VICO D'ELSA, QUANDO AD ADOTTARE E' UNA PARROCCHIA
26/06/2008 Le cose belle è giusto condividerle. Capita che la scelta dell’adozione a distanza sia individuale, fatta da una persona singola. Ma quando la si condivide con altri è ancora più significativa e arricchente; quando in famiglia si condivide la gioia di aiutare un fratellino lontano, quando in un gruppo si destinano le fatiche di un’iniziativa di beneficenza a dare un futuro a una ragazza o a un ragazzo di una favela poverissima.
Così a Vico d’Elsa, ormai dieci anni fa, in parrocchia decisero di fare una raccolta di fondi, e chiesero all’allora Arcivescovo di Firenze Card. Silvano Piovanelli un consiglio sul dove destinare la somma. “E lui –ricorda Attilio Bartalini- ci propose di versarlo al Progetto Agata Smeralda”. Così fu fatto, e da allora il flusso di solidarietà è continuato e si è rafforzato: prima il coinvolgimento di una ventina di famiglie di Vico, raccogliendo i fondi sufficienti per due adozioni a distanza. E ora si è arrivati a quota cinque adozioni. “Faccio il frate da cerca –scherza Bartalini-, e ho coinvolto varie aziende agricole, sia della provincia di Firenze che di quella di Siena”. Così è nata e si è sviluppata, per raccogliere altri fondi, l’idea del mercatino. Nei primi anni sono stati impegnati i ragazzi del catechismo, con i loro lavoretti. Poi si è pensato, con il contributo generoso delle aziende locali, di vendere piante, vino e altri oggetti, un mercatino che dura due settimane nella ex-chiesa di San Michele a Vico d’Elsa, e che consente la raccolta di fondi per continuare l’impegno delle adozioni con Agata Smeralda, e magari di aumentarlo. Sia la Misericordia che l’Amministrazione Comunale di Vico d’Elsa si sono sempre rese disponibili per sostenere le iniziative a favore di “Agata Smeralda”.
Così, nel decennale, il gruppo promotore ha pensato bene di invitare nuovamente il Card. Piovanelli, che ha accettato ben volentieri. E dopo la Santa Messa, si è recato nella sede del mercatino per l’inaugurazione, incoraggiando tutti, sottolineando la grande serietà e credibilità di Agata Smeralda e congedandosi con una frase che i promotori dell’iniziativa nella piccola frazione barberinese vogliono far diventare il loro motto: “Quando si chiede per gli altri –ha detto il card. Piovanelli- non dobbiamo mai vergognarci di chiedere”.
