Togliere i bambini dall'immondizia

Immagine Togliere i bambini dall'immondizia

Padre Ferdinando Caprini, in occasione dei suoi 25 anni di sacerdozio, ha fatto un breve ritorno in Italia. Ma non dimentica i suoi amici e bambini brasiliani e qui in Italia sta lavorando per trovare le risorse necessarie per aprire nuovi fronti di impegno.

"Sì -conferma-. L'idea è quella di avviare nuovi impegni di Agata Smeralda in due realtà di frontiera". E qui spiega il primo (Il secondo 'fronte' sarà illustrato nel prossimo numero del notiziario).

"Il nuovo campo di azione -inizia il missionario- è là dove c'è una delle discariche di rifiuti di Salvador, discarica -soprattutto materiali organici- con la particolarità di avere una trentina di famiglie che vivono proprio a fianco di questa, con una situazione igienica, sociale e sanitaria facilmente immaginabile. E queste famiglie, compresi i bambini, sono soliti recarsi in discarica all'arrivo dei vari camion della nettezza per cercare alimenti o altri materiali riutilizzabili. I bambini così hanno frequenti malattie e infezioni, conseguenza di questa incredibile situazione di vita. La nostra idea sarebbe quella di introdurre elementi di miglioramento nella vita di queste persone, in primo luogo offrendo un'attività di doposcuola per impedire ai bambini di recarsi sul cumulo di immondizia. Purtroppo, è comprensibile che gli adulti, in situazione di grande povertà, usufruiscano di questo espediente per vivere, ma non è assolutamente ammissibile che siano i bambini a svolgere questa attività di 'ricerca': i bambini devono andare a scuola, non certo in discarica".

"Il doposcuola -continua padre Ferdinando- vorremmo impiantarlo sul posto, nell'area delle abitazioni, dando alimentazione, aiutando i bambini nello sviluppo intellettivo con le varie attività pedagogiche, insomma per farli crescere in modo integrale. Scuola, sport, danza e attività culturali saranno offerte dal nostro doposcuola".

Un impegno e una presenza rivolta non solo ai bambini: "L'obiettivo è quello di far sì che le famiglie si organizzino in associazione per ottenere acqua, luce e trasporti, cose elementari dei quali sono privi. Per cercare l'acqua infatti sono costretti a fare un lungo cammino; l'elettricità non arriva alle loro casupole costruite con i materiali di scarto recuperati in discarica; e quanto ai trasporti vorrebbero almeno poter utilizzare, per recarsi in città, i camion che scaricano accanto alle loro case tonnellate di immondizia. Di più: vorremmo favorire una loro organizzazione in cooperativa, cercando di piegare questa loro situazione fortemente di disagio, data dal fatto di vivere accanto a una grande discarica, in una qualche opportunità economica e lavorativa: il progetto è infatti quello di promuovere una cooperativa di lavoro, nell'ambito del riciclaggio dei rifiuti. Abbiamo già avviato attività di formazione professionale, e pensato all'organizzazione, cosa non facile, perché sono litigiosi e competitivi - anche in questo senso si sente quanto sia importante un po' di Vangelo!...-"

E l'aiuto concreto per queste famiglie, che oggi sopravvivono rovistando tra i rifiuti alimentari (grande festa quando arrivano gli scarti della merce scaduta nei supermercati), mangiando noci di cocco trafugate nelle vicinanze o cacciando quei pochi animali -uccelli o talpe- che ancora sono rimasti, potrà esser dato da "Agata Smeralda" con le nuove adozioni a distanza dei bambini. Per toglierli, letteralmente, dall'immondizia.

notizie RSS

Immagine Riconoscimento Unicef per la Casa do Sol

Riconoscimento Unicef per la Casa do Sol

Premiato il centro di Pina Rabbiosi e Padre Lintner, una delle prime e più rilevanti presenze sostenute dal Progetto Agata Smeralda in Brasile.

Leggi »
 

eventi RSS

Immagine Eritrea, un container per la vita

Eritrea, un container per la vita

Il progetto "Un container per la vita" vede la spedizione del secondo container di generi alimentari nell'arco di un anno in Eritrea: sono beni di prima necessità, impossibili da acquistare in loco, vista la situazione di difficoltà e di emergenza.

Leggi »
 

lettere del presidente RSS

Immagine Don Carlo Zaccaro: prima di tutto un uomo di Dio

Don Carlo Zaccaro: prima di tutto un uomo di Dio

  Don Carlo è stato prima di tutto un uomo di Dio, un vero testimone del Vangelo, intelligente e di vasta cultura. Ho avuto la fortuna di incontrarlo da ragazzo, per la prima volta, nel lontano 1956 nella Chiesa di S. Antonio al Romito a Firenze. Degno figlio di Don Giulio Facibeni per il suo amore concreto verso i poveri e per la fiducia incondizionata nella Provvidenza di Dio soprattutto nei momenti difficili che anche nella sua vita non sono mancati.

Leggi »