DALLA TANZANIA

Medicine per i più poveri, ecco le necessità
Gentilissimo Prof. Barsi,
La prego di scusarmi per il ritardo con cui le mando le notizie che mi aveva chiesto ma andare a Dodoma non è così semplice per me e, quelle poche volte in cui ci sono andata, problemi di rete mi hanno impedito di inviare mail.
Mi chiedeva l’elenco delle principali malattie che sono presenti in Tanzania e che sono causa di un elevato tasso di mortalità. Questo che le sottopongo l’ho avuto da una dottoressa italiana che lavora come volontaria in un centro dove si curano le persone malate di AIDS.
Ecco l’elenco:
- malaria (nei villaggi si muore ancora molto a causa della malaria per mancanza di strutture e di mezzi economici)
- tubercolosi
- malattie dell’apparato respiratorio
- aids
sono molto presenti anche le malattie dell’apparato digerente: dissenteria, vomito.
Inoltre: malattie della pelle, malattie osteoarticolari, rachitismo.
Le medicine più utili quindi sono: antibiotici specifici, antipiretici, paracetamolo, pomate.
Molto utili sarebbero: vitamine, integratori alimentari. Non servono invece ipotensivi e antidiabetici.
Molti sono anche gli infortuni specialmente ustioni, a volte molto gravi.
All’ospedale del villaggio non sono provvisti né di pomate per le ustioni né di garze sterili, molte mamme portano da me i loro bambini ustionati.
Ho accennato alla possibilità di ricevere medicinali dall’Italia alla Madre superiora delle Missionarie della carità di Madre Teresa di Calcutta che hanno una casa qui ad Hombolo, dove accolgono neonati la cui madre muore nel darli alla luce, anziani non autosufficienti e soli, persone con handicap fisici e mentali.
A Dodoma ho parlato anche con i medici del “Villaggio della speranza”, un centro voluto e gestito da Suor Rosaria, dove vengono accolti e curati gli orfani sieropositivi, dove qualunque persona malata di Aids viene curata gratuitamente e dove, da madri sieropositive, vengono fatti nascere bambini sani.
Non ne ho parlato con i medici dell’ospedale di Hombolo perché, ne sono sicura, se dovessimo rifornire il loro ospedale di medicine, non andrebbero sicuramente a beneficio della gente ma a beneficio delle loro tasche. Negli ospedali statali, infatti, le medicine non sono gratuite e, ne sono praticamente certa, qui al villaggio oltre che a non essere in grado di gestire medicinali diversi da quelli a cui sono abituati, li farebbero pagare.
Spero di essere stata esauriente e chiara, se le servono altre informazioni, mi faccia sapere.
Augurandole ogni bene e una pronta guarigione, le mando i miei più cari saluti,
Maria Carla Cappelletti – Hombolo (Tanzania)
