Dall'India: I bambini di Suor Elisabeth

Dall'India: I bambini di Suor Elisabeth

Dicembre 2006 - "Assisi Baby Sadan" è il centro per l'infanzia che Suor Elisabeth, francescana nell' animo e nello spirito, ha messo su con pochissime risorse, in pochissimi anni, sostenuta dalla sola forza della fede e della fiducia nella misericordia. Esso sorge in un villaggio di nome Panachapally nel centro della regione del Kerala, la regione più a sud dell'India. Dal 2002, anno in cui venne donato a suor Elisabeth un pezzo di terra nel mezzo di una estesa piantagione di caucciù, il centro è andato progressivamente crescendo e definendosi, non solo nelle strutture architettoniche, peraltro molto gradevoli e funzionali, ma anche nel tipo di assistenza fornita alla piccola comunità locale. Al momento, infatti, questa struttura ospita circa ottanta bambini di età compresa tra i primi mesi di vita ed i dieci anni, provenienti da famiglie fortemente disagiate (figli di portatori di deficit mentali o fisici), orfani o bimbi in attesa di collocazione migliore. Inoltre, da Suor Elisabeth trovano accoglienza alcune donne in stato interessante che, o ripudiate dalla famiglia, o perché abbandonate dal partner, non avrebbero altrimenti la possibilità di portare a termine la gravidanza e far nascere, con serenità e con la debita assistenza, la propria creatura.

Sono tutti figli della Grande Madre Elisabeth, che imponente fisicamente e con un carattere caparbio e combattivo, esprime già nell' aspetto la sicurezza e la forza che solo una mamma può infondere ai propri figlioli. Il centro quindi diventa per tutti "SADAN" ovvero la "casa", il rifugio sicuro e protetto per creature che già dalla nascita sono state meno fortunate degli altri.

Ma Elisabeth, la donna Elisabeth, è afflitta da un'angoscia profonda che solo chi la conosce bene può talvolta leggerle nello sguardo quando segue da lontano i suoi bimbi: la sua paura più grande è quella di non poter assicurare ai suoi figlioli un'assistenza duratura nel tempo. I bambini più grandi infatti, dopo la scuola primaria, hanno bisogno di una continuità assistenziale e lei sembra un po' improvvisare di volta in volta una sistemazione. Gli aiuti su cui può confidare non sempre sono sufficienti: il suo aspetto sempre sorridente talvolta lascia il posto ad un velo di tristezza e di preoccupazione come se tutto il faticoso lavoro svolto da lei e dalle altre sorelle, potesse vanificarsi da un momento all'altro. Sembra piuttosto dibattuta: da una parte assume un atteggiamento fideistico che la porta ad attendere una mano provvidenziale; dall' altra è consapevole della necessità di una programmazione razionale, che implica investimenti secondo una logica un po' più occidentale.

Ella sa di contare su amici locali e lontani, sa che la nostra amicizia sarà eterna e profonda, che, nel limite delle nostre possibilità, non la lasceremo sola: la grande famiglia dell'Agata Smeralda è chiamata a sostenerla in quel meraviglioso lavoro che consiste nell' accompagnare piccole creature nel percorso evolutivo che porta all'autonomia! !

Pernina Carmela Angelini
Locorotondo (Ba)