Da "Casa do Sol": Violenza, difficoltà, ma anche tanta luce e speranza

Immagine Da Casa do Sol:  Violenza, difficoltà, ma anche tanta luce e speranza

Pina Rabbiosi, che fu collaboratrice di padre Luis Lintner, il sacerdote altoatesino, responsabile di uno dei gruppi di Agata Smeralda in Brasile che quattro anni fu assassinato, ha inviato una lettera dalla “Casa do Sol”, la struttura che ormai da anni gestisce. E’ una testimonianza importante delle difficoltà, ma anche del percorso di crescita che l’azione di tanti missionari sta favorendo nelle favelas della Bahia. Ne pubblichiamo volentieri un ampio stralcio.

Care amiche ed amici,

eccomi dopo tanto tempo per condividere con voi un poco del percorso fatto nell'ultimo anno. Un percorso caratterizzato da una tensione costante tra le forze della vita e quelle della morte che ruotano minacciose intorno alla realtà dei bambini e dei ragazzi che accompagniamo. La disuguaglianza sociale che caratterizza il Brasile, si è ancor più accentuata in questi anni di governo Lula. I giovani poveri delle periferie, abbagliati dalla cultura del mercato, che fa del consumo sinonimo di felicità, diventano sempre più vulnerabili alle proposte allettanti del mondo della marginalità e del traffico di droga. Ci sono giorni in cui abbiamo la sensazione di essere coinvolti in una guerra che disputa la vita dei ragazzi che qui vivono.

Una comunità che cresce

Siamo interpellati dalla missione di farci garanti di ogni vita in pericolo della popolazione. Vita intesa nei suoi aspetti biologico, affettivo e spirituale come è stata rappresentata nella logo della Casa do Sol da un gruppo di nostri giovani, che nelle spirali l'ha riconosciuta  come tensione e percorso costante. Questa missione è una risposta alla fede nel Dio della Vita che Padre Luis ci ha fatto conoscere: Io sono venuto perché tutti abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza (Gv 10,10).  Siamo garanti delle vite che ci sono affidate realizzando ogni giorno le attività della Casa do Sol. Nell'accompagnamento ai più piccoli che dopo pochi mesi di cure intensive nell'asilo, guadagnano peso, una pelle più compatta e capelli che ricrescono con colore e lucentezza. Nell'offrire uno spazio sicuro e ricco di stimoli ai bambini del doposcuola, che usano ogni artificio per ritardare il loro ritorno in casa a fine attività. Risvegliando la gioia e l'entusiasmo degli adolescenti attraverso le varie attività artistiche, come capoeira, teatro, musica, percussione e balletto. Aprendo prospettive nuove di vita ai giovani che frequentano il corso di preparazione ai testi di selezione per l'università, una buona percentuale già sta frequentando varie facoltà.

Nella responsabilità sociale maturata nei giovani della Casa do Sol, che adesso stanno condividendo ciò che hanno vissuto, c'è chi aiuta nel doposcuola, chi aiuta gli educatori nei laboratori di arte-educazione, chi nella portineria, due domeniche al mese poi in gruppo realizzano giornate di giochi, nelle favelas più isolate e violente del quartiere, perché piccoli e grandi possano sperimentare momenti di convivenza gioiosa.

Nella coscienza maturata nei primi bambini accolti nella Casa do Sol che continuiamo a seguire, dignità, auto-stima, fiducia nella vita e negli altri, relazioni improntate nel rispetto e nella solidarietà hanno sviluppato anticorpi che li fanno resistere alla tentazione del facile e immediato, così possono diventare protagonisti della costruzione di un futuro diverso da quello a cui sembravano predestinati. La gioia di tante famiglie che dopo aver superato il trauma del “diverso” come inferiore, possono ora vedere i propri figli, portatori di problemi neurologici e psichici, prima discriminati nella comunità e nella scuola, ora inseriti in progetti specifici ricevendo i sussidi pubblici che nemmeno conoscevano.

Nella comunità in generale, che guarda i bambini poveri delle favelas e ne riscopre la loro bellezza e dignità. Filó, che alcuni di voi ha conosciuto, ha insistito perchè dessimo alcuni dei bellissimi calendari fatti per il 2006, a commercianti del quartiere, coloro che più temono e rifiutano la presenza dei poveri (sono loro che pagano i gruppi di sterminio perchè facciano sparire i ragazzini scomodi) così dicendo: “perchè scoprano quanto sono belli e intelligenti i bambini che loro rifiutano”. Di fatto una buona parte della popolazione che prima discriminava, sta imparando a sentirsi responsabile per la vita e il futuro dei suoi piccoli.

La violenza aumenta

La violenza attorno a noi aumenta ogni giorno. L'altro ieri abbiamo dovuto sospendere le attività nella scuolina della favela Irmá Dulce, dove per giorni successivi i bambini e l'insegnante si sono trovati al centro della guerra tra polizia e trafficanti, gli spari entravano e uscivano dalla porta e dalle finestre. Varie volte in Casa do Sol sono arrivati affannati e disperati gruppi di bambini, soli o accompagnati dalle mamme, a chiedere rifugio e protezione perché improvvisamente in strada si sono trovati nel mezzo di una sparatoria. Abbiamo dovuto elaborare un piano di  emergenza per poter attenuare gli effetti traumatici di questi momenti.  Un cambiamento di prospettiva è la decisione comunicatami da Raimalda, la signora responsabile della portineria, “Pina abbiamo deciso (oramai è istallata la pratica di decisioni frutto di dialogo e riflessione di èquipe) che il portone non verrà più chiuso a chiave durante il giorno, per poter aprire il più velocemente possibile, quando qualcuno chiede di potersi rifugiare qui”. La priorità diventa la garanzia della vita in pericolo e non la nostra auto-protezione. È piccola cosa certo, ma per me questo è un segno significativo della ricerca costante che esiste per accogliere le sfide nuove che la realtà ci colloca.

Segni di speranza

Adesso voglio raccontarvi alcuni fatti che hanno segnato questo anno.

  • Abbiamo inaugurato lo spazio della Biblioteca e la sala di preghiera. Nei mesi seguenti varie iniziative hanno visto coinvolti giovani e adulti nella raccolta dei  libri. Molti sono arrivati e continuano ad  arrivare, non tutti in buone condizioni............. i ragazzi  li  riformano e li  classificano. Questa seconda tappa è stata prevista per generare responsabilità e far si che la biblioteca possa assumere un carattere comunitario. I gruppi interni alla Casa do Sol stanno già utilizzando i libri.  Abbiamo avuto la promessa della donazione di una certa quantità di libri da parte di un programma statale, aspettiamo... La Sala di Preghiera è diventata spazio di  raccoglimento, luogo di incontro per i gruppi di Bibbia e Spiritualità, rifugio per chi cerca silenzio e pace. Piccoli e grandi dicono di sentire li la presenza speciale di Luis.
  • Il gruppo di teatro oramai è conosciuto in tutto lo Stato della Bahia, è diventato un riferimento per i giovani contadini che si incontrano annualmente nella grande Romaria della Terra in Bom Jesus da Lapa, a 900 chilometri da Salvador, dove sempre Luis partecipava con i contadini di Tabocas. La CPT (Commissione Pastorale della Terra) ogni anno chiede che il nostro gruppo prepari una presentazione che introduca il dibattito nel plenario dei giovani. Durante mesi, di notte dopo giornate lunghe e faticose, i nostri giovani guidati da Bira, studiano il tema, preparano la trama , e provano  le scene della presentazione. Sorprendono tutti per la profondità con cui trattano i contenuti, sempre legati alla realtà del mondo rurale e la tecnica quasi da professionisti di ognuno di loro. Lasciatemi dire la mia gioia e l'orgoglio, quando il grande plenario composto da 500/700 giovani si alza in piedi vibrante ad accogliere i Giovani della Casa do Sol. Oramai è diventato rito cenare una sera con i contadini di Tabocas, che condividono la loro “farofa” (il pasto dei viaggi, composto da farina di mandioca mescolata con gallina fritta, che si mangia con le mani) con  os meninos de Padre Luis. I nostri ragazzi vivono questi giorni come un intenso ritiro spirituale (espressione loro) edificati dalla fede semplice e genuina di quelle persone che ancora vivono in profonda sintonia con la natura e con il Creatore. Il teatro ha unito due realtà cosi diverse Tabocas e Salvador,  mondo rurale e  mondo urbano.

Il ricordo, la presenza di padre Luis Lintner

Sto dilungandomi molto, ma voglio ancora raccontarvi due storie della settimana in cui abbiamo commemorato l'anniversario dell'uccisione di Padre Luis, quest'anno dal 14 al 21 maggio. Il tema è stato: Il quotidiano: sfida e speranza. Celebrazioni e notti di studio hanno avuto una grande partecipazione soprattutto di giovani. Durante mesi tutti i gruppi della Casa do Sol si sono preparati, dai piccoli dell'asilo tutti hanno ripercorso le tappe della vita di Luis.

Ricardo di 12 anni, alla domanda – cosa ricordi di Padre Luis? – ha risposto: “... il tappeto della chiesa “ ??!! Riflettendo dopo con lui ho capito quanto è autentica l'immagine che Ricardo conserva. Quando Luis celebrava la Messa chiamava sempre i bambini attorno all'altare accanto a lui (a quei tempi venivano a frotte i bambini delle favelas). Loro si infilavano sotto l'altare e sul tappeto morbido spesso si addormentavano. Quell'angolo diventava un rifugio per loro e la dolcezza di Luis che si muoveva accanto, permetteva l'esperienza della tranquillità, della protezione e della presenza paterna rassicurante a molti di loro negata. Di conseguenza questi momenti hanno registrato nei bambini anche una determinata immagine di Dio, quella che Luis ha trasmesso con la sua estrema coerenza di fede e vita.

Jean, anche lui uno dei primi bambini accolti nella Casa do Sol, ha voluto ricordare Luis. Durante la celebrazione del 16 maggio, e andato davanti all'altare e ha letto la sua poesia.

Sempre temos vidas para contar
Sempre temos gente que nos ama
Sempre temos pessoas para amar
Sempre temos grandes amores
Sempre temos pessoas no coração
Como você Luis
Que na Casa do Sol
Torna-se nosso irmão

Sempre abbiamo una storia da vivere

Sempre abbiamo vite da raccontare
Sempre abbiamo persone che ci amano
Sempre abbiamo persone da amare
Sempre abbiamo grandi amori
Sempre abbiamo persone nel cuore
Come te Luis
Che nella Casa do Sol
Sei diventato nostro fratello

In questo quarto anno di memoria della morte di Luis, abbiamo avuto la conferma della “cristallizzazione” (come Luis spesso diceva) dell'eredità che Luis ci ha lasciato.. Nella Casa do Sol il primo posto e l'attenzione speciale è per i più  poveri, la delicatezza con cui ogni persona è trattata, la caparbietà con cui si portano avanti le diverse proposte educative, credendo profondamente nelle potenzialità di ogni essere umano, il rigore con cui ogni azione è eseguita e poi verificata, il riconoscimento della dimensione spirituale come elemento costituivo della persona.

Finisco qui, quanto altro avrei da condividere con voi, oltre a fatti avvenuti, i segni della trasformazione di tante persone. Vari amici che vengono a visitarci riconoscono questi cambiamenti anche dal rinnovato aspetto fisico delle persone, sguardo sicuro e sorridente, postura altera, discorso chiaro, voce ferma....... Tutto questo è quasi impossibile da quantificare con dati e percentuali, per dire: “potete costatare..........” La trasformazione delle persone è un processo lungo e silenzioso, ognuno di noi lo sa. Vi invitiamo a venire a trovarci per condividere qualche attimo della storia delle persone che fanno la Casa do Sol, oltre a gioire con noi dei  sorrisi stupendi dei bambini, coloro che ci fanno intravedere il volto di Dio, e,  nostro patrimonio più prezioso. Voi con  le vostre preghiere, con la vostra amicizia, con la vostra solidarietà concreta, siete con noi qui accompagnati dal carinho di Luis e dalla forza di Dio,  artefici di questi miracoli. Come ringraziarvi? Sapete che i bambini pregano ogni giorno per gli amici che ci vogliono bene. Io e tutta l'èquipe della Casa di Sol vi siamo immensamente grati e a Dio chiediamo ogni giorno la benedizione per voi e per le vostre famiglie.

Pina Rabbiosi

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