,6). Quando volevano allontanare da Lui i bambini, reclamò: "Lasciate che i bambini vengano a me" (Mt 19,14). Per questo io, che sono indegno discepolo di Gesù e faccio le sue veci nella Chiesa, mi sono sentito felice quando ho saputo che i bambini del Brasile volevano incontrarmi. Ho detto: "Lasciate che vengano dal Papa".Sono ancora più felice perché siete voi, bambini della Bahia, che oggi vi incontrate con me a nome di tutti i bambini del Brasile. Dico dunque a voi: "Bambini della Bahia buongiorno! Bambini del Brasile buongiorno!".
Desidero dirvi innanzitutto che voi siete molto importanti per il Papa. Importanti perché qui, nel Brasile, voi siete molti e formate gran parte della popolazione. Lo sapevate? Importanti perché siete il futuro della Nazione, importanti perché siete anche il futuro della Chiesa. Lo sapevate? Dovete esserne consapevoli sempre di più.
Ciò che è bello in voi, bambini, è che ciascuno guarda e dà le mani agli altri bambini senza fare differenza di colore, di condizione sociale, di religione. Voi vi date le mani gli uni gli altri. Occorrerebbe che i grandi facessero anche loro come voi e la finissero con ogni discriminazione. Così il mondo potrebbe incontrare la pace. Voi volete la pace nel mondo? Volete un mondo in pace?Per essere veramente importanti, avete bisogno di una famiglia, di genitori uniti, di un clima di amore e di pace. E' necessario aiutare i bambini che sono nati e stanno crescendo al di fuori di una vera famiglia. Ma è anche necessario fare qualcosa affinché tutti i bambini vedano rispettato il loro diritto ad avere dei genitori uniti, fratelli che si amano, una casa armoniosa e felice. Se voi volete questo, alzate la mano destra!
Desidero dirvi innanzitutto che voi siete molto importanti per il Papa. Importanti perché qui, nel Brasile, voi siete molti e formate gran parte della popolazione. Lo sapevate? Importanti perché siete il futuro della Nazione, importanti perché siete anche il futuro della Chiesa. Lo sapevate? Dovete esserne consapevoli sempre di più. Ciò che è bello in voi, bambini, è che ciascuno guarda e dà le mani agli altri bambini senza fare differenza di colore, di condizione sociale, di religione. Voi vi date le mani gli uni gli altri. Occorrerebbe che i grandi facessero anche loro come voi e la finissero con ogni discriminazione. Così il mondo potrebbe incontrare la pace. Voi volete la pace nel mondo? Volete un mondo in pace?Per essere veramente importanti, avete bisogno di una famiglia, di genitori uniti, di un clima di amore e di pace. E' necessario aiutare i bambini che sono nati e stanno crescendo al di fuori di una vera famiglia. Ma è anche necessario fare qualcosa affinché tutti i bambini vedano rispettato il loro diritto ad avere dei genitori uniti, fratelli che si amano, una casa armoniosa e felice. Se voi volete questo, alzate la mano destra! Per essere importanti avete bisogno di conoscere Gesù Cristo, amarLo come il vostro migliore amico, pregarLo sempre, tutti i giorni. Se volete questo, alzate allora la mano sinistra! Avete anche bisogno di apprendere il Catechismo in casa, nella scuola e nella Chiesa, prepararvi per la Prima Comunione e per la Cresima. Se volete questo, alzate entrambe le mani! Se essere bambini è tanto importante, allora tutti i bambini sono importanti. Non ci possono né ci devono essere bambini abbandonati. Né bambini senza casa. Né ragazzi e ragazze di strada. Non ci possono né ci devono essere bambini usati dagli adulti a scopi immorali, per il traffico della droga, per piccoli e grandi crimini, per la pratica del vizio. Non ci possono né ci devono essere bambini ammucchiati nei riformatori e nelle case di correzione, dove non riescono a ricevere una vera educazione. Non ci possono né ci devono essere - è il Papa che lo chiede e lo esige nel nome di Dio e di Suo Figlio, che anche fu Bambino - non ci possono né ci devono essere bambini assassinati, eliminati col pretesto della prevenzione del crimine, marchiati per morire! Volete che tutti i bambini siano felici? Desiderate una città, uno Stato, un Paese senza bambini abbandonati e ragazzi e ragazze di strada?
Mi rivolgo ora agli adulti qui presenti, in compagnia dei loro bambini, o che odono le mie parole da questa spianata del Bonfim fino in Bahia e in tutto il Brasile. Credo di parlare a nome e per delega di questi bambini. Permettetemi innanzitutto di manifestare alla società brasiliana la mia gioia e le mie felicitazioni per due eventi. Per prima cosa, per la creazione di un Ministero dell'infanzia. Mi auguro che questo organo possa trovare la creatività e l'agilità necessarie e le indispensabili risorse per portare rimedi a tutti i problemi che affliggono il bambino brasiliano. Gioia e felicitazioni in secondo luogo, per la promulgazione, ancora recente, dello Statuto del Bambino e dell'Adolescente. Ho potuto seguire, con interesse, la sua elaborazione. Mi rallegro nel sapere che questo Statuto è in vigore, approvato dalle due Camere del parlamento Nazionale e , pertanto, porta un certo consenso di tutto il popolo brasiliano. Esso non è una panacea né pretende di risolvere tutti i problemi. Dobbiamo tuttavia avere fiducia che, malgrado i suoi inevitabili limiti, potrà essere utile per una politica sociale adeguata in favore del bambino e dell'adolescente. Faccio voto affinché esso ispiri, a tutti i livelli della comunità brasiliana, iniziative efficaci, puntando a dare soluzioni ai problemi. Nel campo della Chiesa, constato con gioia il dinamismo con cui si sta attuando in tutto il Paese, in un gran numero di diocesi, la "Pastorale del bambino" e la "Pastorale del minore". Distinte nei loro obiettivi immediati e nei loro metodi, queste due pastorali sono legate tra loro nel servizio che prestano. Con piacere segnalo la recente creazione, prima a Brasilia e ora a Salvador, del Movimento per la Vita al quale auguro e per il quale chiedo la benedizione divina, affinché sia uno strumento valido ed efficace per far diminuire il flagello dell'aborto, per promuovere e difendere la vita dal concepimento nel ventre materno fino alla sua fine naturale, per dar soccorso alle gestanti e alle madri in difficoltà, per permettere una qualità di vita migliore ai bambini che nascono.
Desidero ancora invitare tutti, ciascuno nel suo proprio ambito umano, religioso, professionale e politico, ad assicurare alcuni fattori capaci di invertire la triste situazione dei milioni di bambini brasiliani emarginati.Come prima cosa una educazione di base di buona qualità diretta al bambino a partire alla età scolare o pre-scolare. Una educazione della donna nelle zone povere affinché possa compiere con competenza la sua missione insostituibile nella famiglia e nella comunità. Seconda, una paternità e maternità responsabili, ideale fortemente predicato dal mio predecessore Paolo VI, che esclude metodi anticoncezionali artificiali che non rispettino la dignità delle persone e degli sposi. Per questo, nelle loro iniziative in favore di una crescita normale ed equilibrata della popolazione, i poteri pubblici non hanno diritto di promuovere l'aborto, la sterilizzazione di massa, la propaganda indiscriminata dei mezzi artificiali per limitare i figli. La pianificazione attraverso metodi naturali contribuisce alla educazione ed alla maturità degli sposi, soprattutto negli ambienti più poveri. L'esigenza della paternità e della maternità responsabili deve avere un supporto legale efficiente. Il nascituro deve avere diritto non solo di nascere, ma di nascere come frutto dell'amore responsabile e non di una avventura, di trovare affetto, dedizione e protezione in una famiglia bene organizzata.
In nome di Cristo, nostro Maestro e Signore, invito tutti a lavorare a favore dei bambini!
Scusatemi bambini! Era necessario che dicessi delle cose agli adulti, ma ora torno a parlare con voi.
Se non avete compreso ciò che ho detto ai grandi, niente di male. L'importante è che essi capiscano! A voi desidero dire una cosa molto seria, veramente molto seria: il Papa ama di tutto cuore i bambini del Brasile! Per mostravi quanto il Papa ami i bambini del Brasile, voglio farvi una confidenza. Alcune settimane fa ho ricevuto una somma di denaro in occasione del premio "Artigiano della Pace" che mi é stato attribuito.
Allora ho deciso di destinare tutto il denaro ai bambini abbandonati del Brasile. Consegno ora tutto al vostro amato arcivescovo, cardinale Dom Lucas. Egli sarà incaricato, a mio nome, di distribuire il denaro per le opere della Chiesa in tutto il Brasile che si prendono cura di questi bambini. E faccio questo di tutto cuore perché, imitanto Gesù, torno a ripetere: "Il Papa ha un grande amore per i bambini!".
Desidero vedervi crescere felici! La vostra gioia, l'entusiasmo con cui cantate, gridate e pregate, è una grande ricchezza e una grande speranza del Brasile! Dio benedica tutti! La Madonna vi protegga!Per voi il mio grande abbraccio e la mia benedizione!
Viva i bambini della Bahia!
Viva i bambini del Brasile!
Viva i bambini del mondo intero!
Giovanni Paolo II

