Nel nome di Padre Tonucci: "Un mattone per la vita"

Nel nome di Padre Tonucci: Un mattone per la vita

Doniamo una nuova scuola a Itabuna


Chi era Padre Paolo Tonucci

Padre Paolo Maria Tonucci naque a Fano, nel 1939, e fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1962. Partì per il Brasile nel 1965, operando a Salvador Bahia, insieme a Don Renzo Rossi, a Don Alfredo Nesi, a Don Sergio Merlini, ed altri sacerdoti e suore della Diocesi di Firenze nella parrocchia “Nossa Senhora de Guadalupe” fino al giugno 1981. Dal 1981 fino alla sua morte, avvenuta il 9 ottobre 1994, è stato parroco della parrocchia di Camaçari, nella Bahia.


Una nuova iniziativa del Progetto Agata Smeralda: costruire una nuova struttura educativa nella Bahia. Una scuola nel nome dell’indimenticato Padre Tonucci, missionario scomparso ormai da 14 anni, che fu alle origini del Progetto, contribuendo ad elaborare quella che fu la “filosofia” delle adozioni a distanza di Agata Smeralda, che oggi sono oltre diecimila, non più soltanto in Brasile, ma anche in altri continenti.
Per costruire il nuovo spazio scolastico sono necessari 70 mila euro. Per questo rilanciamo la campagna “Un mattone per la vita”, proponendo a tutti di acquistare simbolicamente uno o più mattoni –ogni mattone ha un costo di 10 euro- per costruire al più presto il nuovo edificio che la comunità di Itabuna (il gruppo 93 del Progetto Agata Smeralda) ci ha proposto e sollecitato.

Per donare uno o più “mattoni” per la realizzazione della nuova scuola nella Bahia si può utilizzare il conto corrente postale n. 502500 o il conto corrente bancario: Iban IT54M 03400 02999 000000001111 (Banca Toscana Ag. 19, Via Cavour 82/a, Firenze), entrambi intestati a Progetto Agata Smeralda, Via Cavour 92, 50129 Firenze, specificando nella causale “Scuola Itabuna”.

Le caratteristiche della scuola sono semplici: un edificio su tre piani (piano terra, primo e secondo piano) circondato da un giardino e uno spazio giochi, per ospitare i ragazzi a tempo pieno. Con un doppio obiettivo: da una parte contribuire alla loro formazione, dall’altro prevenire i rischi sociali assai presenti nel quartiere, dalla violenza all’uso di droga.

Così dal Brasile i proponenti enumerano le caratteristiche dell’opera in progetto:

Area verde – inizialmente progettata per contribuire alla ventilazione a dare ombra alla scuola, questo spazio servirà anche per le attività extrascolastiche come giardinaggio e cura dell’orto.

Parco infantile – spazio aperto per la ricreazione degli alunni, dove saranno stimolati vari sensi, percezioni e autonomia dei bambini.

Area sportiva – grazie alle attività sportive si possono sviluppare molte qualità. Per questo è necessario nella scuola uno spazio dedicato allo sport, segno di distinzione nella formazione di cittadino e nella costruzione di una società più sana in tutti i sensi. In questo spazio offriremo agli alunni lezioni di educazione fisica, pallavolo, calcio, basket e altri sport e realizzeremo eventi come gare e competizioni della scuola.

Ricevimento – questo spazio è stato progettato per ricevere gli alunni, assistere i genitori e/o gli ospiti, accogliendoli nel modo migliore, e per facilitare la comunicazione tra la scuola e la comunità.

Segreteria – questo spazio accoglierà la direzione della scuola e l’amministrazione, oltre a servire come sala per le riunioni pedagogiche. Un deposito servirà per conservare il materiale didattico, di segreteria e gli oggetti utilizzati a scuola.

Bagni – i due bagni vicini alla segreteria e al ricevimento saranno a uso dei dipendenti e degli ospiti.

Ludoteca – spazio ludico pedagogico per l’accesso dei bambini ai giochi e ai giocattoli. Non tutti i bambini hanno vere e uguali opportunità di vivere la loro infanzia e questo spazio permetterà soprattutto ai bambini più poveri di avvicinarsi ai giocattoli garantendo loro il diritto al gioco e all’infanzia.

Cucina – in questo spazio verranno cucinati gli alimenti che saranno serviti agli alunni e permetterà anche la realizzazione del corso di culinaria per le mamme degli alunni.

Dispensa – dove saranno conservati gli alimenti e gli oggetti della cucina.

Mensa – spazio per servire i pasti agli alunni.

Bagni – uno per i bambini e uno per le bambine, con tre sanitari ciascuno, per le necessità degli alunni.

Aule – saranno quattro ampie stanze per dare possibilità di movimento e comodità all’alunno e permettere al professore di lavorare in uno spazio migliore. In queste aule saranno svolti i corsi di scuola materna, alfabetizzazione e la scuola di base dal primo al quarto anno, tutte le classi saranno divise in due turni (mattutino e pomeridiano).

Bagni – ogni classe avrà un bagno per evitare agli alunni di dover andare in un altro piano.

Salone per gli eventi – al secondo piano ci saranno due sale per gli eventi con ciascuno due bagni e uno spazio per preparare i pasti, così da permettere la realizzazione di eventi diversi allo stesso tempo. In questo spazio saranno svolti corsi di artigianato, lezioni di capoeira e danza, riunioni con i responsabili degli alunni, seminari, giornate pedagogiche, eventi commemorativi come le feste di S. Giovanni, Natale, ecc.


Dove sorgerà la scuola

La città di Itabuna –terra natale dello scrittore Jorge Amado- è situata a sud dello stato della Bahia e possiede un territorio di 465,93 km². E’ il settimo comune baiano per popolazione totale, dopo Salvador, Feira de Santana, Vitoria da Conquista, Juazeiro, Camaçari e Ilheus, con una popolazione, nel 2007, di 210.504 abitanti. Importante avamposto commerciale della regione, per decenni ad economia soprattutto agraria basata sulla produzione di cacao, oggi ricerca fonti alternative di produzione nella diversificazione delle colture e negli incentivi all’industria, a causa della grave crisi della coltivazione del cacao determinata dalla “scopa della strega” (malattia delle piante di cacao). La sua economia attuale si basa sulle attività agricole, sulla produzione e sul commercio legato all’agricoltura, sull’industria ma soprattutto sul commercio al dettaglio e sulle prestazioni di servizi.


Lo Spazio Educativo Padre Paolo Tonucci


Lo Spazio Educativo Padre Paolo Tonucci è situato in Via Joao Teles, nel quartiere Santa Inês, uno dei tanti quartieri periferici della città di Itabuna. Le famiglie degli alunni seguiti dal nostro spazio educativo non differiscono da quelle delle altre scuole di periferia: carenti in genere, molte volte con problemi di denutrizione, provenienti da famiglie umiliate o destrutturate dalla mancanza di lavoro, dall’alcool o dall’uso di droga. Queste famiglie vivono in abitazioni di minimo conforto, di solito non terminate, di muratura o in baracche di legno e scarti di materiale edile. La struttura urbana offre acqua corrente in parecchie delle case, così come l’elettricità. Poche però usufruiscono di fogne pubbliche, asfalto e illuminazione.
La zona dove è situato lo spazio educativo è soprattutto residenziale, nel quartiere ci sono piccoli esercizi: forno, bar, ortolano, piccoli negozi e mercati adeguati al potere d’acquisto della gente che vi abita. E’ ben servita per l’aspetto religioso: c’è la chiesa cattolica, chiese di varie confessioni evangeliche, locali per l’umbanda e il candomblè. L’assistenza medica è precaria, essendoci un solo ambulatorio che non soddisfa le necessità del quartiere e l’ospedale è distante chilometri. Anche l’assistenza scolastica è insufficiente, essendoci nel quartiere una sola scuola comunale per l’istruzione di base e poche scuole pubbliche nei quartieri vicini. E’ grande la richiesta di asili e scuole materne da parte delle famiglie che non sono in grado di iscrivere i loro figli nella scuola privata.
La mancanza per i giovani di aree per la ricreazione e per il tempo libero aumenta ancora di più l’instabilità sociale del quartiere aggiungendosi alla mancanza di opportunità di lavoro e incanalando le energie verso la violenza e la criminalità.

Nell’anno 2001 lo Spazio Educativo Padre Paolo Tonucci ha cominciato i suoi servizi con 20 alunni, bambini assistiti dal Progetto Agata Smeralda. Negli anni seguenti, con la formazione di classi di scuola materna, il numero è aumentato. Nel 2006 si è tenuto un incontro con la Segreteria per l’Educazione e la Cultura del comune di Itabuna, con l’obiettivo di ampliare e migliorare la qualità del servizio nella scuola di base del quartiere. Attualmente lo spazio educativo segue 192 alunni, di cui 72 assistiti dal Progetto Agata Smeralda, di età tra i tre e i quindici anni, che frequentano le classi di scuola materna, rinforzo scolastico e lezioni extrascolastiche.
Lo spazio educativo è formato da due unità vicine. La prima occupa una vecchia casa che ha necessitato di alcune spese per l’adeguamento. Nel dicembre 2002 è stata aperta una seconda unità a causa delle difficoltà di spazio. In questi locali sono stati inseriti sei gruppi di scuola materna, tre nel turno mattutino e tre in quello pomeridiano, con venti alunni ciascuno. La scuola possiede tre aule, cucina, mensa, segreteria e due bagni, per gli alunni e per i dipendenti.
Il lavoro svolto dallo spazio educativo ha avuto un buon riconoscimento da parte della comunità, essendo grande la richiesta di posti ma per mancanza di spazio fisico sono state rifiutate delle iscrizioni. Il motivo si deve soprattutto al fatto che le lezioni si svolgono in due abitazioni che hanno dovuto subire delle modifiche per essere usate come scuola. Risulta dispendioso svolgere le lezioni extrascolastiche, le riunioni con i genitori degli alunni, la formazione degli insegnanti, la commemorazione di alcune feste, per mancanza di spazio adeguato.

Dobbiamo pertanto affermare che per lo sviluppo e l’apprendimento dell’alunno nel contesto dell’istruzione infantile lo spazio fisico è un elemento indispensabile perché stimola l’apprendimento, la coordinazione e l’indipendenza del bambino.
Padre Paolo Tonucci ha concentrato la sua attenzione verso una istruzione liberatrice ritenendo che essa abbia come compito principale quello di contribuire alla crescita integrale dell’essere umano, rendendolo protagonista della sua storia. E uno degli obiettivi dello Spazio educativo Padre Paolo Tonucci è offrire un luogo accogliente e piacevole per i bambini assistiti. Un luogo dove possano crescere, giocare, inventare e reinventare i loro giochi, per sentirsi così stimolati e indipendenti. In uno spazio più grande e adeguato avremo la possibilità di svolgere progetti finalizzati al raggiungimento dell’autonomia sociale e professionale dei ragazzi assistiti.