RICORDO DEL VICEPRESIDENTE DI AGATA SMERALDA
A un anno dalla morte di Don Giorgio Pozzi
Un anno è trascorso dalla scomparsa del nostro carissimo Monsignor Pier Giorgio Pozzi, vicepresidente del Progetto Agata Smeralda. Ed è superfluo scrivere che tante volte, durante questo anno, abbiamo sentito la sua mancanza, la mancanza della sua amicizia vera, della sua intelligenza, del suo equilibrio, della sua capacità di dare sempre una risposta concreta ai problemi e alle difficoltà incontrate durante il nostro cammino. E la risposta che Don Giorgio sapeva trovare era sempre radicata nella fede nel Signore Gesù: “Dio vede, Dio provvede”.
Però devo anche dire, con estrema sincerità che tante volte, in questi dodici lunghi mesi, mi sono accorto che nonostante la sua morte, continuava a camminare con noi e ad accompagnare sempre concretamente il nostro lavoro, al servizio della vita e della speranza.
Anzi, non poche volte, mi sono rivolto a lui, per chiedere un consiglio e un aiuto.
In occasione del primo anniversario della sua scomparsa ci sono state diverse iniziative per ricordarlo, nella preghiera. Domenica 23 agosto scorso ho accompagnato S.E. Mons. Claudio Celli, a Trezzo sull’Adda, in visita alla mamma e a tutta la famiglia di Don Giorgio e poi sulla tomba nel cimitero del paese. Successivamente, ci siamo recati nella sua Parrocchia, a Ponte San Pietro, dove era parroco e dove è deceduto. Qui l’Arcivescovo Celli –grande amico di Don Giorgio, e Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali-, insieme al nuovo parroco Don Luigi Paris e a numerosi sacerdoti ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica. La raccolta delle offerte è stata destinata dal parroco alle iniziative del Progetto Agata Smeralda, tanto caro a Don Giorgio. E sono rimasto particolarmente colpito dalla presenza di tanta gente venuta non solo dalla parrocchia e dai paesi vicini ma anche da lontano, segno tangibile di quanto Don Giorgio sia rimasto nel cuore di chi l’ha conosciuto. Cosa che in verità non mi sorprende, perché egli era una persona rara e squisita, di una sensibilità particolare, sempre attenta ai bisogni dei fratelli.
In suo nome “Agata Smeralda”, grazie alla generosità di alcuni amici, ha restaurato recentemente tutti gli ambienti di una ulteriore casa-famiglia situata a Lobato, favela poverissima di Salvador Bahia, dove sono accolti numerosi bambini portatori di handicap. Ed è già funzionante un’aula informatica nella stessa struttura a lui dedicata. Sicuramente Don Giorgio, dal cielo, ne sarà contento. E prossimamente, sempre in suo ricordo, completeremo l’opera con il restauro di un ampio locale sottostante che consentirà l’apertura di nuovi servizi per le cure dei bambini del centro.
Mauro Barsi
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