IL 6 - 7 FEBBRAIO CELEBRIAMO A FIRENZE IL “COMPLEANNO” DI AGATA SMERALDA
20/01/2010 L’invito si rinnova: venite alla festa!!
Nel preambolo della “Dichiarazione dei diritti del fanciullo” si legge ormai da cinquanta anni che “L’umanità ha il dovere di dare al bambino il meglio di se stessa”.
Ma noi sappiamo che ogni giorno più di 26.000 bambini sotto i 5 anni muoiono nel mondo per ragioni che potrebbero essere facilmente prevenute. Una persona su cinque non ha accesso a forniture di acqua potabile, una su due è priva di adeguati servizi igienico-sanitari. Il numero di bambini che muore per diarrea è stimato a circa 2 milioni l'anno, circa il 17% di tutte le morti infantili 0-5 anni. Il 4%, nel totale dei decessi è dato dal morbillo, il 19% dalla polmonite, il 36% da complicazioni neonatali e l’8% da malaria.
E ogni giorno muoiono 17 mila bambini per fame, 6 milioni all’anno, uno ogni 5 secondi.
Dinanzi a questi recenti dati dell’Unicef - altrettanti, ugualmente terribili, potrebbero essere enumerati - si resta davvero senza parole. Come pure ci lascia attoniti l’indifferenza del mondo dinanzi a simili tragedie. Quello che è accaduto e sta accadendo ad Haiti è terribile. Ed è sacrosanto mobilitarsi per dare ogni possibile aiuto. Anche il Progetto Agata Smeralda già si è attivato e ha lanciato una specifica iniziativa. Ma vorremmo anche dire che, leggendo quei dati dell’Unicef, altri terremoti, silenziosi, accadono continuamente. E pochi se ne curano, pochi ne restano turbati, pochi si rimboccano le maniche? Continuiamo a dirci che “i bambini sono il futuro dell’umanità”, ma quali seri investimenti siamo capaci di fare per questo futuro? Al momento riusciamo a vedere soltanto delle briciole. E quanta fatica stiamo facendo solo per raccogliere qualche briciola...
A questa società addormentata e indifferente, ai nostri giovani spesso senza speranza, che sognano solo il sabato sera per rincorrere il nulla... dobbiamo gridare con forza che la realtà non è quella dell’”Isola dei famosi”, o quella del “Grande fratello” .
Per ritrovare speranza, bisogna avere il coraggio di dire la verità: “La vita di ogni essere umano è sacra”.
Non perdiamoci d’animo, non aspettiamo che si muovano i grandi ma facciamo da subito la nostra parte e non solo frugandoci in tasca ma anche cercando di scuotere con forza la società che ci circonda, troppo spesso capace soltanto di vendere fumo, vuota e menefreghista.
Ognuno di noi può fare qualcosa di importante, anzi, di decisivo. Lo ricordava Madre Teresa di Calcutta: "L'importante non è fare molte cose, né fare tutto; importante è essere pronti a fare qualcosa in tutti i momenti". E spesso rivedo il Cardinal Neves, mentre raccontava una fiaba che amava particolarmente, semplice, ma significativa, quella del colibrì. Qualche volta già l’ho raccontata anch’io… “C’era una volta una foresta lontana, dove l’uomo non era ancora arrivato. In quella foresta vivevano molti animali di specie, misure, colori e sembianze differenti. Era ancora il tempo in cui gli animali parlavano. In un certo giorno la foresta si incendiò: un grande incendio che mai si era visto. Fu il panico. Tutti gli animali fuggivano, pensando solo a mettersi in salvo. Solo un piccolo animale si comportava in modo diverso. Un piccolo colibrì, che volava sino al lago, e con il suo piccolo becco, raccoglieva ad una ad una, lentamente, ma senza fermarsi, le gocce d’acqua, che lasciava poi cadere sulle fiamme. Un altro animale, osservando incuriosito il comportamento del minuscolo uccello, interruppe la propria fuga e gli domandò: “Colibrì, ma sei matto? Perché ti arrischi così? Credi veramente di riuscire a spegnere l’incendio in quel modo?” Subito il colibrì rispose: “No! E’ chiaro che il mio piccolo sforzo non sarà sufficiente per spegnere questo incendio, ma io sto solo facendo… la mia parte!”
Facciamo dunque ognuno la nostra parte! La festa di Agata Smeralda, che come sempre si svolge la prima domenica di febbraio –non a caso in occasione della Giornata per la Vita indetta dalla Chiesa italiana-, sarà un momento di gioia, ma vuole essere anche un momento importante di riflessione, un esame di coscienza, sereno ed esigente, che stimoli la crescita del nostro impegno, l’apertura del nostro cuore, in una società che troppo spesso ci propone di chiuderlo, e in cui si respira quotidianamente una mentalità di egoismo e di morte.
Noi invece crediamo nella vita. Noi invece amiamo la vita. E in ogni vita riconosciamo la dignità e il valore dell’immagine, anzi della presenza di Cristo. E per questo, lungi dal farci vincere dal pessimismo, vogliamo continuare a camminare, insieme. Anche ritrovandoci, per un momento di riflessione condivisa, sabato 6 al Convitto della Calza e domenica 7 febbraio, alla Santissima Annunziata, a Firenze. In mezzo a noi, i diecimila bambini e bambine che in questo momento stanno ricevendo sostegno e speranza per il futuro grazie alle adozioni a distanza, ed anche in mezzo a noi i tanti missionari che donano la loro vita al servizio dei più poveri. Ci sentiremo con loro uniti, un’unica grande famiglia, nel nome della piccola bambina, Agata Smeralda, che fu accolta, 565 anni fa, nella chiesa dello Spedale degli Innocenti a Firenze.
Mauro Barsi
Presidente del Progetto Agata Smeralda
