PARLANO I MISSIONARI
A volte è inevitabile…
“Vorrei dirlo ad ogni adottante: non dobbiamo considerare il bambino come una proprietà privata. Non dobbiamo “attaccarci” troppo. Ognuno di loro è un figlio di Dio, che ha bisogno del nostro sostegno”: lo dice don Pietro, settantaseienne sacerdote milanese, che, giunto all’età… della pensione, ha chiesto al suo Vescovo di poter andare in terra di missione, e da qualche mese opera a Salvador, con il Progetto Agata Smeralda. “A volte sono le stesse famiglie dei bambini adottati a distanza a proporci la sostituzione. Magari hanno trovato un lavoro, e chiedono di cedere a famiglie più povere il loro posto. E’ molto bello, molto significativo”.
Non sempre accade così: “A provocare molte sostituzioni –aggiunge suor Claudia Strada- è il clima di violenza, che negli ultimi tempi è diventato fortissimo. Questo allontana le famiglie, che si spostano senza nemmeno avvertire, per paura. Causa la mancanza di lavoro iniziano a spacciare droga, cadono in mano ai trafficanti, e alla fine preferiscono fuggire, cambiare aria…” Non tutto è in negativo: “A volte –ricorda la missionaria- le famiglie riescono a cambiare quartiere, per migliorare il loro tenore di vita, per avvicinarsi al lavoro”. A volte l’adozione a distanza si interrompe nel periodo adolescenziale: “Lavorare con i giovani non è come lavorare con i bambini. Stiamo cercando di star vicini agli adolescenti, per non disperdere il lavoro fin qui fatto. Ma non sempre è possibile”. E tra le cause di “allontanamento” c’è anche la questione delle sette religiose: “Ci sono gruppi intolleranti, e se i genitori si convertono ad altre confessioni, ed entrano in determinati gruppi poi vengono spinti a non mandare più i loro figli ‘a scuola dalle suore’. Le sette sono numerosissime e agguerrite. Noi, da parte nostra, non facciamo distinzioni, accogliamo tutti. Ma a volte, da parte delle famiglie, ci sono difficoltà e chiusure improvvise”.
notizie

Il Premio "Prima di tutto la Vita" 2012
Il Premio annuale “Prima di tutto la Vita”, giunto alla sua quindicesima edizione, è stato ideato dal Progetto Agata Smeralda alla memoria di Fioretta Mazzei, stretta collaboratrice di Giorgio La Pira, per ricordare e segnalare l’opera di persone e gruppi che si sono distinti nell’impegno in nome della vita e della dignità umana.
Quest’anno il Direttivo dell’Associazione ha stabilito di assegnare il Premio alla Fraternita di Misericordia di Vaglia.
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Una luce nelle favelas
Sono più di novemila i bambini adottati a Salvador Bahia, in Brasile, grazie al Progetto Agata Smeralda ONLUS. Una goccia di speranza nelle favelas, dove droga, alcool, prostituzione e povertà rubano il futuro ai poveri. Agata Smeralda: una luce nelle favelas un documentario di Alessandro Anderloni. Prima proiezione a Firenze, lunedì 6 febbraio, nell'Auditorium dell'Isituto Sentens (Via Don Minzoni, 15/C) alle ore 21.00
Leggi »lettere del presidente

Venite alla festa!
La lettera di invito di Mauro Barsi alla Festa di compleanno di Agata Smeralda 2012, 5-6 e 11-12 febbraio 2012 a Firenze ed Empoli.
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