Natale a Salvador

Immagine Natale a Salvador

Il mio pensiero torna alla Vigilia di Natale, 24 dicembre. Rimbambita dalla febbre alta e dal caldo, sono rimasta a letto fino a qualche minuto prima di mezzogiorno. Rendendomi conto che, già che non stavo bene, dovevo per lo meno mangiare, mi alzo per il pranzo (che all'ICAJ è a mezzogiorno in punto).

I ragazzi sono già tutti seduti e mangiano... arrivano a quest'ora sempre affamati come lupi, per l'età, le corse che fanno, e il fatto che per regolamento di casa debbono necessariamente far colazione entro le 7.30..... quindi a mezzogiorno gli stomaci sono già molto... lunghi!!!

A mezzogiorno, pertanto, non c'è tempo né spazio per nessuno.... la saletta dove i ragazzi pranzano è minuscola e sono tutti ammassati intorno al vecchio tavolone di legno, ben concentrati con lo sguardo fisso sul proprio piatto.

Dunque, mi siedo in un cantuccio a mangiare il mio riso e fagioli, immersa nei miei pensieri e ben lontana da ciò che stava succedendo in sala. Lontana, ma non a tal punto da non accorgermi che Patric, uno dei più piccoli (11 anni) ha lasciato il suo piatto ancor pieno sul tavolo e è uscito dalla porta. Quando torna, lo vedo armeggiare in cucina .... sta riempiendo un altro piatto. Incuriosita mi alzo, e gli chiedo cosa stia facendo (i ragazzini non possono entrare in cucina se non dopo aver chiesto permesso all'educatore, e Patric è sempre particolarmente controllato in quanto gli piace terribilmente giocare nei pressi del fornello... se continua così, da grande farà il pompiere, tanta è la sua attrazione per il fuoco!). Mi risponde, serio, giustificandosi: "Tia, sto facendo il piatto per Scubi!".

"Scubi" - com'è affettuosamente da tutti qui chiamato, tanto che penso nessuno conosca il suo vero nome - è un ragazzotto di 16 anni, che per mangiare fa il venditore ambulante. Nero come la pece, non molto alto anzi piuttosto tarchiato, ha due grandi occhi dolci. Vive girando per le strade del quartiere vendendo le tipiche cose fritte - dolci e salate - di cui i bahiani vanno pazzi: sonhos (i nostri krafen, qui li chiamano "sogni"!), pasteis (delle specie di panzerotti di sfoglia imbottiti di carne macinata), coxinhas (polpette che sembrano piccole cosce di pollo) ecc. Porta la sua preziosa "mercanzia" su una spalla, in una cassettina di plastica trasparente. In mano, un sacchettino giallo in cui ha due bottigliette di plastica: una con la senape e l'altra con la "pimenta" (condimento piccantissimo di cui i bahiani sono ghiottissimi... non sarò mai, per questo, una vera bahiana!). Scubi arriva qui sempre più o meno allo stesso orario. Lascia fuori, in un angolo, la sua scatola e il suo sacchettino, e in genere si siede a guardare un po' di televisione con i ragazzi. Questi ragazzi hanno spesso il fisico da uomini ma si divertono un mondo a guardare i cartoni animati, quasi a recuperare quell'infanzia che non hanno avuto. Scubi conferma la regola.

Dunque, fin qui nulla di strano. Quando Scubi passa all'ICAJ, qualcosa da mangiare gli viene sempre offerto. Non c'è molto, ma si divide ciò che c'è. I piatti per noi "di casa" erano già stati fatti, ma Patric aveva visto che nelle pentole era avanzato un po' di riso e lo stava appunto collocando nel piatto da dare a Scubi. Mi offro di aiutare Patric a riempire il piatto versando io stessa, dall'altra pentola, anche un po' di fagioli (Patric è piccolo e la pentola molto alta). Chiedo a Patric se a Scubi piacciono più i fagioli o il sugo nel quale sono immersi.... Patric risponde: "Gli piacciono tutti e due, tia!".

Oltre ai fagioli e riso, nel piatto di ciascuno di noi ci sono due pezzetti di pesce fritto, molto gustoso. Di pesce non è avanzato (costa sicuramente di più, e quindi la quantità era calcolata)... così Patric prende un pezzetto del suo pesce e lo mette nel piatto da dare a Scubi.  Resto sorpresa... sono ancora molto "occidentale", la solidarietà senza fine dei poveri mi spiazza sempre... Patric, orfano, è cresciuto in istituto, dove usualmente si litiga per il cibo e gli altri bambini sono spesso considerati rivali. Sono posti in cui spesso i bambini crescono aggressivi, rabbiosi, nella disperata lotta per la sopravvivenza quotidiana, molte volte abbandonati a sé stessi e altrettanto spesso maltrattati o addirittura picchiati.

Il piccolo Patric, la vigilia di Natale, mi stava dando una grande lezione. Era stato naturale, per lui, "dimenticarsi" per un attimo della sua fame per dare a Scubi uno dei suoi due (piccoli!) pezzi di pesce. Mi sono sentita un verme, e vuoi sapere perché??? Perché proprio qualche secondo prima, alla vista di Scubi, mi era venuto il pensiero di regalargli un piccolo panettone che avevo in camera... ma, immediatamente dopo questo pensiero, ne era venuto un altro, ovvero avevo pensato a me. Non stavo bene, ero fiacca, e stavo pensando di tenermelo di scorta per eventuali momenti di difficoltà... in fin dei conti, anche un solo pezzetto di quel dolce sarebbe stato sempre un bel po' di energia, qualora ne avessi avuto bisogno. Poi è arrivato Patric, e il suo piccolo pezzo di pesce, a riportarmi al vero spirito della solidarietà umana, che un bambino di 11 anni mi stava in quel momento ricordando con la spontaneità tipica dei bambini.

Così Scubi se n'è andato con il suo panettoncino, da mangiare con la nonna con cui vive, e con la scatola di plastica più leggera perché gli avevamo comperato gli ultimi cinque "salgadinhos" (pezzi salati) rimasti... almeno così la sua giornata lavorativa poteva considerarsi conclusa, e per lo meno alla Vigilia di Natale sarebbe potuto tornare a casa prima del solito....

Poi viene comunque un "groppo alla gola" a pensare che Scubi non possiede neppure quella scatola di plastica, infatti lavora per conto terzi...

Ilaria Menini

notizie RSS

Nuovo indirizzo di Agata Smeralda

Agata Smeralda si è trasferita nella nuova sede! Aggiornate l'indirizzo:

Via San Gallo 105/115
50129 Firenze

 

eventi RSS

Immagine Presentazione del volume Lettere dal Brasile di Don Renzo Rossi

Presentazione del volume Lettere dal Brasile di Don Renzo Rossi

Giovedì 17 maggio 2012, ore 17.30 presso la Sala d'Arme di Palazzo Vecchio - Firenze.
Saluto del sindaco di Firenze Matteo Renzi. Intervengono il card. Silvano Piovanelli ed Emiliano Josè, deputato federale dello Stato di Bahia, Brasile. Modera Andrea Fagioli, direttore di "Toscana oggi". Sarà presente don Renzo Rossi.

 

lettere del presidente RSS

Immagine Venite alla festa!

Venite alla festa!

La lettera di invito di Mauro Barsi alla Festa di compleanno di Agata Smeralda 2012, 5-6 e 11-12 febbraio 2012 a Firenze ed Empoli.

Scarica il programma della festa

Leggi »