INIZIATIVE A LOCOROTONDO

INIZIATIVE A LOCOROTONDO

Un testimone è passato per la nostra terra pugliese, segnando col suo passaggio una tappa importante del cammino del Progetto Agata Smeralda nella nostra terra. Si tratta di Padre Ferdinando Caprini, missionario veronese in terra brasiliana da tanti anni, che è stato a Locorotondo il 21 e 22 giugno 2008.
Era ancora vivo il ricordo della sua ultima venuta, esattamente tre anni fa, il 28 giugno 2005, quando portò a Locorotondo, per un tempo limitato ma efficace di otto ore, un gruppo di cinque bambini di Salvador Bahia, accompagnato da tre educatrici, i quali rappresentarono uno spettacolo dedicato a Padre Ezequiel Ramin, missionario suo confratello morto martire in Rondonia, l’Amazzonia brasiliana.
A Padre Ferdinando basta poco tempo per lasciare un messaggio che arriva dritto al cuore di chi lo incontra. Anche questa volta, poche ore, ma tanti messaggi e tante sollecitazioni importanti, di quelle che non ti lasciano dormire, se ci pensi troppo.
Le sue non sono parole qualunque. Sono parole di chi ha vissuto e vive con la gente, di chi si sporca le mani, di chi si lascia toccare da tutti i problemi della gente, di chi vive le ansie e le speranze dei poveri che riempiono, illuminano e turbano le sue giornate.
Tre messe e due incontri hanno provato a contenere la sua energia (che si dice axè in Bahia), ma lui è uno che va oltre i limiti, non segue i soliti parametri, si muove anche durante le omelie e se non si muove, sono le sue parole che fanno muovere te, portandoti a pensare ad ambienti e persone diverse da quelle che normalmente incontriamo.
La sua venuta si è collocata nel contesto di una Parrocchia in festa per l’ordinazione del nuovo viceparroco, Don Francesco Greco. Per cui Padre Ferdinando ha potuto incontrare veramente tante persone, e tra di loro tanti adottanti, felici di toccare con mano una persona proveniente da questa terra bahiana, così lontana ma tanto vicina nei nostri pensieri quotidiani.
In uno dei due incontri fatti, Padre Ferdinando ci ha mostrato immagini della sua attività, commentandole in modo che fosse chiaro a tutti l’entità dell’impegno necessario in quelle situazioni e contesti. Si è soffermato a parlare della situazione economica del Brasile, dove, a fronte di una crescita che interessa più o meno il 10% della popolazione più ricca, sopravvivono sacche di povertà terribile e di esclusione di tutti coloro che non riescono a stare al passo con la modernità e il consumismo sfrenato di stile tipicamente occidentale. Ci ha parlato anche della dengue e della leptospirosi, due malattie che stanno facendo molti morti ultimamente, soprattutto a causa delle abbondanti precipitazioni, poiché la dengue è veicolata dalla zanzara tigre che agisce e si sviluppa di più in presenza di tanta acqua e la leptospirosi si diffonde per via dell’urina dei topi dispersa nell’acqua, infettando il corpo umano attraverso una ferita o una semplice unghia incarnita.
Tanta gente, anche non adottanti, hanno voluto salutarlo e ringraziarlo per essere venuto da Verona per noi, nella convinzione che il mondo ha proprio bisogno oggi di persone come lui.
Lui ha ringraziato tutti in ogni occasione per l’alto numero di adozioni presenti nel nostro Paesino, ma a noi viene di ringraziare lui per l’esempio di dedizione che ci offre.
Le sue parole, il suo volto, il suo sorriso, le sue strette di mano saranno sempre uno stimolo per noi per continuare a lavorare per questo Progetto, che da più di quindici anni opera in tutta Italia (e da undici a Locorotondo) per dare felicità a chi non ne ha e per dare la gioia vera a noi che tante volte la perdiamo per motivi futili, ignorando la realtà del mondo che ci circonda.
Padre Ferdinando ci ha sempre stimolato a conoscere meglio le realtà dei Paesi Poveri, a non rimanere chiusi nel nostro guscio di comodità, a studiare i problemi economici, politici, sociali che portano all’emarginazione di tanti. Insomma il suo è anche uno stimolo ad approfondire tanti problemi di cui sappiamo troppo poco.
Sicchè l’adozione a distanza diventa davvero un modo molto serio di interrogarsi sulla realtà, di lasciarsi cambiare da essa, di uscire dall’egoismo, di lanciare ponti verso persone che siamo portati ad escludere.
Padre Ferdinando è venuto anche a svegliarci dal nostro torpore, dalla nostra indifferenza, è venuto a darci nuova carica, perché i nostri sforzi, in tutta la vita, abbiano un senso vero e vadano nella giusta direzione, senza disperdersi inutilmente in tanti rivoli.
E allora, grazie… a tutti quelli che sono venuti, anche da Taranto e da Martina Franca.
Grazie alla segreteria di Firenze che ha fatto arrivare gli inviti a tutti.
Grazie a Don Franco Pellegrino, nostro parroco carissimo, sempre accogliente e disponibile con tutti, molto sensibile ai temi della missione e della situazione dei Paesi Poveri.
Grazie a Don Francesco Greco, nostro nuovo viceparroco, dotato di una spiritualità giovane e affascinante, persona socievole e stimolante, che ha concelebrato l’Eucaristia con Padre Ferdinando.
Grazie a Vito Calella, diacono missionario per 14 anni a Rio de Janeiro e adesso inviato in Mozambico, il quale è stato presente a fianco di Padre Ferdinando in questi due giorni, comunicando anche lui le sue ultime esperienze.
Grazie a te, Padre Ferdinando; torna ancora tra noi, ma anche… portaci con te, perché la nostra mente sia sempre più attenta e il nostro cuore sia sempre più grande e aperto! Grazie!!!

Francesco Palmisano
e il Gruppo Agata Smeralda di Locorotondo