UN BEL GESTO DI SOLIDARIETA'

Immagine UN BEL GESTO DI SOLIDARIETA'22/05/2008

IL BATTESIMO DI GIONA, L'AIUTO A GULIHERMEGiovanni e Beatrice sono due genitori giovani, baciati dalla vita e dall’amore che ha regalato loro Giona, uno scricciolo di due mesi e mezzo che ha ottenuto il dono del Battesimo la notte di Pasqua. Ma Giovanni e Beatrice sono soprattutto due genitori grati per ciò che hanno ricevuto e che hanno ritenuto ingiusto tenere per sé: l’amore è capace di dare un senso alla vita e di rigenerare solo se messo in circolo, come dice Ligabue in una sua canzone. È questo che i due sposi venticinquenni di Pontassieve hanno deciso di fare, allargando la gioia del Battesimo non solo a parenti ed amici ma anche agli altri lontani e meno fortunati, di cui troppo spesso tutti ci dimentichiamo, quasi bastasse condurre una vita morigerata nel proprio patrio orticello senza guardare oltre, senza accorgersi e scandalizzarsi per le sofferenze degli altri, vicini o lontani che siano.
“Quando abbiamo pensato al nostro Battesimo” scrivono Giovanni e Beatrice “scelto per noi dai nostri genitori, abbiamo pensato alla forza docile di un dono, quello che ci concede di conoscere Dio attraverso la strada di Gesù. Un dono di tutta una vita, un dono che reca il suo significato in ogni scelta importante della nostra esistenza. Un dono di pace, un dono che anche noi abbiamo scelto di fare al piccolo Giona, nella notte di Pasqua. Un dono che gli conceda di incontrare Dio sui passi della stessa strada che ogni giorno, anche noi, cerchiamo di seguire. E sulla strada di Gesù abbiamo incontrato Agata Smeralda, il progetto di adozione a distanza, grazie al quale migliaia di bambini trovano sostentamento e risorse per vivere, studiare e crescere. Così, nella gioia del Battesimo di Giona, scegliamo per lui di avere dei regalini diversi: regalini che aiutino un piccolo bambino, come Giona, a crescere meglio e con meno difficoltà”.
Non hanno fatto gli eroi, Giovanni e Beatrice. Hanno semplicemente rinunciato a qualche regalo per donarlo a chi, piccolo ed innocente come il loro figlio, dalla vita non solo non ha ricevuto regali materiali ma neppure quella dignità e protezione che ogni bambino meriterebbe: “Guilherme de Jesus Cerqueira, di cinque mesi, è l’ultimo nato di una numerosa famiglia che vive nella favela di Calabetão a Salvador Bahia (Brasile). Abitano in una povera casa formata da due piccole stanze, una misera cucina e un bagno con doccia che quantomeno permette di affrontare bene il problema igienico. Il padre lavora da anni nell’impresa di pulizie come netturbino; é l’unico salario che entra per sostenere la famiglia. La mamma oltre ad occuparsi della numerosa prole (dieci figli!), si impegna a ore per qualche lavoro di lavandaia trovato nei dintorni. La situazione é molto precaria; la comunità vicina sostiene un poco le loro emergenze di alimentazione e salute. In compenso vivono una vita di relazione familiare e sociale molto buona; sono molto rispettosi e grati per l’aiuto che ricevono mentre mostrano con un certo orgoglio la capacità di educare i figli, tutti belli e sani, che frequentano la scuola della comunità. Guilherme (Guglielmo per noi !!) é un bambino un po’ pacioccone, nutrito più di farina che di latte o altre sostanze adeguate alla sua età, ma in generale non presenta particolari patologie”. Con queste parole Suor Claudia Strada, Missionaria di Gesù Redentore, ha presentato Guilherme, il neonato a cui sono andate le offerte di quanti, anziché fare un regalino a Giona, hanno contribuito ad alleviare un poco le sofferenze di una famiglia che, nonostante le difficoltà economiche, rimane aggrappata alla vita.
Un bel segno di speranza, ma soprattutto e semplicemente la dimostrazione che a volte, per mettere in circolo l’amore, non importa fare chissà cosa, non importa necessariamente scegliere la radicalità di quanti hanno il coraggio di farsi missionari in terre lontane: può bastare anche un piccolo gesto che però significa tanto. Questo scritto non vuole essere la celebrazione di un’azione che tutti dovremmo imparare a considerare “normale” e non straordinaria. Piuttosto vuole essere un invito a fare altrettanto. Ecco perché il racconto di un Battesimo diverso non reclama applausi, ma chiede soltanto di essere imitato. “Chi vuol fare un regalino a Giona, oggi può farlo a Guilherme” hanno scritto Giovanni e Beatrice nel finale della lettera con cui spiegavano agli invitati la loro scelta. Sarebbe bello che sempre più coppie dicessero una frase simile in occasione del battesimo del loro figlio. Per farlo bastano una telefonata ad Agata Smeralda (055-585040 oppure info@agatasmeralda.org), un cesto in cui raccogliere la generosità di amici e parenti ed un cuore aperto all’amore.
Riccardo Clementi (Pontassieve – FI)