LETTERA DEL CARD. GERALDO MAJELLA AGNELO AL DIRETTORE DE LA NAZIONE IN OCCASIONE DEI 150 ANNI DI VITA DEL GIORNALE
Egregio Direttore,
Le scrivo per congratularmi con Lei per il traguardo prestigioso raggiunto dal Suo giornale, che durante questo 2009 sta festeggiando i suoi centocinquanta anni di vita.
I miei amici fiorentini, in particolare il professor Mauro Barsi, più volte mi hanno detto del ruolo fondamentale che La Nazione ha svolto e svolge soprattutto per Firenze: un giornale che si identifica profondamente con la vita e la storia di una grande città è sicuramente un elemento culturale e informativo preziosissimo.
Del Suo giornale mi è stato parlato in particolare per un fatto che mi riguarda più da vicino, e per il quale voglio esprimerLe la mia più profonda e sincera gratitudine. Mi riferisco al Progetto Agata Smeralda, l’associazione fiorentina per l’adozione a distanza, presieduta dal professor Barsi, che ormai da diciotto anni sta offrendo a diecimila bambini della mia terra, una prospettiva concreta di vita e di crescita.
Così devo ricordare che se il Progetto Agata Smeralda è nato e si è sviluppato lo deve anche al sostegno e all’incoraggiamento de La Nazione. Tutto ebbe inizio dall’amicizia e dalla sensibilità del giornalista Alfredo Scanzani e dell’Abate Dom Michael John Zielinsky, allora Priore di San Miniato al Monte ed oggi collaboratore del Santo Padre. La Nazione, era il 1991, lanciò con forza una sottoscrizione, alla quale i lettori e gli stessi giornalisti risposero con grande generosità. E’ da lì che il cammino di Agata Smeralda fu concretamente avviato: se adesso oltre diecimila bambine e bambini, in massima parte nella Bahia brasiliana, -ma ora anche in Costa d’Avorio, in Congo, Nigeria, India, Tanzania, Albania, Gerusalemme, Sri Lanka, possono guardare al futuro con maggiore serenità, strappati alla miseria, alla violenza e al degrado, se vi sono case di accoglienza per bambini disabili, case famiglie per bambine tolte dal marciapiede e per ragazze madri è merito anche di questo contributo del Suo giornale, poi continuato attraverso una costante attenzione giornalistica alle attività della benemerita associazione fiorentina. La cui opera, lo posso testimoniare personalmente, condotta ormai da tanti anni nei quartieri poveri della mia Arcidiocesi, è davvero meravigliosa e ricca di sviluppi positivi.
Tra Salvador Bahia e Firenze dunque vi è un legame speciale. Di più: non dimentico infatti che le due città sono formalmente gemellate, con l’atto sottoscritto nel Salone dei Cinquecento dall’allora Arcivescovo di Firenze Card. Silvano Piovanelli e dal mio predecessore, il compianto Card. Lucas Moreira Neves, e dai Sindaci delle due città, un gemellaggio siglato “in nome dei bambini”, un gemellaggio che il Progetto Agata Smeralda ha reso concreto ogni giorno. Del resto non posso non ricordare che questo legame ha radici profonde, quelle della presenza di numerosi missionari –sacerdoti e suore- inviati dall’Arcidiocesi di Firenze, in mezzo ai nostri poveri, impegnati in un infaticabile opera di evangelizzazione e promozione umana.
Prossimamente si celebra l’anniversario della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo –il 20 novembre cade infatti il cinquantenario di questo importante atto delle Nazioni Unite-, e questa potrebbe essere occasione propizia per rinverdire e rinnovare questo speciale gemellaggio, lungimirante ed efficace.
Spero davvero che in futuro possa esservi l’occasione di incontrarci personalmente, magari qui a Salvador, dove potrebbe constatare quante necessità assillano ancora la tanta gente che vive nelle favelas, ma anche quanto bene è stato fatto, grazie certo alla Provvidenza di Dio, ma pure per l’impegno generoso di tanti amici. Spesso stimolati e sollecitati dal Suo giornale. Un aiuto e un sostegno che mi permetto di chiedere possa continuare ancora. Ne hanno bisogno i nostri bambini e le nostre comunità. E per questo Le esprimo di cuore tutta la mia gratitudine e Le auguro un fecondo lavoro.
+ Geraldo Majella Agnelo
Cardinale Arcivescovo di Salvador Bahia
Primate del Brasile
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