Una lettera dalla Tanzania

Carissimi,
sono Maria Carla e vi scrivo da Hombolo, Tanzania, un villaggio situato sulle rive di un lago salato e tra innumerevoli baobab.
Qui ad Hombolo c’è tanta povertà, la gente vive prevalentemente del proprio raccolto ma l’agricoltura soffre delle condizioni climatiche spesso sfavorevoli.
Quest’anno le piogge sono state particolarmente scarse un po’ in tutta la Tanzania tant’è vero che, in questi giorni, dalle nostre parti si aggirano gli elefanti provenienti dal lontanissimo Serengeti in cerca di acqua.
Il villaggio quindi soffre di arretratezza agricola ed economica e la situazione dell’istruzione non dà nessuna speranza di cambiamenti.
La scuola primaria (sette anni) è del tutto insufficiente come strutture, numero di insegnanti e contenuti.
L’assistenza sanitaria è praticamente inesistente, il piccolo ospedale di Hombolo non fornisce prestazioni qualificate, basti pensare che non è nemmeno fornito di medicamenti per le ustioni e qui, purtroppo, ci sono tanti ustionati specialmente bambini, che cadono nelle braci del fuoco che la mamma accende per cucinare.
A questo problema cerchiamo di sopperire improvvisandoci “dottori” e facendo le medicazioni del caso: spesso, invece, vediamo morire i bambini solo perché vengono portati all’ospedale della città quando ormai è troppo tardi.
Non più tardi di una settimana fa, un bimbo è morto sul bus che ci portava a Dodoma, così ha smesso di piangere ed è volato in cielo.
Per questo, con l’associazione C.L.U.P., dopo avere messo a fuoco questi problemi, abbiamo dato vita ad alcuni progetti per creare benessere e migliorare le condizioni di vita.
La realizzazione di un pozzo (nel 2005) permette l’accesso all’acqua potabile per un gran numero di persone; durante la stagione secca, vengono a prendere l’acqua anche da molto lontano coi carri trainati dai buoi.
L’anno scorso abbiamo aperto un mulino per la macina del granoturco e del miglio, in una zona che ne era sprovvista, anche questo è un servizio di grande utilità poiché qui la gente si ciba quasi esclusivamente di polenta.
Proprio in questi giorni abbiamo ultimato e messo in funzione un frantoio per estrarre l’olio dai semi di girasole che, ad Hombolo, sono moto coltivati.
La nostra macchina è provvista anche di filtro e lo stupore della gente nel vedere che dai loro girasoli vien giù un olio limpido come quello che si può comprare in città è, a dir poco, commovente.
Nel mese di Maggio dell’anno scorso, abbiamo aperto un asilo che abbiamo chiamato “NURU”, Luce in lingua kiswahili.
La costruzione dell’asilo Nuru non rappresenta la fine di un progetto ma l’inizio di un impegno costante nel tempo: i 140 bambini che lo frequentano trovano un ambiente accogliente, un pasto caldo e, tanto, tanto amore.
I bambini di Hombolo, come tutti i bambini del mondo, sono vivaci, chiassosi e monelli ma, i bambini di Hombolo, non sanno che i bambini italiani hanno case calde e accoglienti, non sanno che dormono in letti comodi e su soffici materassi, non conoscono i videogiochi, i gelati e le merendine, non festeggiano il compleanno con i loro amichetti, non tutti possono frequentare la scuola, non tutti mangiano due volte al giorno...
I bambini di Hombolo dormono per terra con innumerevoli insetti e tra i topi che scorazzano, i loro palloni sono fatti di stracci, vanno a caccia di ucellini con la fionda per recuperare un po’ di cibo, i loro vestiti sono sempre sporchi e stracci ma, per me, i bambini di Hombolo, sono i piu’ belli del mondo.
Purtroppo però, a causa della mancanza di igiene, dell’alimentazione insufficiente, della mancanza di acqua potabile (molti devono fare tanta strada per arrivare ai pozzi e si accontentano di bere l’acqua delle pozze naturali), i bambini di Hombolo muoiono assurdamente anche per malattie curabilissime come la dissenteria.
Il nostro impegno è proprio quello di dare, con il nostro e il vostro aiuto, i mezzi per migliorare le condizioni e vita e accendere la speranza per un futuro migliore.
Grazie di cuore a tutti.
Maria Carla Cappelletti
Hombolo (Tanzania)
