gli adottanti

Una lettera da San Pedrò (Costa d'Avorio)

Da diversi anni alcuni amici del mio paese mi hanno fatto conoscere l’Associazione “Agata Smeralda”. All’inizio li ascoltavo con interesse senza mai approfondire, poi il loro entusiasmo nel sostenere questo progetto è diventato contagioso ed ho cominciato a chiedere informazioni sull’adozione a distanza. Dopo aver dato inizio all’adozione, tramite il mio primo versamento, è arrivata una busta, contenente la fotografia e le informazioni di una bambina di circa 12 anni. In sintesi c’era anche la storia di questa creatura. Senza accorgermene, è cresciuto in me l’entusiasmo per tutto questo ed anche il desiderio di conoscere personalmente Rebecca.

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Ho visto amore e concretezza

A tutte le persone che mi chiedono di raccontare la mia esperienza con Agata Smeralda in Brasile, io rispondo che non è tanto quello che ho visto, bensì quello che ho sentito, con lo stomaco, con quei sensi ormai assopiti che in Brasile si sono fatti vivi e hanno urlato pretendendo il loro posto, quello che forse dovrebbero sempre avere.

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Fede, amore e progettualità

Al ritorno dal viaggio in Brasile con l’Agata Smeralda sento il bisogno, oltre che di trasmettere l’esperienza agli amici più cari, di esprimere alcune considerazioni per l’Associazione. In sintesi, il soggiorno a Salvador de Bahia, nella seconda metà del luglio scorso, si può efficacemente concretizzare nelle seguenti parole: i partecipanti hanno potuto constatare ciò che fede, amore e progettualità riescono a realizzare per la “promozione umana”, con i modesti contributi delle “adozioni a distanza”.

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Viaggio a Gerusalemme, nella scuola sostenuta da Agata Smeralda

Dal sito internet e dal giornalino ho appreso che la nostra associazione Agata Smeralda, sostiene a distanza circa novanta bambini, in una scuola di Gerusalemme. Abbiamo pensato di fare un viaggio vacanza per incontrare i missionari, i bambini e le famiglie di questo centro.

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Immagine Riconoscimento Unicef per la Casa do Sol

Riconoscimento Unicef per la Casa do Sol

Premiato il centro di Pina Rabbiosi e Padre Lintner, una delle prime e più rilevanti presenze sostenute dal Progetto Agata Smeralda in Brasile.

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Immagine Eritrea, un container per la vita

Eritrea, un container per la vita

Il progetto "Un container per la vita" vede la spedizione del secondo container di generi alimentari nell'arco di un anno in Eritrea: sono beni di prima necessità, impossibili da acquistare in loco, vista la situazione di difficoltà e di emergenza.

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Immagine Don Carlo Zaccaro: prima di tutto un uomo di Dio

Don Carlo Zaccaro: prima di tutto un uomo di Dio

  Don Carlo è stato prima di tutto un uomo di Dio, un vero testimone del Vangelo, intelligente e di vasta cultura. Ho avuto la fortuna di incontrarlo da ragazzo, per la prima volta, nel lontano 1956 nella Chiesa di S. Antonio al Romito a Firenze. Degno figlio di Don Giulio Facibeni per il suo amore concreto verso i poveri e per la fiducia incondizionata nella Provvidenza di Dio soprattutto nei momenti difficili che anche nella sua vita non sono mancati.

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