Il miracolo di Agata Smeralda

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Capita, di fronte ad eventi straordinari, di gridare al miracolo. Quella parola, "miracolo", è uscita dalla bocca di quelli che hanno avuto la ventura di partecipare al viaggio di Agata Smeralda in terra brasiliana. "Questo è un vero miracolo", hanno detto. È il miracolo della vita che è più forte della morte, dell'amore che riesce a vincere l'odio e la violenza. È il miracolo dell'accoglienza e della gioia di vivere, nonostante le difficoltà.

In questo senso l'azione di Agata Smeralda rappresenta un vero miracolo. Non certo per nostro merito. Anche se, prendendo coscienza di questo miracolo, credendoci, avvertiremo che la possibilità di espanderlo e rinnovarlo sta, almeno in parte, nelle mani di ognuno di noi.

Quest'anno un gruppo di 24 persone provenienti da varie regioni d'Italia, si è recato a Salvador Bahia, accogliendo l'invito che sempre facciamo, l'invito del "Venite e Vedete". E queste persone hanno visto, come mostrano le testimonianze raccolte in queste pagine del nostro semplice notiziario. Hanno visto tante bambine e tanti bambini ai quali è stato riconosciuto il diritto ad essere bambini e bambine, esseri umani, come noi. E non è scontato, perché queste persone hanno visto creature vivere in situazioni di povertà disumana, ma hanno visto che grazie all'opera incredibile dei missionari, che davvero bruciano, offrono tutta la loro vita per mantenere acceso questo miracolo, è possibile salvare una, cento, mille persone.

Certo, ci si potrà chiedere, e gli altri mille, centomila, milioni ancora condannati alla miseria, alla mancanza di cure, alla fame? È vero, opere come quelle di Agata Smeralda sono gocce nel mare. Ma guardiamo gli occhi dei bambini che hanno ricevuto questa goccia: non solo percepiremo l'importanza, il miracolo di quanto è stato fatto, ma saremo spinti ad aggiungere goccia su goccia. Chi è stato questa estate a Salvador ha visto che basta poco per cambiare la vita di tanti bambini e di tante famiglie, per dar loro una prospettiva di speranza e di crescita, basta un briciolo d'impegno per sfidare fame e sofferenze, e per rendere dignità a chi non è dato neppure di sapere il significato di questa parola. Un impegno, lo dico tra parentesi, che non va preso però sottogamba, come un episodio saltuario e da esercitare "quando me lo ricordo": non si può avviare un'adozione e poi dimenticarsene presto, abbandonando l'impegno: un'adozione a distanza significa che c'è un bambino che ogni mese ha bisogno di quel contributo, prezioso, per vivere e crescere con dignità.

Io sono sempre più convinto, ancor più dinanzi al grido degli innocenti, ai terribili episodi di violenza che troppo spesso vedono vittime i bambini, che non ci è concesso di dire che non possiamo far nulla. È l'amore verso il prossimo il miracolo che possiamo innescare nelle sofferenze del mondo. Sta a noi vivere questo amore, farlo germogliare nel nostro cuore, offrirlo intorno a noi, e tendere la mano a bambini e popoli che hanno bisogno di noi.

Cari adottanti, io credo che ormai le testimonianze credibili sullo spirito e la concretezza dell'intervento di Agata Smeralda non manchino di certo: anche questo ultimo viaggio, anche le esperienze riportate su queste pagine ne offrono in abbondanza-. In questi anni abbiamo ricevuto in Brasile visite di personalità importanti, come quella del Cardinale Arcivescovo di Firenze, o del presidente dell'Associazione Nazionale dei Sindaci (ANCI). Proprio questi giorni poi è venuto a Firenze l'Arcivescovo di Salvador Bahia, Card. Geraldo Majella Agnelo, che è Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile. Egli, prima di lasciare questa città, ha voluto ringraziare dal profondo del cuore, e non con frasi fatte, tutta la grande famiglia di Agata Smeralda, per il suo adoperarsi senza soste nell'aiuto prezioso -ha detto- a favore di circa 10 mila bambini brasiliani, l'aiuto ad uscire da un tunnel privo di speranza.

Un'ultima cosa, cari amici che ci state leggendo. Oggi sono tanti gli inviti al sostegno a distanza, e non è difficile vedere pagine intere di pubblicità e spot televisivi. Noi, lo diciamo con sincerità, non possiamo permetterci di fare pubblicità. Ma abbiamo bisogno ogni giorno di far fronte ai tanti impegni che ci siamo assunti, a tutto ciò che di positivo, grazie alla Provvidenza di Dio, è stato creato. E" per questo che mi rivolgo a ciascuno di voi, senza complessi, perché ci aiutiate in questa opera "che non è certo uno scherzo!- e non solo con la fedeltà assidua del contributo mensile, ma anche aiutandoci a trovare nuove offerte, nuove adozioni, nuove persone che assumono questo impegno, per rispondere alle tante richieste che ci pervengono dai missionari che operano in Brasile e nelle altre parti del mondo. Soltanto voi siete la forza del Progetto Agata Smeralda. Vi prego, non vi stancate!

Mauro Barsi
Presidente del Progetto Agata Smeralda

 

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Presentazione del volume Lettere dal Brasile di Don Renzo Rossi

Giovedì 17 maggio 2012, ore 17.30 presso la Sala d'Arme di Palazzo Vecchio - Firenze.
Saluto del sindaco di Firenze Matteo Renzi. Intervengono il card. Silvano Piovanelli ed Emiliano Josè, deputato federale dello Stato di Bahia, Brasile. Modera Andrea Fagioli, direttore di "Toscana oggi". Sarà presente don Renzo Rossi.

 

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Venite alla festa!

La lettera di invito di Mauro Barsi alla Festa di compleanno di Agata Smeralda 2012, 5-6 e 11-12 febbraio 2012 a Firenze ed Empoli.

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