Mauro Barsi - L'insegnante di Agata Smeralda che merita il "Fiorino d'oro"
L’insegnante di Agata Smeralda che merita il “Fiorino d’oro”
Articolo apparso sul quotidiano "La Nazione" di Domenica 9 Novembre 2008 nella rubrica "Luci della città Firenze - Le nostre storie"
a cura di Giovanni Pallanti - Il fiorentino
In questa città dove la generosità sta diventando merce rara, c’è un personaggio che si potrebbe definire l’incarnazione dell’altruismo. Mauro Barsi, nato a Firenze nel 1946, docente di lettere in una scuola media superiore fiorentina, è stato tra i fondatore del Centro Missionario Medicinali di Firenze, e collaboratore del Cardinale Lucas Moreira Neves, già arcivescovo di Salvador Bahia e poi prefetto della Sacra Congregazione dei Vescovi. In virtù di questa amicizia, ha promosso il gemellaggio tra la città di Firenze e Salvador Bahia in “nome dei bambini” e ha fondato nel 1992 il Progetto Agata Smeralda. Chi era Agata Smeralda? La prima bambina accolta dallo Spedale degli Innocenti nel 1445. Chi veniva accolto dagli Innocenti diventava, anche se figlio di genitori ignoti, cittadino di Firenze. Nella società fiorentina del tempo esistevano ancora gli schiavi. Molte donne, soprattutto circasse e di altre regioni, territorio di caccia dei mercanti cristiani di schiavi, venivano usate, in ogni senso, nelle famiglie della borghesia e dell’aristocrazia fiorentina. Molte di queste rimanevano incinte. In questo contesto lo Spedale degli Innocenti fu una grande casa di accoglienza per i figli cosiddetti “bastardi”, di cui si faceva carico l’intera città, dandogli gli stessi diritti dei suoi abitanti. Una casa bellissima, progettata da uno dei più grandi architetti mai vissuti: Filippo Brunelleschi. Lo Spedale, come si sa, sorge nella piazza della Santissima Annunziata. Per questa ragione il Progetto Agata Smeralda è pieno di significati umani, storici, sociali e culturali di straordinaria importanza. Oggi, questa iniziativa coinvolge numerose famiglie che hanno adottato a distanza oltre diecimila bambini e bambine in Brasile, in Albania, in Costa d’Avorio, nello Sri Lanka, a Gerusalemme, in Tanzania e in India. L’associazione fiorentina che porta il nome della prima bambina adottata più di 600 anni fa dai fiorentini ha stabilito alleanze con la Provincia di Firenze, la Regione Toscana e l’Università di Bahia oltre che con Unicoop Firenze, Ingegneria Senza Frontiere e in stretta collaborazione con l’Arcidiocesi di Firenze. L’anima di tutta questa attività è Mauro Barsi. Sarebbe opportuno che il Comune gli riconoscesse i meriti che ha conquistato sul campo. Barsi è già stato fatto cittadino onorario dello Stato della Bahia. Firenze non può far finta di nulla: deve riconoscere a questo suo eminente cittadino quanto si merita, magari concedendogli il Fiorino D’Oro. Un premio che hanno avuto in tanti, alcuni con meno meriti del Barsi.
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