Esperienze: lettera a Pina

Esperienze: lettera a Pina

Ciao Pina,

non so se ti interessa ma voglio dirti comunque quanto è stato importante per me incontrare persone come te e Padre Luis, che non c’è più ma è sempre nel mio cuore. Domingas, tutte le zie e tutti quelli che lavorano alla Casa do Sol. Voi tutti fate parte della mia famiglia.

La mia infanzia è stata molto difficile e triste, così triste che non vale la pena ricordare che un giorno sono stata bambina. Quando ci penso ricordo soltanto che sono nata senza madre, passando di mano in mano, tra la matrigna, cognate e cognati, e ognuna di queste mani era una sofferenza diversa. Quando sono cresciuta ho capito che non ricevevo amore, quando la sofferenza aumentava chiedevo a Dio - perché ti sei preso mia madre e non ti prendi anche me? - Sono sempre cresciuta con questi pensieri negativi, per me io non ero nessuno. Ma un giorno questa stessa sofferenza mi fece risvegliare e cominciare ad affrontare tutto di petto; quando ottenevo qualcosa già pensavo a lottare per altre cose e lottando conoscevo persone forti e positive che mi contagiavano.

Ho incontrato mio marito, che mi ha aiutato molto a superare questo trauma infantile, sono arrivati i miei due figli e sono diventata una “Kirikù”, come nella storia. Ho sofferto tanto per la mancanza di una madre e cercherò di essere la madre migliore possibile per i miei figli, perché loro abbiano quello che io non ho avuto. Ho incontrato vari problemi, tra questi l’alcoolismo di mio marito, ma non ho mai abbassato la testa, non ho mai chiesto di morire, al contrario chiedo a Dio la vita e la salute per prendermi cura dei miei figli. Mi sono sentita quasi persa quando mio figlio Jeremias, a due anni, ebbe questo problema neurologico. Non sapevo come comportarmi, avevo paura a lasciarlo con altre persone, pensando che non sapessero prendersi bene cura di lui. Ero prevenuta pensando che mai potesse trovare una scuola che lo accettasse così com’è.

Mi piaceva andare alla Messa la domenica, là c’era la risposta di Dio, e conobbi Padre Luis. Dopo conobbi Pina, era tempo per Jeremias di andare a scuola. Jeremias si sentì male durante la celebrazione ed io ero molto nervosa, Pina chiese dell’acqua ma quando l’acqua arrivò lui stava già meglio e Pina la dette a me. Pina si era già accorta che io non ero in grado di controllare l’ansia di proteggere mio figlio. In quello stesso giorno parlai con la Signora Joana, una signora della comunità a cui il medico aveva chiesto di inserire Jeremias in una scuolina, perché imparasse a parlare. Io avevo paura che nessuna scuola lo avrebbe accettato così. La Signora Joana mi disse che la signora che ci aveva aiutato in chiesa era Pina la quale, insieme a Padre Luis, aveva una scuolina e che dovevo cercare di loro. Ero molto contenta ma avevo anche molta paura che non accettassero Jeremias.

Per Dio niente è impossibile! Padre Luis e Pina aprirono le porte per mio figlio! Oltre a prendersi cura di lui, educarlo, aiutarlo a svilupparsi, mi hanno insegnato come comportarmi con lui. Se non fosse per il vostro aiuto non avrei superato questa paura che mi portava a proteggerlo, impedendogli così di crescere. Ma alla Casa do Sol sono molto attenti, hanno fatto in modo che io crescessi insieme con mio figlio. Ma ancora vivevo nell’oscurità, senza sapere a cosa mio figlio aveva diritto e la Casa do Sol ha acceso una luce per me e ho cominciato a osservare le cose più da vicino. Oggi non rinuncio a niente, tutto quello che c’è di bello gli corro dietro senza paura e lo ottengo.

Non saprò mai come ringraziare per quello che hanno fatto per me, perché alla Casa do Sol ho imparato quello che mai avrei potuto imparare con mia madre. Ora che so che il mio Jeremias ha le capacità farò il possibile e l’impossibile per fare di lui un uomo onesto e lavoratore. Che quello che io ho imparato alla Casa do Sol possa servire anche ad altre persone!

Non ci arrabbiamo con le persone egoiste, non ne vale la pena, perché loro non sanno di cosa hanno bisogno, non sanno quanto è prezioso quello che la Casa do Sol ha da dare a tutti. Grazie a tutti voi di esistere. Grazie Pina per essere la persona che sei, perché con tutti i problemi che hai avuto, compresa la morte di Padre Luis e le tragedie della tua famiglia, se fossi stata un’altra avresti lasciato tutto e saresti andata via. Ma tu sei ferma e forte e puoi star sicura che anche io ho imparato a essere ferma e forte come te!

La Casa do Sol per me è una medicina!

Jenice - madre di Jeremias