C'E' CHI SI AFFIDA ALLE BANCHE STRANIERE, CHI INVECE...

Immagine C'E' CHI SI AFFIDA ALLE BANCHE STRANIERE, CHI INVECE...22/05/2008

IMPEGNARSI PER LA DIGNITA' UMANA, IL PIU' GRANDE INVESTIMENTO

Sono rimasto molto colpito dal fatto che un nutrito gruppo di persone facoltose, oltre trecento, se non sbaglio, hanno depositato i loro capitali nelle banche del Liechtenstein per meglio investire i loro denari ma anche per sfuggire ai loro doveri verso il fisco. Per alcuni giorni i quotidiani italiani ed europei hanno parlato dell’argomento ed alcuni hanno anche pubblicato i loro nomi con tanto di fotografie. Una di queste mattine, mentre con i miei studenti stavamo sfogliando i giornali per preparare un articolo giornalistico, che sarà richiesto all’esame di maturità, seguendo l’iniziativa “Il quotidiano in classe”, non è mancata la domanda da parte di alcuni di loro per sapere il mio pensiero in proposito. Nella classe si è creato un silenzio di tomba: tutti volevano conoscere la mia risposta –e vi dirò la verità, come ho fatto con i miei ragazzi quella mattina, senza nascondermi dietro un dito-.
Non mi sono vergognato di dire che la prima reazione dinanzi a quelle cifre enormi è stata di invidia. Avrei voluto essere io un uomo ricco –ho detto-, perché avrei sicuramente saputo investire quei soldi meglio di loro e con dei tassi d’interesse che nessuna banca, neppure le famose banche svizzere mi avrebbero saputo dare. La mamma mi ha fatto poco intelligente, ho aggiunto con un sorriso, ma sveglio... Confesso di aver lasciato tutti a bocca aperta! Ora non vorrei cadere nella retorica, ma vi assicuro che quei soldi nelle mie mani avrebbero fatto miracoli. Mi sono infatti subito venuti in mente i tanti bambini che ho incontrato nelle favelas di Salvador Bahia, costretti a vivere senza speranza in una povertà disumana, in mezzo a baracche di lamiera, cartone e legno, dove non esiste la scuola, dove le fogne sono a cielo aperto provocando malattie di ogni genere. Dove non poche bambine sono costrette alla prostituzione per un tozzo di pane. Dove la dignità dell’uomo è calpestata come non mai. Dove gli squadroni della morte ogni notte, sottolineo ogni notte, uccidono senza pietà anche i bambini. E dove i portatori di handicap sono costretti a vivere in un vero “inferno”.
Ma l’esperienza di “Agata Smeralda” dimostra che ci sono investimenti molto proficui. A che tasso stratosferico può mai corrispondere la felicità degli occhi di un bambino al quale hai dato una speranza di futuro? O di una giovane madre che hai strappato dalla disperazione e dalla violenza e alla quale hai fatto sentire accoglienza e amore? Soldi, in questi anni, con il Progetto Agata Smeralda ne sono stati mossi tanti. Lo dimostra anche il bilancio che all’interno presentiamo. Ma davvero ce l’abbiamo messa tutta per farli fruttare al meglio, per moltiplicare la vita e la speranza, per offrire opportunità di crescita, per spargere semi di fraternità e di giustizia. E se penso all’esperienza di Larissa, che qui sotto raccontiamo, di questa ragazzina sordomuta che dall’incontro con il Progetto Agata Smeralda ha trovato una strada di riscatto, allora dico che davvero ne è valsa la pena. E dopo quell’istintivo sentimento di invidia per chi vive nella ricchezza, ne giunge un altro, un senso di pena per tutti coloro il cui cuore avviluppato dall’avarizia e dall’egoismo non riesce a percepire la bellezza del dono gratuito e dell’amore disinteressato. Agata Smeralda ci ha aiutati in questi anni anche a star lontani da queste “malattie”. E non è poco davvero!

Mauro Barsi
Presidente del Progetto Agata Smeralda