FORMAZIONE E LAVORO, LE NUOVE FRONTIERE…

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I BAMBINI DIVENTANO GRANDI
L’aiuto concreto della Fondazione Monte dei Paschi di Siena al Progetto Agata Smeralda per il Centro Sociale “Dom Lucas Moreira Neves” di Salvador Bahia

“Questi bambini stanno diventando grandi…”: è la nuova, difficile frontiera del Progetto Agata Smeralda – Conexao Vida. Questi diecimila bambini crescono, e non sono più soltanto bambini da togliere dalla strada, da strappare ai rischi della violenza, della droga e della prostituzione. Non sono più piccole creature alle quali dare un piatto caldo da mangiare, qualche ora giornaliera di scuola o di doposcuola e le cure sanitarie.
Occorre dar loro qualcosa di più. E le prime risposte concrete a questa esigenza sono già state date. E’ la partecipazione e il sostegno di “Agata Smeralda” all’ACOPAMEC, una grande struttura nella favela di Mata Escura, che raccoglie varie realtà ecclesiali impegnate nell’attività di evangelizzazione e promozione umana – Acopamec sta per Associazione delle comunità parrocchiali di Mata Escura- e qui, accanto a case famiglia per ragazzine tolte dal marciapiede vi sono aule, spazi, laboratori, iniziative tutte indirizzate ai giovani e agli adolescenti, per dar loro una formazione professionale adeguata.
E nel quartiere di Alto do Perù, dal 2001, lavora il Centro Sociale Dom Lucas Moreira Neves. La costruzione –un investimento che ha sfiorato il miliardo di vecchie lire-, è stata tutta finanziata da Agata Smeralda, che fin dall’inizio, ne sostiene anche la gestione annuale, attraverso contributi e offerte. L’ultima, preziosa, è stata quella della Fondazione Monte dei Paschi di Siena che ha destinato 20 mila euro, utilizzati interamente per la gestione ordinaria sia dei corsi professionali che degli ambulatori medici. Il centro sorge su un terreno della parrocchia “fiorentina” Nossa Senora de Guadalupe, ovvero per tanti anni guidata dai missionari inviati dalla Diocesi di Firenze.
Fuori, nelle strade sporche e dissestate della favela si ritrovano tutti i problemi che rendono dura e difficile la vita a Salvador: disoccupazione, miseria, droga, criminalità, prostituzione minorile. Varchi la soglia del centro sociale –una struttura semplice su tre piani- e ti sembra di essere in un altro mondo: ambienti puliti e moderni, aule grandi e ordinate, strumentazione didattica all’avanguardia, una grande sala. E soprattutto il via vai di tanti ragazzi, che vanno e vengono dalle aule del centro. Dall’avvio delle attività, di giovani e adulti al “Dom Lucas” ne sono passati più di 5500. Migliaia di persone alle quali è stata offerta una possibilità di crescita professionale e umana. E attualmente gli iscritti ai tanti corsi del CSDL sono 680. Le discipline sono le più varie: si va dai corsi di inglese, per i diversi livelli allo spagnolo, dal corso di ausiliare di laboratorio per protesi dentarie, a quelli per la preparazione all’esame di ingresso alle facoltà universitarie, dall’informatica di base, al corso di ausiliario di cucina e per le attività alberghiere, dal web designer ai corsi di amministrazione e contabilità, fino al telemarketing e al carpentiere-muratore. E non possono mancare certamente le discipline artistiche, dall’insegnamento della musica e della chitarra ai corsi di danza...
I corsi professionali –in questo momento sono sedici- risultano frequentatissimi, anche perché l’esperienza ha dimostrato che essi sono particolarmente qualificati, e assicurano ottime possibilità di ingresso nel mondo del lavoro e all’Università. Se trovare lavoro, o entrare in università è sempre, per tutti, un traguardo importante, lo è ben di più per i giovani e le giovani che frequentano il Centro Sociale di Agata Smeralda ad Alto do Perù. Perché sono ragazzi del quartiere, di famiglie molto povere. Con scarsissime possibilità di crescita sociale. Per loro, se non vi fosse il Centro sociale “Dom Lucas”, le possibilità di continuare gli studi sarebbero pressoché nulle, e quelle di trovare un lavoro decente altrettanto rare. Molti di loro sarebbero condannati a una vita misera, senza futuro, basata sugli espedienti, e i più giovani sarebbero preda facile per la criminalità, per la droga, per la prostituzione. “L’idea del Centro Dom Lucas –spiega suor Claudia Strada- è proprio quella di svolgere azioni a favore delle persone di quest’area povera, in particolare degli adolescenti, dei giovani e degli adulti. L’obiettivo è il loro sviluppo integrale, e l’inclusione sociale, dando loro una buona preparazione culturale e professionale e accompagnandoli nell’inserimento nel mondo del lavoro, qui come all’Acopamec, dove funziona anche un ufficio che cerca posti di lavoro ed occasioni di stage”.
Il Centro Sociale non è soltanto un luogo di corsi professionalizzanti, ma è anche un centro sanitario, dove, in particolare, si offrono cure odontoiatriche gratuite, in numero crescente e si effettuano campagne preventive dirette all’infanzia presente nei centri scolastici seguiti dal Progetto. Nel 2008 sono state circa 1600 le persone che hanno usufruito di cure odontoiatriche. E questa attività si svolge in sinergia con i corsi professionali organizzati nello stesso centro e presso la sede dell’Acopamec, che stanno formando, in collaborazione con l’Università, numerosi e qualificati operatori odontotecnici, che trovano spesso un rapido sbocco lavorativo presso studi e laboratori privati.
Infine, il Centro Sociale è anche un importante punto di riferimento per la comunità. Basta partecipare alle serate dedicate alla terza età per rendersene conto, con tanti “meno giovani” del quartiere che vengono al Centro, passano alcune ore insieme, fanno ginnastica e danza. E si respira un clima di famiglia e di amicizia tra giovani e adulti, la felicità di far parte del centro, un clima di festa e di partecipazione. “E’ cambiata la mia vita”, dice una ragazza, che di recente ha trovato lavoro. “Sento che sono migliorate le mie capacità, è aumentata la mia autostima”, dice un’altra che sta frequentando il corso di contabilità. E tra i ragazzi che si diplomano, c’è poi chi torna al Centro in una nuova veste, quella di insegnante. Adesso sono cinque gli insegnanti che si sono formati al “Dom Lucas” e che adesso lavorano qui. Con passione, competenza e, perché no, anche con un pizzico di riconoscenza.

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