Una lettera da San Pedrò (Costa d'Avorio)

Una lettera da San Pedrò (Costa d'Avorio)

Da diversi anni alcuni amici del mio paese mi hanno fatto conoscere l’Associazione “Agata Smeralda”. All’inizio li ascoltavo con interesse senza mai approfondire, poi il loro entusiasmo nel sostenere questo progetto è diventato contagioso ed ho cominciato a chiedere informazioni sull’adozione a distanza. Dopo aver dato inizio all’adozione, tramite il mio primo versamento, è arrivata una busta, contenente la fotografia e le informazioni di una bambina di circa 12 anni. In sintesi c’era anche la storia di questa creatura. Senza accorgermene, è cresciuto in me l’entusiasmo per tutto questo ed anche il desiderio di conoscere personalmente Rebecca. Ho cominciato ad informarmi, a documentarmi, a chiedere cosa mi sarebbe servito per fare questo viaggio nella Bahia. Ho organizzato così il mio primo viaggio da sola in Brasile. E’ difficile riuscire a trasmettere quante emozioni, quanti stati d’animo ho vissuto. Sono stata così colpita da questa esperienza che dopo questa visita in Brasile è nata una seconda adozione ed un secondo viaggio, questa volta in Africa. Ma preferisco parlarvi, più che dei miei due viaggi in Brasile, di quello che si è appena concluso in Costa d’Avorio. Dopo aver conosciuto Suor Rosangela, che opera con “Agata Smeralda” in una missione a San Pedrò, dentro di me si è riacceso il desiderio di visitare anche questa realtà. Per mesi ho sentito da parte di tanta gente la stessa “canzone” che mi hanno ripetuto mille e più volte. Tutti volevano farmi cambiare idea. Io decisa come non mai, ho cominciato i preparativi, informazioni sul viaggio, vaccinazioni, visto, biglietto aereo. Tutti speravano in un mio cambiamento di idea, ma sono stata irremovibile, non nascondendo l’ansia nell’affrontare questo mio viaggio da sola, in terra d’Africa. Dopo diverse mail, scambiate con Suor Rosangela, è finalmente arrivata la fatidica data della partenza: venerdì 15 Gennaio. L’emozione del viaggio non è stata diversa da quanto si proverebbe per un qualsiasi altro viaggio. Tutto è cambiato al mio arrivo in questa terra; dopo aver visto alcune realtà ho definito la terra d’Africa come una terra dimenticata da Dio. Ai miei occhi sembrava tutto impossibile, all’arrivo sono stata catturata da un grande caldo e da profumi forti e penetranti, da una grande accoglienza e ospitalità. Ho fatto fatica ad addormentarmi la prima notte, nonostante l’infinita stanchezza del viaggio. Sarà stato per la presenza di animali, mai avrei solo immaginato di trovarmene alcuni in una camera da letto. Sarà stato per il grande caldo. Sarà stato perché tutto mi sembrava nuovo, ma poi, come un battito d’ali è arrivata la mattina. Con Suor Rosangela, Suor Donata ed alcune delle novizie, siamo andate alla Santa Messa. Ho trovato un modo diverso di partecipare all’Eucarestia, tra canti e balli africani senza accorgermene e senza alcun segno di stanchezza, erano già trascorse circa tre ore. Siamo tornati alla missione per il pranzo, la sistemazione delle valigie e la preparazione del mio soggiorno in quella terra. Non so di quanti fogli avrei avuto bisogno per descrivere la mia permanenza. Ogni giorno, ogni situazione era vissuta da me in modo totale. Problemi, miseria, povertà, ne ho viste veramente tante: gente che non ha lavoro, gente che a stento riesce a mangiare, gente che non ha nemmeno un tetto per dormire. Ho visto ragazzine quindicenni diventate già madri. Ho visto da vicino il grossissimo problema delle malattie, tra cui l’ulcera del burulì. Ogni giorno venivo colpita da eventi che mai avrei pensato si potessero verificare, ed invece mi capitava di vivere e di vedere cose sempre peggiori. Quanti bambini ho incontrato, quante mani ho stretto, mi sono resa conto di come “Agata Smeralda” sia arrivata laggiù. Ho visto bambini che grazie a questi aiuti possono ricevere un pasto, l’istruzione, le vaccinazioni ed essere seguiti con amore per una vita più dignitosa. D’altra parte, ci sono ancora tanti tantissimi bambini che aspettano da noi un piccolo segno di solidarietà. Anche qui “Agata Smeralda” mi ha lanciato una richiesta di aiuto, segnalandomi una mamma di appena venti anni martoriata dalle tante violenze, con la sua piccola bambina. Ai miei occhi la gente che si impegna a favore dei poveri è sempre molto poca per far fronte alle infinite quotidiane richieste di aiuto. Sono degli eroi silenziosi. Tre sono i colori che ho impressi nella mia mente durante questo viaggio in Africa: il bianco dei denti nel sorriso dei bambini, il nero della loro pelle ed il verde della speranza che si riflette nei loro occhi. Potrei continuare all’infinito, ma rischierei di stancarvi con il racconto di questa mia esperienza. Quando sono ripartita ho evitato di guardare indietro perché sono certa che in terra d’Africa ritornerò. In questo momento storico il terremoto di Haiti ha sconvolto tutti. Sacrifichiamo un caffè al giorno, affinché questi bambini con gli stessi diritti dei nostri possano avere almeno lo stretto necessario per continuare a vivere.

Grazie ad “Agata Smeralda” per avere attivata questa grande macchina di solidarietà, grazie a tutti coloro che portano avanti questo impegno che richiede grandi sacrifici e non poco lavoro, e un grazie particolare al Signore Gesù per avermi fatto dono di questa esperienza.

Antonella Scatigna, Locorotondo (BA)


 

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