Le testimonianze dei missionari dopo il maremoto

Immagine Le testimonianze dei missionari dopo il maremoto

Pubblichiamo qui alcune relazioni giunteci dai missionari della Compagnia di Gesù in Sri Lanka.

Lavoreremo così

Relazione di Padre Veeresan Yogeswaran SJ da Trincomalee

Le condizioni sanitarie vanno deteriorandosi. C'è pericolo di epidemia nei campi di assistenza. La condizione di salute dei bambini e dei feriti è per il momento una priorità. Il rifornimento di medicine è molto scarso. Noi abbiamo bisogno di medicine per curare le malattie ordinarie e i feriti.

La sanità mentale è colpita e la depressione si annida tra le vittime, e difatti alcuni hanno tentato il suicidio dopo aver perduto persone e cose nella loro famiglia. Lo tsunami ha lasciato molti orfani e vedovanze, come si può vedere nei campi di raccolta.

I corpi dei morti sono ancora scoperti e difficilmente riconoscibili per la decomposizione. Vengono bruciati sul luogo. In alcune zone e città il fetore è insopportabile.

Sono distribuite le cose più necessarie, cibo, acqua, vestiti e ricoveri provvisori. Ora gli sfollati sono subito riportati ai loro villaggi e le loro case vengono riparate alla meno peggio. C'è meno pericolo di epidemie e altre malattie. Così i gesuiti hanno intrapreso a fare quello che possono e a procurare  case per quelli che le hanno perdute.

Bisogni immediati - Progetto

Noi speriamo di lavorare in sei zone colpite, dove adesso i missionari gesuiti vivono e lavorano.

I Fase - La Casa

Zone scelte: Jaffna, Trincomalee, Batticaloa, Galle, Tangalle, Payagala o un'altra zona di Batticaloa. 100 Case in ogni zona.

  Rs.Million (Rupie)
600 Case, ognuna a 300.000 Rs 180
Mobili, utensili e attrezzature 20
Pompe per l'acqua per pulire i pozzi e scavarne di nuovi 10
Aggiungere 10% per altre occorrenze 20
Totale 230

Secondo il cambio corrente 103 Rs corrispondono a 1 Dollaro US. Complessivamente US $ 2.233.010

Fase II

Siccome molte delle persone colpite sono pescatori, vogliamo acquistare barche da pesca, reti e altre attrezzature per loro, per far riprendere il lavoro. Quando avremo informazioni dettagliate circa i bisogni dei pescatori, prepareremo un bilancio preventivo per questa fase.

Note

  1. Riguardo alle case, lavoreremo in stretta collaborazione con le autorità del governo e altre organizzazioni, per evitare duplicati.
  2. Riguardo ai pescatori, lavoreremo in collaborazione col Ministero della Pesca, per aiutare alla realizzazione dei loro progetti ufficiali.
  3. In generale consulteremo i beneficiari riguardo alle loro priorità, per evitare un "grande" progetto che però non raggiunge gli obiettivi e le mete proposte.

Sarà inviato un resoconto settimanale. Quando saremo pronti per la seconda fase ci rivolgeremo di nuovo a voi. Non vogliamo ricevere più di quanto per ora possiamo gestire. Non vogliamo sperperare risorse o permettere perdite inutili. Vogliamo fare il nostro lavoro, per quanto possiamo, bene e responsabilmente.

Questa, cari amici, è la mia ultima comunicazione di oggi con voi, l'ultimo giorno doloroso di un anno indimenticabile, il 2004. Oggi è giornata di lutto nazionale. Tutti gli Hotel hanno cancellato la festa di mezzanotte. Tutte le feste e le celebrazioni sono abolite. D'ora in poi mi farò sentire da voi una volta la settimana. Noi ancora speriamo, crediamo, amiamo. Dunque un felice Anno Nuovo e che Dio vi benedica.

In visita a Galle

relazione di Padre Derrick Mendis

Sono partito per Galle nel furgoncino del Provinciale con tre amici e provviste di aiuto. Il viaggio è stato un vero incubo, poiché nei miei 68 anni di vita non ho mai visto una devastazione così grande. Spesso abbiamo dovuto procedere a passo di lumaca per la congestione del traffico. Molti camion e furgoni intasavano le strade con le loro provviste di cibi, acqua potabile, vestiti, e proseguivano nelle zone colpite distribuendo provviste a centinaia di persone dislocate lungo i margini della carreggiata.

Le strade erano state liberate frettolosamente dai pali elettrici, dalle macerie e frantumi vari, per renderle agibili al traffico. I bulldozer in certe zone erano ancora al lavoro. Segnalazioni stradali indicavano l'ubicazione di campi improvvisati allestiti nei vari templi, chiese e scuole. Molte case erano state completamente spazzate via, molte erano senza i tetti, con le mura frantumate. Da ambedue i lati della strada si vedevano travi spezzate, tronchi galleggianti, mattoni, mobili, materassi, cuscini e attrezzature domestiche.

I veicoli, perfino camion e autobus, erano stati fatti a pezzi e alcuni erano capovolti. Piloni di cemento e pali del telefono erano caduti, piegati o spezzati. Le linee ferroviarie erano contorte, rotte come un insieme di treni giocattolo.

Motopescherecci di fibra o di legno, barche, canoe, fuoribordo, erano capovolti e scaraventati dall'onda all'interno. Molte di queste imbarcazioni sono danneggiate in modo irreparabile. Le reti da pesca erano dondolanti dagli alberi e sparse dappertutto. Naturalmente il peggio ha colpito le zone che erano più vicine al mare, e la gente ' soprattutto i pescatori ' ha sofferto gravissimi danni.

Io ero attonito per la potenza distruttrice e la forza dell'ondata di marea. La gente sfollata aveva uno sguardo di forte choc e con la disperazione scritta nei volti. Molti frugavano tra le macerie cercando di salvare oggetti utili, forse in cerca dei loro oggetti preziosi. Dubito che potranno superare questo tragico trauma che li ha colpiti improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno, in quella fatale mattina del 26 dicembre.

Il mio cuore sanguinava quando ho visto la terribile distruzione nella mia città natale, Moratuwa, e la cara Balapitiya dove per la prima volta ero stato parroco. Un'ondata di marea, di dolore e angoscia mi invase e mi lasciò distrutto nell'intimo.

Secondo una stima prudenziale ci vorranno da otto a dieci anni, e l'intervento di forti capitali, per ricostruire le infrastrutture danneggiate (strade, ponti, fognature, linee ferroviarie, elettricità e acqua potabile),  per ricollocare e riabilitare le persone sfollate, in breve per ristabilire la situazione come era prima del 26 dicembre.

Padre Derrick Mendis

Una grande sfida, per rinascere

Cari amici,

Mentre vi auguro un felicissimo 2005, il disastro dello tsunami ci ha colpito nel profondo e ci ha messo di fronte a una grande sfida. La devastazione, la distruzione, la perdita di tante vite e il deterioramento della sanità mentale sono al di là di ogni descrizione e provocano ogni genere di partecipazione emotiva.

La guerra micidiale che è continuata per quasi due decenni ha lasciato vedove e orfani. Questo disastro dello tsunami ha provocato molte più vedovanze e orfani. Abbiamo lavorato con bambini traumatizzati dalla guerra, ma adesso abbiamo da lavorare con bambini e adulti traumatizzati dallo tsunami. Alcuni tra loro hanno già tentato il suicidio.

Fase 1

Noi ci prendiamo cura dei senza tetto nelle nostre istituzioni religiose. I Padri Gesuiti della residenza del St.Michael's College, la casa di ritiro Manresa e la casa per persone anziane, il convento di S.Cecilia e praticamente tutti i templi, le scuole e le istituzioni del governo, sono pieni di famiglie senzatetto. Le persone del luogo hanno aperto i loro cuori e danno sufficienti alimenti, vestiti e cure mediche. I Campi di raccolta sono abbastanza bene organizzati. Ma questo è un programma solo a breve termine.

Fase 2

Questa gente vuol tornare alle proprie case. Ma non ci sono più. Abbiamo in programma di costruire 600 abitazioni per la gente da noi assistita. C'è bisogno di 2.233.010 US $.

Fase 3

Le persone più colpite sono i pescatori. Abbiamo bisogno di rifornirli di barche, reti da pesca e di altre attrezzature perché riprendano il loro lavoro. Per questo specifico servizio avremmo bisogno di milioni di rupie. La salute mentale è compromessa e la depressione si diffonde tra i sopravvissuti. Alcuni hanno tentato il suicidio, avendo perduto in 15 minuti ogni persona e ogni cosa della loro famiglia. Lo tsunami ha lasciato molte vedovanze e orfani, come si può constatare nei Campi. Ancora si scoprono corpi di defunti e siccome sono in fase di decomposizione è difficile riconoscerli. Perciò o vengono bruciati o subito sepolti. Il nauseante fetore è insopportabile. L'acqua è inquinata. Il commercio del pesce è completamente distrutto. Questo disastro dello tsunami è durato 15 minuti, ma ci vorranno 15 anni per riabilitare i luoghi distrutti e le persone colpite.

Come nota personale, la casa della mia famiglia è completamente distrutta e quattro miei familiari sono stati inghiottiti dalle grandi ondate. Uno dei nostri orfanotrofi a Mavalady, a Batticaloa, è completamente raso al suolo. Il responsabile dell'orfanotrofio riuscì a fuggire nuotando tra le acque e raggiungendo la spiaggia.

Molte grazie per quello che potrete fare
La mia e-mail è ppccpal@diamond.lanka.net.
Il mio numero di telefono è 065.2222983.

Con molti cari saluti,

Rev.P. Paul Satkunanayagam S.J.
Batticaloa - Sri Lanka

notizie RSS

Immagine Riconoscimento Unicef per la Casa do Sol

Riconoscimento Unicef per la Casa do Sol

Premiato il centro di Pina Rabbiosi e Padre Lintner, una delle prime e più rilevanti presenze sostenute dal Progetto Agata Smeralda in Brasile.

Leggi »
 

eventi RSS

Immagine Eritrea, un container per la vita

Eritrea, un container per la vita

Il progetto "Un container per la vita" vede la spedizione del secondo container di generi alimentari nell'arco di un anno in Eritrea: sono beni di prima necessità, impossibili da acquistare in loco, vista la situazione di difficoltà e di emergenza.

Leggi »
 

lettere del presidente RSS

Immagine Don Carlo Zaccaro: prima di tutto un uomo di Dio

Don Carlo Zaccaro: prima di tutto un uomo di Dio

  Don Carlo è stato prima di tutto un uomo di Dio, un vero testimone del Vangelo, intelligente e di vasta cultura. Ho avuto la fortuna di incontrarlo da ragazzo, per la prima volta, nel lontano 1956 nella Chiesa di S. Antonio al Romito a Firenze. Degno figlio di Don Giulio Facibeni per il suo amore concreto verso i poveri e per la fiducia incondizionata nella Provvidenza di Dio soprattutto nei momenti difficili che anche nella sua vita non sono mancati.

Leggi »